Turismo, Arte e Cultura, brand del Paese nel Piano Colao

Un intero capitolo dedicato a Turismo e Cultura nel Piano Colao ( 6 macro aree di intervento) che prevede le iniziative per il rilancio del Paese nel biennio 2020-2022. Qualità del prodotto, promozione, comunicazione, formazione, destagionalizzazione, ricettività, trasporti, i soliti nodi del nostro turismo.

Tutto parte dalla consapevolezza, e già è molto, che “il macro-settore “Turismo, Arte e Cultura” contribuisce in maniera estremamente significativaall’economia del nostro Paese, generando (indotto incluso) circa il 13% del Pil e occupando oltre 4 milioni di addetti. Pur essendo un settore in crescita, il nostro Paese non sfrutta appieno le proprie potenzialità (ad esempio, la Sicilia, a fronte di un’estensione costiera e di condizioni climatiche comparabili alle Baleari ha un numero di pernottamenti dieci volteinferiore). Questa condizione ha comportato un’erosione significativa della quota di mercato: inI talia tra il 2010 e il 2019, il settore è cresciuto mediamente del 4,5% annuo a fronte del 6% dei principali concorrenti del Mediterraneo”.

Ma il Covid 19 e le relative contromisure prese in tutto il mondo hanno causato una riduzione drammatica del giro d’affari complessivo. Tra le priorità , dunque, ci sono "la difesa della stagione turistica 2020 e della percezione internazionale dell’Italia per il rilancio del 2021; una nuova governance e strategia per il turismo, per garantire la valorizzazione e la gestione ottimale di un settore che presenta complessità ". Gli interventi in tal senso potrebbero comprendere: "la creazione di un presidio governativo speciale, che abbia in carico il coordinamento del rilancio del settore nel prossimo triennio (e la definizione di interventi prioritari da finanziare con i fondi europei); l’articolazione di un piano strategico di medio-lungo termine che punti a un approccio più orientato “al valore/alla qualità” e a un innalzamento degli standard di sicurezza, e il lancio di un piano di comunicazione da attuarsi attraverso le strutture periferiche coinvolte nel settore (a partire dalle sedi diplomatiche). E ancora la  valorizzazione e lo sviluppo dell’offerta del Paese, che affronti anche il rafforzamento dell’imprenditoria turistica (incentivando il consolidamento del settorericettivo), il miglioramento dei collegamenti infrastrutturali chiave relativi alle aree/poli turistici ad alto potenziale e ad oggi mancanti e il finanziamento della formazione turistica per garantire efficacia e capacità di rinnovamento a lungo termine del settore e dei suoi addetti. E una forte valorizzazione del patrimonio artistico e culturale (vero DNA del Paese e fonte primaria di attrattività turistica dell’Italia), agendo sul fronte sia delle risorse tramite la creazione di un piano integrato di attrazione dei capitali privati per rafforzare la dotazione dedicata ad Arte e Cultura (ad es. impact investment), sia della governance digestione degli enti artistici e culturali, sia, infine, sul fronte delle competenze (integrando l'offerta artistica e culturale esistente – ad es. musei – con percorsi formativi universitari o di formazione specialistica)".

Nell’immediato, tra le azioni suggerite , per quanto riguarda la stagione 2020 , si consiglia "di definire e comunicare rapidamente un quadro normativo per la stagione estiva, in linea con i paesi europei, per consentire agli operatori del settore dipredisporre e promuovere la propria offerta e di adeguare per tempo le strutture alle misure di sicurezza necessarie." Occupazione in primo piano invitando a sviluppare" un piano di difesa dei livelli occupazionali e della sostenibilità economica degli operatori del settore, dando agevolazioni e defiscalizzazioni per le attività del 2020-2021, incentivando gli operatori ad aprire in modo da preservare sia l’avviamento sia l’occupazione, in particolare stagionale(ad es. defiscalizzazione contributiva in caso di assunzione, aumento delle agevolazionirispetto agli extra costi dovuti alla sanificazione, contributi finalizzati all’incentivo allariapertura)".

Attenzione al ricettivo  "pianificando e lanciando una revisione degli standard di qualità delle strutture ricettive, approfittando dell’attuale emergenza sanitaria e per ottenere uniformità a livello nazionale(Censimento complessivo iniziale, definizione standard qualità stringenti e tempi di miglioramento richiesti, introduzione di sistema nazionale di ispezione e validazione regolare e frequente), valorizzando e utilizzando per uso turistico beni immobiliari di valore storico e artistico."

Immancabile la destagionalizzazione: “valorizzare il potenziale inespresso dell’offerta del Paese, incentivando la bassa stagione,definendo con anticipo i calendari scolastici, incentivando poli turistici in aree ad altopotenziale naturalistico, paesaggistico o culturale, rafforzando la rete e le attività delle “Città Creative” italiane” . Infine “ migliorare l’accessibilità del turismo italiano, investendo nei collegamenti infrastrutturali chiave relative alle aree/poli turistici ad alto potenziale e ad oggi mancanti, potenziando le dorsali dell’Alta Velocità, alcuni aeroporti turistici minori e la logistica intermodale per le città d’arte".


Stampa