Azerbaigian, il fascino del Vicino Oriente nelle danze più antiche del mondo

Tra Europa e Asia, tra oriente e occidente, tra antico e moderno e....tra il Caucaso e il Mar Caspio. E' l'Azerbaigian, un paese che ha molto da dire in fatto di danze popolari e tradizionali. La danza, infatti, riveste un ruolo fondamentale nella cultura azera. I balli tipici sono numerosi, variegati e antichissimi.

Per capire meglio quanto la danza sia radicata in Azerbaigian, bisogna risalire addirittura a diecimila – ottomila anni avanti Cristo, e osservare le rocce del Gobustan, a 60 km dalla capitale Baku, dove si trova raffigurata la yalli, una danza praticata in origine attorno a un fuoco, che era fonte di calore, luce e cibo caldo, e per questo veniva adorato come una dea. Si tratta di una delle danze più antiche del mondo, declinata in varie forme nelle diverse aree del paese: kochali, uchayag, tello, galadan-galaia, tenzere. Circolare, allegra e collettiva, la danza avviene in girotondo, spesso accompagnata da un canto corale. I danzatori si tengono le mani o le spalle, uniti in movimenti ritmici. Si inizia con passi solenni, poi si aumenta la velocità, inserendo salti e movimenti più complessi fino a terminare con una marcia trionfale. Questa danza di gruppo rappresenta l'unità sociale e nei tempi antichi chi non la eseguiva correttamente veniva punito dal capo della tribù, che gli faceva cantare una canzone o ballare un'altra danza.

Di regola la danza dell'Azerbaigian è composta da tre parti: nella prima parte, i ballerini si muovono in cerchio, nella seconda si bloccano sul posto (suzme) e nella parte finale tornano a muoversi in cerchio, più solennemente. Le prime danze azere erano di carattere rituale; quelle risalenti all'Alto Medioevo sono sopravvissute fino ai giorni nostri, e hanno uno schema caratteristico, dovuto alla loro costruzione ritmica. Esistono tre modi di danzare: da solisti, in due e in gruppo. I balli solisti vengono eseguiti separatamente da uomini o donne, e differiscono per carattere, tempo e melodia. I balli maschili tradizionali sono allegri, con un ritmo veloce. I balli delle donne sono decisamente più lenti. La tecnica dei piedi caratterizza la danza maschile; il ballerino si alza spesso sulle punte dei piedi (come si fa nella danza “Gazaki”) e si piega sulle ginocchia, con un caratteristico andamento a due tempi. 

Ma le danze nazionali dell'Azerbaigian sono molto numerose, e per conoscerne alcune tra le più tipiche ci facciamo aiutare da una giovane azera che vive in Italia da qualche anno, Narmin Ahliman-Zada.

B&V - Narmin, sappiamo che in Azerbaigian esiste anche una importante compagnia di Balletto classico nazionale, ma a noi, in questo caso, interessa soprattutto la danza popolare, e nel tuo Paese ce ne sono alcune molto particolari. Per esempio quella che ha per protagonista il fazzoletto, e un'altra eseguita da donne anziane..

Narmin - La prima si chiama Gazaki. Il Gazakh è una regione molto antica dell'Azerbaigian. Nella danza Gazaky i giovani entrano in competizione tra loro. Nel gioco folclorico di questo ballo, che si chiama "dasmal goturdu", l'obiettivo è raccogliere un fazzoletto dal pavimento, nel modo più complicato possibile. È tra le danze che si ballano ai matrimoni e alle feste. Una delle danze azere più popolari è la Uzundere, originaria del Karabakh. La danza viene eseguita sia in occasione di matrimoni che in altri eventi festivi, principalmente da donne anziane. Tra le danze popolari femminili troviamo anche il Nelbeki (in azero Nəlbəki significa "piattino"), che prende il nome dai piattini utilizzati nelle esibizioni. I movimenti delle donne sono in genere molto aggraziati, al punto che vengono spesso paragonate ai cigni. Tipica della danza femminile è la gonna lunga delle ballerine, che concentrano tutta la loro attenzione sulla tecnica delle mani e della parte superiore del corpo: spalle, testa, espressioni facciali.

