Nello spettacolo “Senza Radici” a cura di Ashai Lombardo Arop (Roma, Teatro Olimpico), la performer italo sudanese racconta la sua storia di “meticcia”, straniera nella sua patria, alla ricerca della propria identità colorata e variegata sul filo della danza: dall’Africa all’Italia passando per il ritmo afro, tamurriata e pizzica, e le movenze arabo andaluse…Con la collaborazione e la vivacità del gruppo Termini Underground
di Ester Ippolito
“…Nel 1990 non mi sfiorava minimamente l'idea che nel 2010 sarei potuta essere una specie di moda. Adesso, così come si parla di dialetti e tradizioni, si parla di meticci e seconde generazioni. Sono un caso! Da
studiare a scuola. E lo avessero detto vent'anni fa, la mia vita sarebbe stata più facile, più fluida, motivata da una specie di sogno di gloria. E invece vent'anni, quindici anni, ma anche dieci anni fa dovevo dimostrare che l'italiano era la mia lingua ed era perfetta. Ora, se voglio lavorare, devo imparare ad avere un accento africano, o di qualche lingua coloniale, uno qualsiasi, tanto non c'è differenza perché, nonostante la superficie del Sudan, il paese di mio padre, da solo sia otto virgola rotti volte l'Italia, per la gente qui, l'Africa non è grande più di un ghetto di periferia…”
Si apre con queste parole ed effetti multimediali lo spettacolo “Senza Radici” (Teatro Olimpico, 18 settembre), a cura di Danze Meticce/Crosso Cultural Arts, in collaborazione con la Compagnia ARti e Mestieri: protagonista con l’anima Ashai Lombardo Arop, regia, danze e voce e soprattutto la storia. La sua, quella di una ragazza bella e color nocciola, nata in Italia, a Genova, e cittadina italiana, da madre italiana e padre sudanese negli anni 70, che agli occhi del pianeta Italia è sempre stata vista un po’ diversa, venuta da lontano “nonostante il perfetto italiano”, e cresciuta di conseguenza a metà fra più mondi, l’Italia e la lontana Africa mai vista, tra più identità, un po’ meticcia. E come dice la stessa Ashai "il meticcio è il migrante perpetuo, sempre in bilico fra più mondi. E quando sei in bilico o stai cadendo o stai danzando".
In una intervista video in “Permesso di Soggiorno”, l’artista fa luce sulla sua vita e racconta come abbia oggi riconosciuto pienamente l’Italia come la sua terra dopo la sua permanenza a Londra da migrante. In questo contesto si è innamorata dell’Italia, paese che finora non l’aveva accettata. “Mi sono innamorata grazie all’incontro con le danze del sud, dove ha trovato il mio centro", afferma.
La condizione di migrante
Ed ecco quindi nascere dalla sua mente e dal suo cuore una storia da palcoscenico, con tanta musica, immagini, parole, canti, percussioni, ritmi, passi di danza e colori, energia e coinvolgimento, che racconta la storia di chi si trova costretto a sentirsi straniero a casa propria, nel luogo dove vive, lavora, si innamora e cresce i suoi figli. E di chi vuole ricercare una propria identità, una propria terra, magari di “mezzo”. Tra video, immagini fotografiche e monologhi, danze “meticce” passando dalla Tamurriata alla Pizzica, dalle movenze afro e di trance, alle battute del flamenco e della danza orientale, si snodano storie infelici di emigranti e storie di guerre, con specifico riferimento alla eterna guerra del Sudan ma anche a tutte le guerre che si combattono ogni giorno e che creano altrettanti cittadini senza patria. Il filo della danza unisce e colora in un viaggio che dall’Italia va all’Africa, andata e ritorno. Uno spettacolo a 360° che ha dato “voce al corpo e corpo alla voce”, parlando tutte le lingue del mondo. Travolgente la forza delle danze del nostro sud Italia che occupano un posto importante nella formazione artistica di Ashai, studiate profondamente sul campo, insieme al Bharata Natyam, la più antica delle danze classiche indiane, al flamenco, danza africana tradizionale e danza contemporanea, stili di cui, con interessi etnomusicologi, l’artista ha sempre voluto indagare i legami storici e le affinità. Travolgente la forza del gruppo Termini Underground e del loro hip hop che ha sottolineato altre tonalità in questa Italia ormai colorata e che, come ha detto Ashai dovrebbe chiamarsi “solo Italia”. Prorompente la voce di Loredana Carannante, che con le sue note ha reso la colonna sonora dello spettacolo unica, insieme ai virtuosismi dei percussionisti che hanno fatto magie con il tamburello.
Lo spettacolo “Senza Radici” ha già un suo pregiato curriculum. L'idea è nata nell'ottobre 2008 dopo la partecipazione al Festival delle Culture di Bologna e la richiesta da parte del National Geographic di girare un video per il loro canale Sky. Lo spettacolo ha poi partecipato al 18° Festival del Mediterraneo di Genova, per la direzione artistica di Davide Ferrari, condividendo il palco con Faraualla, Maria Joao, Yungchen Lhamo, Dobet Gnahoré e molte altre donne della musica del mondo. Nel 2010 è diventato un video documentario ed uno spettacolo di teatro danza multimediale, che ha vinto il premio BIANCO&NERO Giovani Realtà del Teatro, assegnatogli dall'Accademia d'Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine. Il testo di Senza Radici ha vinto inoltre nel 2012 il 2° premio Figli di tante patrie, indetto da Roma Multietnica. Ed è arrivato sul palco dell’Olimpico nell’ambito del progetto T.A.T. Talenti a Teatro, promosso dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale - Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Teatro Olimpico, che ha selezionato tre opere, tra queste Senza Radici, tra 76 lavori teatrali di artisti giovani.
I protagonisti di Senza Radici
ASHAI LOMBARDO AROP – regia, danze, voce; LOREDANA CARANNANTE – voce; MICHELE MAIONE - tamburi a cornice, percussioni, effetti; MARCO LAZZERI – piano; MICHELE SIGNORE – violino; MAX SEGATORI – sax; TOMMY RUGGERO – batteria; MASSIMO MERCOGLIANO - basso elettrico; FABRIZIO CECARO – dun dun; GIOVANNI MAIONE – djembe; ANDREA TRABUCCO – percussioni; DIANA DE ROSA - danze popolari. Con la partecipazione di ANGELA COCOZZA – voce recitante e danza; CARLOTTA BRUNI – danza; BRANCY OSADARE – danza.
Con la collaborazione del gruppo di danzatori TERMINI UNDERGROUND di Angela Cocozza: Elisa Ming, Elsa Deng, Zohra Boudagga, Maristella Viti, Fiammetta Susanna, Anna Trandafilo, Jean, Hilaire Juru, Prince
Chi è Ashai Lombardo Arop
Ashai Lombardo Arop si è laureata al DAMS di Bologna con una tesi sperimentale in antropologia della danza. Appassionata di etno-coreologia ed etnomusicologia, nel 2007 fonda l'Associazione Culturale Danzemeticce, un progetto interdisciplinare, nato dalla convinzione che le arti, in quanto espressione individuale e culturale possano essere un potente veicolo di coesione sociale, transculturale e liberazione fisica e spirituale.. Ha fondato nel 2007 l'Associazione Culturale Danzemeticce, nata per la diffusione della danza e le arti performative come veicoli transculturali. Ha partecipato a diversi spettacoli e festival nazionali e internazionali.
Ashai Lombardo Arop è su facebook
www.teatrolimpico.com