Noir, salsa e passione latina nei romanzi di Marilù Oliva

La passione latina di Marilù Oliva, un viaggio importante nella Cuba "vera, povera, polverosa e meravigliosa", letture importanti e l'avvicinamento alla salsa come ultima tappa del suo percorso culturale. Il risultato due romanzi  gialli, e un altro  in gestazione, ambientati a Bologna nel mondo latino americano, tra locali di salsa, ballerini, animatori, maestri  e dj, fiumi di rum e tanto ritmo… Tutti da  leggere: Tu la pagaras e Fuego. A colloquio con l'autrice che racconta il suo spirito latino e le sue aspirazioni

di Ester Ippolito

“La salsa è nata a Cuba, però è figlia del mondo”
(da Fuego)


Un viaggio a Cuba, l’incontro con una cultura affascinante e coinvolgente come quella dell’Isla Grande, l’avvicinamento alla salsa, l’arte di interiorizzare e scrivere, l'aspirazione all'integrazione di più culture. 
Nasce da qui il filone letterario della scrittrice Marilù Oliva, bolognese, autrice di due romanzi gialli ambientati nel mondo della salsa. Lo scenario di  Tu la  pagaras, 2010, e Fuego, 2011, (edizioni Elliott), è Bologna, città che emerge  nella sua bellezza antica, nei suoi vizi e nelle sue virtù. I libri di Marilù Oliva si sono  imposti all’attenzione dei lettori  grazie  a una scrittura matura e incalzante, al ritmo caraibico che scorre nelle pagine e al  ritmo delle azioni, anche violente, al mix di  intrighi, sospetti, odi, e gelosie accanto a un  sentiment di aspirazioni, di ricerca dell’amore e realizzazione di tanti piccoli sogni. Personaggi  ben tratteggiati che rimangono nella memoria, e che  si trasferiscono dal  primo al secondo romanzo  con  la loro umanità, a cominciare dalla  protagonista Elisa, detta La Guerrera, salsera insaziabile, amante della capoeira, di Dante Alighieri e di patatine fritte, laureanda in  criminologia, aspirante a un posto di giornalista in una redazione seria  e fondatrice di un magazine di salsa e cultura latina da lanciare, una lotta quotidiana contro il precariato. Come sottofondo, in entrambi i romanzi, magia, esoterismo, culti lontani, tarocchi e alchimia. Nel primo Tu la pagaras il  fil rouge è la santeria, le sue divinità, i suoi simboli, i suoi colori. Nel secondo, Fuego, la trama si intreccia  con culti sciamanici  e con i simbolismi del fuoco. Un cocktail dirompente, che travolge  gli appassionati di questo mondo  latino e che non può non incuriosire chi si avvicina per la prima volta a questo ambiente. 

Ma la salsa non è noir ….

La scrittrice Oliva, che nell’intervista che segue conosceremo meglio, tranquillizza lettori e ballerini  sulle pennellate fosche e ambigue che ha tracciato sul mondo dei salseri. Alla fine di Fuego Marilù Oliva, infatti, avverte: “Fatti e personaggi narrati sono inventati ed estremizzati. Bailarinos, non ve la prendete se ho dipinto in nero le piste da ballo: in fondo quando danziamo, siamo di tutti i colori”. “ Chi avesse da ridire su come in “Fuego” è stato dipinto l’ambiente salsero - continua- è invitato a leggere di più. Si renderebbe conto che la scrittura è come un sogno: parte da un dettaglio a volte concreto, a volte fittizio, lo ricostruisce, lo ibrida, lo reinventa, ora lo sfuma in visione, ora in incubo. E anzi, questi romanzi non sono tanto una critica all’ambiente latino quanto un omaggio: diversi mi han confessato che dopo aver letto il romanzo hanno sentito il desiderio di iscriversi a un corso di salsa”!

L’atmosfera è  dunque un po’ romanzata per ambientare il noir …ma  é  implicita  anche una critica al mondo del ballo dove spesso prevale l’esibizionismo che oscura la gioia vera del ballare latino ?


La critica all’esibizionismo e alla speculazione effettivamente c’è. Del resto gli ambienti latino-americani sono come il resto del mondo: quindi si trova gente meravigliosa e appassionata, ma anche opportunisti.

Per lanciare e far conoscere di più questi  libri  sono stati  realizzati dei trailer con musiche salsa e reggaton....

E' vero,  i book trailer fanno parte della promozione, ma io lo considero un momento di espressione artistica molto importante. In un minuto e mezzo devi condensare lo spirito del libro, devi far capire al potenziale lettore cosa vuoi trasmettere, che stile utilizzerai, i punti fondamentali della storia.

