Nell’ambito degli Stati Generali dell'Economia oggi si sono svolti gli incontri dedicati al turismo. In una nota amara Confindustria Alberghi esprime il proprio disappunto rispetto ad un programma degli Stati Generali che ha previsto per il settore del turismo solo poco più di un’ora e l’accesso in presenza fortemente contingentato. "Questo non riflette l’attenzione che ci saremmo aspettati rispetto ad un settore che e indubbiamente il più colpito e che costituisce una delle componenti primarie dell’economia del Paese" .
Durante l'incontro Confindustria Alberghi ha fatto presente al presidente Conte la necessità " di definire un percorso ed una strategia per il rilancio, ma nel contempo abbiamo dovuto evidenziare come il settore alberghiero in Italia e il turismo in generale, siano ancora in una fase emergenziale che chiede quindi una serie di interventi urgenti, necessari per la salvaguardia stessa delle imprese" . Il settore - si legge nella nota- è fortemente a rischio e ha davanti a sé ancora molti mesi di grande difficoltà. Le misure fino a qui varate dall’esecutivo non hanno portato gli effetti attesi e, anche quando correttamente indirizzati, come nel caso degli affitti o dell’IMU, sono troppo limitati e parziali. Abbiamo bisogno di misure che accompagnino le aziende almeno fino a tutto il 2020 e scelte coraggiose che aiutino il settore alla ripartenza. In primis un taglio al costo del lavoro per creare le condizioni per la riapertura e per riportare i lavoratori alla piena retribuzione. In prospettiva il settore ha bisogno di un profondo rinnovamento nel sistema delle regole che sono ormai ampiamente superate dalle nuove dinamiche del mercato. La competizione a livello internazionale è fortissima ma l’Italia ha una posizione di assoluta leadership che certamente alla fine di questo tragico periodo permetterà all’economia del turismo di ripartire. Dobbiamo accompagnare le aziende per permettere loro di sopravvivere in attesa della ripartenza ma oggi ribadiamo ancora una volta che la situazione è di assoluta gravità".


Il Teatro alla Scala dedica un ricordo allla danzatrice e docente di danza scomparsa in questi giorni. Anna Razzi ,infatti, è parte della storia e della tradizione del Teatro alla Scala e del suo Corpo di Ballo. Al nostro Teatro è infatti legata una splendente fase della sua carriera artistica: dal 1963 al 1986, da solista fino ad étoile, ha avuto una carriera a tutto tondo come protagonista dei grandi balletti del repertorio, da Romeo e Giulietta a Il lago dei cigni , Giselle, La Bella addormentata , Coppélia , fino al Novecento di Petruška , Apollon musagète di Balanchine e La signorina Giulia di Birgit Cullberg .