B&V - Ci hai parlato dei balli solo femminili. Quali sono, invece, quelli riservati unicamente agli uomini?

Narmin - Quelli riservati agli uomini sono caratterizzati da movimenti rapidi e complessi, molto accentuati sulle gambe, che passano davvero velocemente dalla posizione in ginocchio a quella in piedi. La Qaytaghi, ad esempio, è una danza nazionale dell'Azerbaigian legata all'antica tribù di Gayi, una delle 24 tribù Oghuz che vivevano nella parte montuosa dell'Azerbaigian, nella regione dello Shirvan. Gli Oghuz erano famosi per il loro spirito militare, erano unici nell'arte marziale, e questo ha influenzato la loro danza, che mette in risalto uno spirito volitivo, abilità maschili e destrezza: il carattere di un guerriero cacciatore. Le esibizioni sono caratterizzate da un ritmo veloce, che esprime coraggio e forza. È una danza molto rapida e dinamica. Numerose sono le danze di tipo militaresco, accompagnate da musiche marziali, che richiamano tutti all'unità, all'amicizia e all'invincibilità, sempre eseguite solo da uomini. Molti di questi balli, come ad esempio il “Cıdır” e il “Kəndirbaz rəqsi”, fanno parte delle cerimonie nuziali e delle feste come Novruz Bayram.

B&V - Ecco, hai nominato una festa che sembra davvero molto importante nella tradizione dell'Azerbaigian: Novruz Bayram. Che cosa si festeggia, e come si svolge?

Narmin - La festa più antica e amata dagli azeri festeggia l'inizio della primavera, nel giorno dell'equinozio del 21 marzo, che coincide con l'inizio del nuovo anno (novruz significa proprio “giorno nuovo”). Un'esplosione di colori, fiori e profumi celebra la rinascita della natura e delle fertilità, con un rituale dalle radici lontane, zoroastriane, oggi riconosciuto come Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco per la capacità di riflettere “gli antichi usi e costumi delle civiltà Orientali e Occidentali”. Oltre all’Azerbaigian, a celebrare Novruz ci sono altri paesi come Afghanistan, Iran, Iraq, Tagikistan, Uzbekistan, India, Kazakistan, Kirgistan, Pakistan, Turchia.

Prepararsi al Novruz richiede molto tempo; l’organizzazione della festa comincia nelle 4 settimane precedenti il 21 marzo, con gli addobbi alle strade e alle piazze delle città, la preparazione di piatti speciali, la decorazione delle uova e altri rituali della tradizione come piantare alberi e accendere fuochi. Durante queste 4 settimane, ogni martedì si accendono falò sui quali bisogna saltare da una parte all'altra per 7 volte, per raggiungere simbolicamente la purificazione. Il “salto del fuoco” è una delle parti più spettacolari e suggestive del Novruz, dagli echi fortemente zoroastriani, accompagnata da canti che esaltano la qualità del fuoco, simbolo di forza e virtù, contro la negatività. La tradizione vuole che i fuochi non siano mai spenti con l'acqua, perché porta sfortuna, ma che si consumino da soli, per poi dispenderne le ceneri lontano dal luogo originale, a compimento del rituale. L'ultimo martedì prima del Novruz, conosciuto come Ilakhir Charshanba, è il più importante, dedicato alle cerimonie che favoriscono la prosperità a tutta la famiglia. In tavola non può mancare il samani, un’erba o germoglio di grano simbolo della fertilità della terra, assieme ad altri elementi, in totale 7, che iniziano con la lettera “s” e portano una forte carica forte simbolica: sumaq, condimento color porpora come il sole all'alba; sikke, monete simbolo di buona fortuna; su (acqua) come salute, purezza e rinascita; sabzi, verdure benauguranti; sud (latte), benefico per il corpo e per la bellezza; sarikok, zenzero giallo che esprime dolcezza. Tutto va posto su una tovaglia bianca, con una candela a fare da luce e fuoco, uno specchio e uova colorate a ricordare la fine dell'anno vecchio e l'inizio del nuovo. Dolci e torte tradizionali, in prevalenza a base di noci, sono preparati in occasione del Novruz. È fondamentale che la tavola sia imbandita di leccornie affinché l’anno sia prospero e fortunato. La festa prosegue anche il giorno successivo al 21 marzo, con canti e danze popolari, gare sportive e fuochi d’artificio.

