Viaggiare è una necessità comune a tutti gli esseri umani, è la ricerca di un orizzonte, un “altrove” possibile. Oggi, dopo lunghi mesi di isolamento e di privazione degli spostamenti, il viaggio assume un significato ancor più necessario. Non si tratta di abbandonare il mondo nel quale ci siamo sentiti imprigionati ma semplicemente di andare “al di là” della propria circoscritta umanità che la pandemia ha reso più stringente. Isolati, abbiamo avvertito più forte la necessità dell’incontro con l’altro, di conoscere nuovi orizzonti. Da qui l’idea per l'edizione 2021 di Oriente Occidente, Festival di danza contemporanea, 3 -12 settembre, direttore atistico Lanfranco Cis, di un programma contaminato da artisti che, nomadi per natura, rifiutano di radicarsi in un’identità fissa.