Sono tornate in scena , dopo il debutto del 2023, negli spazi del Casale Ceribelli (Montagnola) , Aamaal (Alba), Zaira (Ester), Aiscia ( Anna) , Rasha (Barbara), Raja (Paola) , allieve del corso di “MetaDanza- Il Cammino di Agar” dell’insegnante Valeria Inglese Sheherazade , danzatrice appassionata di olistica e floriterapia, amante delle fusion e contaminazioni, con una grande attenzione ai percorsi armonici dell’anima e alla ricerca dell'equilibrio fisico- spirituale. Meta danza vuol dire andare al di là della danza : danzare per scoprire se stessi. Il piccolo show ha regalato al pubblico sonorità e sfumature orientali tra Saidi, Sharky e Balady...
Il gruppo di danzatrici over , denominato La Gabbianella , ha portato in scena la propria esperienza non solo coreografica, ma intima e personale, la ricerca di se stesse , il rispetto di movimenti dettati dai riti, dalle tradizioni e dalla natura. La performance, che ha preso vita negli spazi del Casale Ceribelli (Montagnola) , è stata introdotta dalle parole dell'insegnante che ha proposto un excursus storico sulla danza orientale, per far comprendere la vera natura di questa danza definita impropriamente Danza del Ventre, e ha spiegato la genesi del progetto , che da qualche anno si concretizza proprio presso il Ceribelli, unendo alla danza orientale, scoprendone essenza e radici, sacralità e significati delle sue figure più importanti, anche tecniche di rilassamento e meditazione.
Il percorso, che sta alle spalle della esibizione 2026, lontano da ogni competizione o esibizionismo, è stato definito Il Cammino di Agar (Hagar), la schiava egiziana (personaggio biblico) che si trovò sola col figlio Ismaele, senza acqua, in pieno deserto ma che trovò la luce e la salvezza. " Agar -spiega infatti la docente Valeria- rappresenta il riscatto, il non lasciarsi vincere dalle traversie della vita, il non soccombere ad esse, neanche a quelle che possono sembrare insormontabili. Con la danza ognuna a suo modo ha fatto fronte ad una nuova sfida interpretando movenze e figure simboliche espressive, adattandole al proprio corpo. Laddove il “ Gabbiano” ha rappresentato il simbolo di libertà e spensieratezza o il “ Serpente” simbolo di trasformazione, cambiamento e rinascita . Il “ Gatto” emblema dell’umido, del femminile, della terra, il “ Cammello”, simbolo di fiducia e di capacità di sopravvivenza. E ancora l' Otto “ il numero dell’equilibrio cosmico, e la “ Luna” , simbolo del femminile per eccellenza".
L'insegnante ha ribadito come le origini di questa danza risalgano alla danza nei templi “tra donne e per le donne “, sottolineando il valore della simbologia legata alla vita e in particolare alla femminilità, basti pensare alla figura della Luna ...” E’ la Danza delle Donne per eccellenza. Alcuni movimenti venivano usati durante il parto per accelerare le contrazioni, altri per massaggiare la parte uterina durante il ciclo, altri per far vedere la lotta tra la parte illuminata e la parte oscurata di ognuno di noi. Tutti movimenti naturali magari dimenticati”.
L'esibizione si è articolata in tre quadri e stili di danza- Saidi, la danza del bastone, Sharky, con il velo, e Balady. Con il Saidi , e come costume tuniche tradizionali egiziane, si è respirata una atmosfera agricola e popolare, e una grande energia espressa dalle danzatrici. La danza Saidi viene dalle campagne (Alto Egitto) e mima la lotta delle tribù che veniva fatta dagli uomini. Ed ecco che le donne si sono impadronite del bastone mimando questa lotta ma simboleggiando la PACE. E' una danza folcloristica per eccellenza e forse la prima danza mediorientale esisitita.
Con lo Sharky si entra in una atmosfera classica ed elegante della danza egiziana dove l'uso del velo è uno degli elementi più iconici, introdotto al Cairo negli anni '20 e '30 del '900 e diventato pilastro dell'eleganza coreografica. Ed è stato proprio il velo colorato ad ammorbidire tutte le figure della coreografia accompagnata, in questo caso da una musica celtica.
Infine lo stile Balady , danza popolare urbana egiziana nata al Cairo agli inizi del XX secolo, il cui significato è "della mia terra", nata quando i contadini si trasferirono in città. Questo stile è caratterizzato da movimenti radicati a terra, grande espressività, improvvisazione e uso del bacino, e un pò di tutto il corpo.
"Questa performance- ancora l'insegnante Valeria- ha messo in luce l'impegno e la volontà delle allieve nel mettersi alla prova e buttarsi nella mischia. Nei mesi passati le ho viste imparare a sfidarsi, osare e seguire il proprio corpo. E io attraverso di loro ho realizzato un mio sogno”.
Il gruppo, che ha interpretato con rigore ed espressività i vari stili, è stato accolto da un pubblico molto attento e interessato a seguire sonorità e movenze di un'altra parte del mondo.
Ester Paparozzi Ippolito
(Foto Elio Ippolito Ballareviaggiando.it)
Sede Casale Ceribelli, Viale Pico della Mirandola 36, Zona Montagnola , Roma
Per informazioni: Valeria Verdiana Sheherazade cell. 3291179190
Grazie alla docente Valeria Inglese Sheherazade per la passione e la dedizione dedicata al progetto e alle sue allieve; al Casale Ceribelli , e alla Presidente Isa Di Matteo, e a Mimmo De Matteis, per aver messo a disposizione i suoi spazi; a tutte le allieve per il loro entusiasmo e grinta nell’arrivare fino in fondo a questo percorso.


Edizione da record per la finale de Il Vinile D'Argento, Festival Internazionale di Musica e Canto con la Direzione Artistica del M° VINCE TEMPERA. A Roma, presso il Salotto Tevere, nel nutrito programma della manifestazione Lungo il tevere...Roma, si è svolta l' AWARDS CEREMONY del Festival ideato e prodotto dall'ASSOCIAZIONE NASCHIRA, partner di Barrett International Group di Virginia Barrett. Il Festival è una Produzione realizzata nellambito del progetto LAZIO sound, finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ha la prestigiosa Direzione Artistica del M° VINCE TEMPERA, Compositore e Direttore dOrchestra di chiara fama Internazionale, anche Presidente di Giuria e ospite donore durante l' AWARDS CEREMONY.