Enoturismo leva strategica per la ripartenza.Presentato il manuale " Turismo del vino in Italia"

Presentato nei giorni scorsi “Turismo del vino in Italia” il primo manuale dopo la emanazione della normativa nazionale, scritto a quattro mani dal senatore Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini. “La cultura del vino è parte integrante dei caratteri originali del nostro Paese, al punto che alcuni territori vitivinicoli sono riconosciuti patrimonio Unesco. Una eccellenza tutta italiana da scoprire o riscoprire in queste pagine-le parole del ministro della Cultura Franceschini.

In una Italia che vanta 20-25mila cantine aperte al pubblico per la vendita del vino e 150 strade del vino, arriva a fare ordine e a  dare preziosi suggerimenti per un ulteriore sviluppo del segmento il primo manuale dedicato all’enoturismo pubblicato dopo l’approvazione della norma nazionale, scritto a quattro mani da chi, da prospettive differenti, vive l’impegno di valorizzare il comparto del vino italiano. “Turismo del vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche” (Edagricole) è il titolo del volume, scritto dal senatore Dario Stefàno – autore della legge sull’enoturismo - e dalla produttrice Donatella Cinelli Colombini, nonché storica fondatrice del Movimento Turismo del Vino.

Il testo è stato presentato nei giorni scorsi a Roma, nella sala stampa del Senato della Repubblica, insieme ai Ministri della Cultura, Dario Franceschini, del Turismo, Massimo Garavaglia e delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. Presenti anche l’editore Edagricole e due padrini di eccezione: Federico-Fede Quaranta di Decanter e Riccardo Cotarella Presidente mondiale degli enologi.

Un libro interessante, curioso, pieno di aneddoti (come quello su Carlo Magno). E che ci fa scoprire le Regioni d'Italia inseguendo i propri vini... E che Dio benedica gli astemi che non sanno quel che si perdono! - le parole del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.  . “Bisogna tener conto dei cambiamenti intervenuti nell’enoturismo a seguito dell’epidemia Covid19- ha sottolineato Donatella Cinelli Colombini- che sono essenzialmente quattro: la necessità delle cantine di differenziarsi di fronte a visitatori che chiedono esperienze e scoperte, il ruolo accresciuto della connettività internet e le nuove modalità di prenotazione, il cambio di target con una crescita delle donne e degli “enoturisti per caso”, gli effetti di una sensibilità ambientale più accentuata che in passato. Occorre seguire l’esempio dei Paesi – come Australia e Scozia - che hanno riattivato turismo e i consumi nella ristorazione puntando sulle eccellenze enogastronomiche"- così il ministro della Cultura, Dario Franceschini. 

"È sempre più centrale il ruolo dell'enogastronomia nel turismo. L’emergenza sanitaria ha bloccato a livello globale un miliardo e quattrocento milioni di viaggiatori l’anno con un business mondiale intorno ai 1.300 miliardi di euro. Le destinazioni del turismo del vino, grazie alla loro diffusione sul territorio nazionale, alla disponibilità di spazi aperti, sono sembrate subito una valida alternativa alle tradizionali destinazioni di viaggio. In questo quadro, l’Italia vanta il primato in Europa dell’offerta enoturistica con circa 8mila cantine attrezzate per l’accoglienza, 20-25mila cantine aperte al pubblico per la vendita del vino e 150 strade del vino. L’enoturismo è una delle punte più avanzate della multifunzionalità e della diversificazione delle attività agricole della Penisola e costituisce uno degli strumenti più validi ed efficaci per lo sviluppo dei sistemi rurali e enoturismoper la promozione e tutela delle eccellenze italiane-, ha concluso il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.


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