Nelle isole dell’Oceano Indiano l’Africa e l’Europa ballano insieme

Rimangono vaghe tracce dei tempi della schiavitù nella Moutia e nel Segà, le suggestive danze tradizionali di Seychelles e Mauritius. Ma la colonizzazione europea ha arricchito il patrimonio ‘creolo’ delle Seychelles con balli come il Kamtole e il Kontredanse. Cultura africana, malgascia ed europea si fondono nell’esperienza del ritmo

di Livia Rocco

Come immaginate il paradiso terrestre?  Io molto simile ad Anse Lazio,  baia delle Isole Seychelles considerata da molti la spiaggia più bella del mondo: sabbia bianca, scogli di granito levigati, palme. E basta immergersi nell’acqua trasparente per vedere una varietà di pesci colorati. Questo posto da sogno si trova sull’isola di Praslin (la seconda per grandezza dopo Mahè), da visitare anche per la Vallée de Mai, la foresta di palme di Coco de mer, il singolare frutto che cresce solo alle Seychelles.

Ma tutto l’arcipelago è pieno di luoghi incantevoli, dove il mare incontaminato e la natura lussureggiante colpiscono  l’immaginazione: dalla spettacolare isola di La Digue alla ‘solitaria’ Fregate, da Grand Seur con le sue tartarughe giganti a Silhouette, dove cresce la più bella foresta vergine dell’Oceano Indiano e dove capita ancora di veder danzare la Moutia ritmata dai tam-tam, come vuole la tradizione, intorno a un falò di notte.

“La Moutia è una danza tradizionale del luogo, misteriosa ed erotica – spiega Monette Rose, direttore dell’ente turistico delle Isole Seychelles in Italia -. Le sue origini risalgono al tempo della schiavitù, quando veniva spesso usata come valvola di sfogo per forti emozioni e come modo di esprimere il malcontento. Viene ballata di notte o al tramonto sulla spiaggia intorno ad un fuoco”.
Accompagnato dal tam-tam, un uomo va al centro del cerchio recitando le parole di una canzone mentre un altro le ripete cantando; poi entrambi si avvicinano dondolando verso le donne sedute, che piano piano si alzano e si mettono di fronte agli uomini: i corpi si muovono ritmicamente, sempre cantando (uomini e donne separati), e in certi momenti le mani degli uomini si protendono verso le donne, che però non si lasciano mai toccare e continuano a roteare i fianchi. Poi il canto diventa sempre più sonoro, e i danzatori battono i piedi al suono dei tamburi, sempre ancheggiando su e giù o avanti e indietro.

Moutia e Segà a tutto ritmo

Ma non c’è solo la Moutia, come precisa Monette:  “Alle Seychelles un’esperienza che non mancherete certo di fare è quella del ritmo: la musica e la danza hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella cultura locale e in tutti tipi di festività e sarà facile farsi trasportare dalla vivacità dei suoni e dei colori. Radicata nella cultura africana, malgascia ed europea, la musica veniva suonata con tamburi (Tambour e Tam-Tam) e semplici strumenti a corde – continua la direttrice dell’Ente turistico - . Il violino e la chitarra sono stati introdotti relativamente di recente, ma hanno assunto un ruolo importante nella musica odierna. La vivace danza del Segà (simile alla Moutia ma ballata anche alle isole Mauritius, Reunion e Rodrigues; la Moutia, infatti, è anche considerata la versione seychellese del Segà, ndr), con i suoi caratteristici movimenti di fianchi e passetti strascicati, è popolare ancora oggi e non passa mese senza che esca qualche nuovo strepitoso successo”.

Le danze di origine europea rivisitate in chiave locale

Ma alle Seychelles, che sono state prima colonia francese e poi britannica, si fa sentire anche l’influenza europea. “Il Kamtole – spiega ancora Monette Rose - è una danza più europea nello stile,  accompagnata da banjo, fisarmonica, violino e triangolo, che ricorda i Reel scozzesi, mentre il Kontredanse, dagli intricati movimenti, ha le sue origini nella corte francese ed è ballato al suono di banjo e triangolo,  agli ordini di un ‘Komander’ che comanda le figure da eseguire”.
Così come nella lingua (la principale è il creolo-francese, ma si parlano anche francese e inglese), l’identità creola tipica del Paese si manifesta anche nella musica e nel ballo, dove accanto alle danze tradizionali non mancano contaminazioni di ogni tipo. “Numerosi gruppi di ballerini tradizionali fanno spettacoli durante eventi locali, così come gruppi moderni che suonano jazz, reggae, country & western, hip-hop, ballate e rock – sottolinea Monette -. Esistono anche numerosi cori che, oltre ad un repertorio di musica sacra ed inni tradizionali, propongono musica laica, gospel e folk”. E’ la conferma che le Seychelles sono veramente un mondo da scoprire!

Il Segà a Mauritius

Chi invece vuole vedere ballare il segà a Mauritius, può andare nella zona meridionale dell’isola: a Le Morne e Tamarin si concentra il maggior numero di esibizioni. Anche il segà mauriziano ha origini africane e malgasce, e rappresenta l'evoluzione di antiche e suggestive danze risalenti al periodo della schiavitù, con un ambientazione  tipicamente notturna. La  leggenda vuole che la danza sia nata in seguito all'apparizione di un fuoco magico ad alcuni schiavi, durante una fredda e buia veglia sulla spiaggia di Le Morne. Originariamente la danza era accompagnata solo dal canto e dalle percussioni del ravanne, una sorta di tamburo e tipico strumento mauriziano. Serge Labrasse è oggi uno dei suoi più celebri interpreti.

Per maggiori informazioni: www.seychelles.travel, http://www.mauritius-turismo.com

Foto 1 e 3 di Gerarde Larose, Seychelles Tourist Board, foto 4 Turismo Mauritius 


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