B&V - Esistono strumenti musicali tipici per accompagnare le danze tradizionali?

Narmin - Le danze vengono solitamente eseguite con l'accompagnamento di strumenti popolari: un trio di suonatori di zurna (due zurna e un nagara - tamburo), un trio di sazandari (tar, kamancha, def). Le collezioni museali testimoniano della diffusione sul territorio dell'Azerbaigian, in diversi periodi, di un ampio numero di strumenti musicali che comprende 90 esemplari.   Tra gli strumenti a fiato piu popolari si annoverano balaban e zurna. Se il primo presenta un suono particolarmente dolce, il secondo è penetrante. Nel corpo del balaban, di solito in legno di albicocco, sono praticati otto fori (uno sul retro). La zurna e costituita principalmente da legno di noce e si compone di un tronco che si espande verso il basso, nel quale si inserisce un manicotto in ottone. Sul corpo sono praticati 8 fori. Nel suonarlo le labbra dell'esecutore poggiano su una lamina rotonda, il tagalak.   Strumento popolare ad arco è la kamancha, con corpo scavato da un albero di noce; sul suo lato aperto è tesa una vescica bovina. La kamancha, suonata con una bacchetta metallica, è dotata di 4 corde in acciaio di spessore variabile. Sul manico non sono presenti tasti. A differenza del violino, nell’esecuzione il musicista gira lo strumento in base alla direzione dell’archetto. Di solito suona assieme al tar in trio-sazande, che include il cantante-chanande con gaval, lo strumentista di tar e di kamancha. Si distingue per il suo suono melodico e vellutato.   Il tar, infine, è composto da un corpo (chanag) che nella parte anteriore assomiglia a un otto, manico e testa con pioli. Il corpo e realizzato in gelso, il manico e la testa in noce e i pioli in pero. Sul lato aperto del corpo, sulla tavola armonica, e tesa una vescica di bovino o una pelle di pesce gatto.

 

Per i più curiosi...

Grande il fascino dell'Azerbaigian e molte le cose da vedere in questo paese ancora poco frequentato dai turisti. Tra le destinazioni di interesse c'è la capitale, Baku, che può anche rappresentare il punto di partenza per itinerari alla scoperta di questa terra. La città si trova nella Penisola dell’Absheron, sulla costa occidentale del Mar Caspio, e colpisce per il mix di varie epoche che è riuscita a mantenere. Infatti, pur essendo anche molto moderna, Baku è considerata una delle più antiche città del Vicino Oriente, e ancora oggi conserva i fasti del suo passato. La Città Vecchia, costellata da antiche moschee e minareti e circondata dalle antiche mura difensive, è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità.

“E nella riserva del Gobustan (citata all'inizio, ndr) c'è anche qualcosa che può incuriosire i visitatori italiani - aggiunge Narmin, la nostra 'guida' -. E' l'epigrafe più lontana dalla città di Roma tra quelle note in lingua latina, che reca l'incisione del centurione romano Lucius Julius Maximus, risalente al 1 secolo d.C. . Ma la grande particolarità di questa zona è un'altra roccia: la Gaval Dash, la pietra musicale del Gobustan. Per forma e dimensioni simile a un pianoforte verticale, si tratta di un vero e proprio strumento naturale. La scoperta risale al 1947, grazie ai racconti dei pastori locali tramandati dai nonni e dai bisnonni. Molti musicisti azeri hanno usato il suono ipnotico che la pietra produce per creare brani musicali, combinati con altri strumenti o canti”.

Livia Rocco


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