I due romanzi sono stati anche  presentati in un locale salsero a Padova, in collaborazione con   Alejandra Vega,  in arte Lady Vega, esperta di cultura latina, dj e insegnante di salsa, e ideatrice del marchio  Karibe Urbano,  mix di   musica, ballo, cultura e spettacolo.   La serata ha visto anche l’esibizione dell'artista venezuelana Eva de B. E’ questo un modo per  rinforzare il messaggio della cultura latina a 360 gradi ?


Credo proprio di sì. Lady Vega è una pioniera e un’artista della cultura latina, ma non opera in un solo senso: il messaggio è stratificato a più livelli e in più direzioni. Sono proprio persone come lei, come altre donne (e anche uomini), come Ballare Viaggiando che lavorano per passione e per profonda convinzione a rendere più sabrosa questa mezcla culturale che si  sta finalmente avverando in Italia.

Tornando indietro, tutto è cominciato da un viaggio… raccontaci


Parto da una premessa: credo che i viaggi siano fondamentali per ogni persona, perché contribuiscono a un arricchimento interiore che riguarda la sfera  della conoscenza (non c’è scuola che regga il paragone con la pratica del viaggio!) e quella dell’apertura mentale. Se non avessi viaggiato credo che non avrei dedicato la mia scrittura all’integrazione, perché in fondo è questo che facciamo noi che operiamo col mondo latino: un’utopica, grande operazione di integrazione. Il viaggio a Cuba, di cui parlo nei ringraziamenti alla fine di Tu  la pagaras, è stato il mio primo viaggio e ha coinvolto le sfere iniziatiche della prima volta. Destinazione Holguín, è stato un percorso di polvere e mistero nella Cuba vera, povera, quella polverosa e meravigliosa.

Cosa  rappresenta per te la cultura latina  e come ti sei avvicinata alla danza?

Sono attratta dalla cultura latina da quando ho letto a dodici anni “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez (sul quale due anni fa ho scritto una monografia uscita con Clueb, “Cent’anni di Marquez, cent’anni di mondo”). Mi sono innamorata senza esitazioni, e l’amore è durato per sempre. Ho esteso questo interesse alla letteratura, alla storia – mi sono laureata con una tesi sulle civiltà precolombiane – e, naturalmente, alla musica. Il ballo è stata l’ultima tappa. Rappresenta un’integrazione riuscita, una scoperta dell’alterità che mi rende più completa. O, almeno, mi fa credere che così sia.


In tu la Pagaras il mondo della santeria ha un ruolo strategico. Cosa ti ha spinto ad avventurarti in  questo universo ?

Volevo aggiungere l’elemento mistero a un ambiente che già di per sé è suggestivo. La santeria cubana mi affascina tantissimo dal punto di vista antropologico, perché rappresenta lo sposalizio di due religioni apparentemente inconciliabili. Un matrimonio riuscito, pieno di magia, colori, rivelazioni. Trovo irresistibile, inoltre, il fatto che gli orishas siano molto vicini agli umani quanto a sentimenti: come noi proverebbero amore, odio, rancore, gelosia.


Bologna e Cuba: due poli di amore?

Hai detto bene, due poli. Due antipodi che però, delle notti e solo in certi posti, magicamente si avvicinano.

Domanda ovvia ma che non può mancare: cosa c’è di te in Elisa, la Guerrera, la protagonista che vive la tua Bologna ? 

Nella Guerrera c’è un accenno di quello che ero io qualche anno fa, opportunamente inasprito. C’è la mia passione per la cultura latino-americana, c’è quella che era la mia rabbia per l’ingiustizia, ci sono pochi dettagli fisici e non solo: siamo entrambe piccoline e anch’io ho fatto un corso di capoeira (non sono una guerriera come lei, però!). Sono partita da questi elementi autobiografici per costruire una donna molto diversa da me, il genere   ’autobiografico  non mi interessa. Volevo una donna reale e ribelle verso un mondo in cui non si sente a suo agio. Per alcuni aspetti Elisa è quasi borderline, è un’antieroina asociale, ostinata, dal cuore duro. È molto femminile ,anche se non risponde ai cliché televisivi. La Guerrera è una  donna forte  : non perché vinca sempre, ma perché, quando cade, è subito pronta a rialzarsi.


Due romanzi,  e un terzo in gestazione  ancora con la nostra Guerrera in azione. Vedresti anche un film o una fiction…magari con tanta bella musica ?

Claro que sì. Avrei già scelto il regista, il problema è che lui dovrebbe scegliere me... ;-) Quentin Tarantino con un cast di attori mica da poco: vedrei bene Salma Hayek nella Guerrera e qualcuno sul genere di Ligabue nei panni dell’ispettore Basilica!!

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www.mariluoliva.net/



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