Con Le Tarantole un viaggio nelle danze del Centro Sud

Il gruppo musicale “Le Tarantole” di Sandro Pasquali  porta in scena, in Italia e all’estero, musiche e ritmi del nostro Centro Sud con un amore particolare per il sound del Salento e la sua pizzica. Corsi di ballo, laboratorio musicale  e stage estivi in Salento. Privilegiato il  legame tra danza e territorio    

di Ester Ippolito


Con il gruppo musicale “Le Tarantole” - sede a Roma, una fitta agenda di concerti nel Lazio, Italia e anche estero (ultima trasferta in ordine di tempo Chambery)- si viene trascinati  nel ballo anche senza volerlo, si ascoltano canzoni e ritmi tradizionali del nostro sud - un posto particolare lo occupa la pizzica - ci si appassiona e si memorizza subito il prossimo appuntamento per riassaggiarne l’euforia. Insomma la forza è travolgente.

Il leader del gruppo, nato nel 2003 e  composto attualmente da sette elementi, di cui due voci femminili più danza e tamburello Laura Barzetti e Maria Alberti, salentina  doc - è Sandro  Pasquali, romano, una esperienza musicale a 360 gradi. Ha infatti  lavorato per la  Rai, ha accompagnato negli anni 60 e oltre i maggiori cantanti di casa nostra in giro per l'Italia. Viaggiando ha tenuto sempre teso  il suo  orecchio musicale, e si è avvicinato, ha conosciuto e  apprezzato lo spirito delle tradizioni musicali di cui il nostro paese è un giacimento infinito.  “Sono ‘romano de Roma’- ci dice - ho vissuto per tanti anni in Via Veneto e poi per  lavoro - suono il basso - accompagnando i cantanti nei vari tour mi sono interessato e appassionato alle nostre tradizioni e danze popolari, dalla Sardegna alla Sicilia passando per l’Emilia Romagna….  ma quello che mi ha più affascinato è stata la magia del Salento, il suo ritmo irresistibile..Prima di costituire nel 2003 Le Tarantole - continua Pasqualiho suonato  per cinque anni in un altro gruppo di musica popolare  che poi si è dissolto. Oggi  Le Tarantole propongono un vasto repertorio popolare legato  a tutto il Centro sud, dai ritmi della tarantella calabrese alla tamurriata fino alla pizzica, naturalmente”. Nel 2005 Pasquali ha partecipato anche al gran concertone del primo maggio  insieme a personaggi di primo piano  della musica tradizionale.

Tarantelle, tamurriata e pizzica

Accanto all’attività concertistica, si è sviluppata  anche la scuola di danze popolari di Pasquali (www.scuoladitarantelle.it) con corsi di ballo e laboratorio musicale (sede principale viale Irpinia  50 , Zona Prenestina), con inizio dal  4 ottobre  per  la stagione 2011-2012. Anche la scuola propone un viaggio attraverso il Centro Sud (tarantelle, tamurriate, pizzica….).  ”In questo modo avviciniamo e attiriamo un pubblico vasto e di varia origine  che vive a Roma e che ama respirare e riscoprire i timbri delle proprie radici (Calabria, Campania, Puglia ecc). Ma anche i romani sono attratti, la musica e la danza non pongono confini: questi ritmi attraggono tutti, sono nati dal popolo e fatti per il popolo, e non ci sono  neanche limiti di età. Possono appassionare in età adulta, così come possono infervorare in maniera speciale i giovani. Il programma dei nostri corsi – ancora   Pasquali - sono arricchiti da gite settimanali per  assistere a feste popolari  del Centro Sud particolarmente significative ( per esempio  il Carnevale di Montemarano) o nelle zone del Vesuvio”. Per creare un ulteriore legame  tra danza, tradizione e territorio c’è di più.Ogni estate, in agosto organizzo una vacanza studio in Puglia, a Diso, vicino Castro, per allievi ed amici. Tutti insieme in una grande casa, ci godiamo al mattino il mare, nel pomeriggio facciamo stage di danza popolare e la sera andiamo per sagre e per feste ad ascoltare la musica e ballare”.

Pizzica a volontà....


Il fascino delle danze popolari  è crescente, ma il richiamo della pizzica, quasi  un tormentone per qualcuno, fa riflettere e pone degli interrogativi  ad esperti, appassionati e studiosi… La ragione del  successo che sta riscuotendo in modo
particolare  questo ballo  va ricercata, secondo Pasquali, da un lato “nella piacevolezza del ritmo che invita in modo immediato a ballare e dall’altro anche  nella forte  promozione  fatta  dalla regione Puglia e in particolare dall’Apt di Lecce che ormai da un decennio ha puntato sul  territorio e sulla sua musica. Un filone che ha preso il via nel  2000 con l’uscita  del film "Sangue Vivo" e con il  sostegno dato anche ai gruppi locali di musica salentina che si sono sviluppati”. E che hanno aperto un percorso musicale molto ricco e interessante, in primis Officina Zoe. Sottili e striscianti si animano anche polemiche sulla Notte della Taranta (laboratorio musicale o  solo business?) e sulla “ genuinità” della pizzica di oggi. "La musica è di tutti - sostiene Pasquali come concetto di partenza. “Tutti possono fare quello che vogliono, l’importante è capire che, se si introducono strumenti elettronici, non siamo più nel campo della musica tradizionale. Nel campo della danza è  assai  difficile, inoltre, giudicare la “ genuinità della pizzica” perché dobbiamo tenere conto che la tradizione  attraversa  tanti secoli, c’è chi tramanda, chi ricorda qualcosa, chi cerca, chi confronta…Va ricordato che ci sono più generi di pizzica: la pizzica de core o pizzica pizzica - ci intrattiene Pasquali - che esprime il corteggiamento ma che veniva ballata anche tra sole donne dopo il lavoro come una sfida femminile. C’è la  pizzica tarantata, un ritmo forte che doveva  curare e far riprendere la donna  caduta quasi in trance, non solo per il leggendario morso del ragno ma spesso in queste condizioni per i comportamenti maschilisti  in famiglia o per  violenze subite. Infine la  danza delle spade tra uomini, che rivive  in grande per la festa di San Rocco in agosto a Torre Paduli, vicino Lecce, a Ferragosto”.
Sulla  Notte della Taranta, Pasquali sottolinea infine che “questo evento, dal suo esordio nel 1997, è cresciuto di fama, ha attirato sempre piu’ gente, oggi  gode davvero di un grande pubblico che si accampa dal giorno prima per assistere allo spettacolo finale. Qualcosa si è  certo  trasformato dalle sue origini ma il cambiamento è logico  e va messo in conto…”.

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