L’anima musicale della Polonia, con ‘polacche’, polke e mazurke

La Polonia è culla di un patrimonio importante nel campo musicale. Nascono qui la polka e la mazurka, regine dei balli di coppia e del liscio in tutto il mondo, anche se è la polacca o polonaise la danza nazionale della patria di Chopin


di Livia Rocco

Sono patrimonio di tutti la polka e la mazurka, danze oggi molto diffuse nelle feste all’aperto con musica dal vivo, nelle balere, nelle sale da ballo. Vivaci, eleganti e nello stesso tempo popolari, un tempo protagoniste dei ‘balli di società’ insieme al valzer, hanno entrambe avuto subito grande fortuna grazie al successo ottenuto tra i nobili del diciannovesimo secolo, che raggiunse facilmente e rapidamente tutta l’Europa.

Considerata polacca anche se di origine ceca, la polka pare sia stata danzata per la prima volta da una contadina boema verso il 1830, e poco dopo veniva ballata a Praga, a Vienna, in Inghilterra, in Italia, in Francia: a Parigi contendeva il primato del valzer come ballo preferito tra gli aristocratici. Anche se oggi è conosciuta come ballo di coppia, la polka nasce come danza di gruppo: i danzatori ballavano uniti girando in tondo e slanciando in alto i piedi, con la testa e il busto che seguivano l’andamento. Nella forma attuale le figure originali si sono ridotte numericamente. Oggi la polka è un ballo veloce, di coppia, con passi camminati che ricalcano il vecchio ‘one step’, molto praticata sia tra gli amanti del liscio che tra quelli del ballo folk. Nelle forme più popolari, a pianoforte e archi si aggiungono fisarmonica, bandoneon e piffero.

Più lontana l’origine della mazurka, che si ritiene nata nel primo Cinquecento nel villaggio Mazurek, nei pressi di Varsavia. Questa danza allegra e briosa, che nei balli di società si contrapponeva al ritmo lento della polonaise, fu introdotta a partire dal Seicento in Russia, Ungheria, Germania, e successivamente anche in Francia e Inghilterra. Nei palazzi reali arriva una mazurka che della originaria danza popolare conserva il colpo di tallone e altri passi e figure tipiche: quanto basta per renderla caratteristica, anche se semplificata. Visto il notevole successo di queste danze, fu anche creata una versione ‘mista’ di polka-mazurka-valsée (danza in tondo).

La polacca, ballo nazionale

Risale al Cinquecento anche la danza nazionale, la polacca (‘polonaise’), di origine popolare ma più cerimoniale, caratterizzata dall’andamento maestoso, in tempo moderato. Nella cultura musicale europea è legata soprattutto al nome di Fryderyk Chopin, che debuttò proprio con una polonaise nel 1817 e scrisse numerose composizioni in questa forma musicale. Fu proprio l’Ottocento l’epoca d’oro di questo ballo, che comunque rimane vivo nella cultura musicale polacca.

Il primato assoluto delle polke va al celebre musicista viennese Johann Strauss, che ne scrisse ben 165. Chopin, oltre che con le polacche, si cimentò con le mazurke, componendone 52.

In Polonia numerosi gruppi folklorici eseguono queste danze nella forma tradizionale, indossando costumi che variano da regione a regione, con abiti variopinti per le donne, e per gli uomini ampie camicie e stivali.

Un Paese ricco di storia, e non solo

La ricca storia della Polonia si riflette nei maestosi castelli e palazzi, e nelle belle città come Cracovia, Paczkow, Zamosc, Wroclaw (Breslavia), Torun. I tredici luoghi che l’Unesco ha inserito tra i ‘patrimoni dell'umanità’ fanno subito capire che siamo di fronte a una terra da visitare anche per la varietà delle sue testimonianze storiche. Puntare sui siti Unesco è forse il modo migliore per cogliere questa varietà: il Campo di Concentramento di Auschwitz (1979), il Castello dell'Ordine Teutonico a Malbork (1997), la Sala del Centenario (Hala Ludowa) a Wroclaw (Breslavia) (2006), le chiese della pace a Jawor e Swidnica (2001), il centro storico di Cracovia (1978), il centro storico di Varsavia (1980), Kalwaria Zebrzydowska: l'architettura manieristica e il paesaggio del complesso del parco del Pellegrinaggio (1999), la città medievale di Torùn (1997), Muskauer Park / Park Muzakowski (2004), la città vecchia di Zamość (1992), la miniera di sale di Wieliczka (1978), la chiese di legno della Piccola Polonia meridionale (2003), Belovezhskaya Pushcha / Białowieża Forest (1979) .

 

Tra le città, Cracovia e Breslavia ospitano, tra l’altro, i mercatini di Natale più belli della Polonia, mentre Częstochowa – ‘capitale religiosa’ della cattolica Polonia - attira pellegrini e turisti da tutto il mondo. Un’altra attrattiva del Paese è il paesaggio, ricco di parchi e aree protette; tra le destinazioni naturalistiche spiccano i Monti Tatra, le montagne più alte della Polonia.

www.polonia.travel.it


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