Il 2026 segna una ricorrenza di straordinaria importanza per la cultura italiana, per la Sardegna e per la storia dell’emancipazione femminile: il centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento nel 1926. Per celebrare questo storico anniversario, mercoledì 5 agosto, presso Piazza Is Ballus, a San Giovanni di Sinis – Cabras (OR), va in scena la prima nazionale di "Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa", nell’ambito della rassegna I Giganti dell’Arte 2026 – Penisola del Sinis. Protagonisti dello spettacolo l'étoile Emanuela Bianchini, che firma anche la struttura coreografica definitiva dell'opera, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parola è affidata alla grande attrice sarda Lia Careddu, mentre la musica dal vivo vede protagoniste le voci di due interpreti come Flo e Serena Pisa, accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, autore anche della direzione musicale, da Erasmo Petringa al violoncello e al basso, autore degli arrangiamenti per archi, dal polistrumentista Francesco Di Cristofaro, al pianoforte, fisarmonica e flauti, e da Marco Caligiuri alla batteria, percussioni ed elettronica, con la partecipazione del Quintetto d'Archi.
Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia), nel 2025 congiuntamente Capitale Europea della Cultura, continuano a danzare insieme al Visavì Gorizia Dance Festival (14-18 ottobre 2026). Ideato da ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, in partenariato con i Comuni di Gorizia, Cormons e Gradisca d’Isonzo, nonché con il Teatro Nazionale Sloveno SNG di Nova Gorica e il network di operatori della danza Pan Adria (Slovenia, Croazia, Italia), Visavì è un festival "transfrontaliero" unico nel suo genere, il cui programma si snoda tra due nazioni vicine di casa. Ѐ proprio nella danza, l'arte che più di qualsiasi altra è in grado di esprimere il gesto dell'abbraccio, che Gorizia e Nova Gorica - le due città che si guardano "visavì" (come si dice in goriziano, dal francese vis-à-vis) - trovano la loro vocazione e la loro lingua comune.Tra le novità Visavì Discovery Tour che unisce danza, territorio e le eccellenze del Collio in collaborazione con Jazz&Wine.
Il Balletto di Milano presenta il cartellone 2026/2027: 7 produzioni, 78 spettacoli per un percorso artistico che unisce tradizione e innovazione, grandi capolavori e nuove visioni, confermando il ruolo della Compagnia tra le eccellenze della danza italiana. E prima una interessante parentesi estiva con Carmen e La Vie en Rose...bolero.
Dopo la presentazione a Roma presso il MIC della Nuova Piattaforma Italiana della Danza /NID, che si svolgerà in Piemonte dal primo al quattro settembre, è stato presentato a Torino, nel Grattacielo della regione il cartellone della decima edizione della manifestazione. Per quattro giorni, Collegno, Moncalieri, Torino e Venaria Reale ospiteranno spettacoli, Open Studios, performance, incontri, panel di approfondimento, raccolti sotto il titolo di Coreografie del possibile. Un tema che richiama i principi essenziali della danza - corpo, gesto, composizione, relazione tra spazio e tempo - e la capacità di immaginare nuove connessioni tra artisti, luoghi, pubblici, operatori italiani e stranieri, istituzioni e territori, favorendo opportunità di crescita, collaborazione e circuitazione oltre confine.
Il viaggio del Teatro Ostia Antica Festival - Il Senso del Passato prosegue con uno degli appuntamenti più attesi della stagione internazionale di danza: Requiem(s), l’ultima creazione di Angelin Preljocaj presentata in un’inedita versione site-specific, il 10 e l’11 luglio (ore 21.00) sul palcoscenico millenario del Teatro Romano di Ostia, per una riflessione sulla memoria, sulla perdita e sul legame indissolubile tra la vita e la morte. Un orizzonte intimo che si espande per abbracciare un potente afflato politico e sociale: l’ensemble dei diciannove danzatori evoca sulla scena anche le grandi tragedie collettive della storia, dalla Shoah ai conflitti moderni, fino alle morti invisibili di chi si spegne in strada per la fredda indifferenza sociale.