Repubblica Dominicana: a passo di merengue per tornare a sognare ...e a viaggiare

Una lezione di Merengue on line dedicata alla stampa turistica con il maestro dominicano Juan Santana per ricreare l’atmosfera latina e sognare un viaggio unico là dove la musica e la danza sono parti essenziali della cultura: la Repubblica Dominicana. La lezione è stata offerta dall’Ente del Turismo della Repubblica Dominicana, una delle tante azioni promozionali che l’Ente ha messo a punto negli ultimi mesi per mantenere alta, in questa situazione difficile, l’attenzione di media, operatori e turisti sull’isola caraibica.

Uno.. dos... tres ... cuatro... Dopo una presentazione da parte della Direttrice Ente del Turimo Dominicano Neyda Garcia sul tema del Merengue, ritmo nazionale dell’isola e patrimonio Unesco, il ballerino professionista dominicano Juan Santana, che collabora intensamente con l'Ente,  ha insegnato in modo coinvolgente a un gruppo di giornalisti a muovere i primi passi e sequenze di questo ballo. Un’esperienza  di grande partecipazione che ha messo in luce il lato musicale della destinazione e ha risvegliato la voglia di scoprire l’isola con la sua storia e cultura. A chiusura la proiezione dell’ultimo video promozionale realizzato dal re del merengue Juan Luis Guerra in collaborazione con il Ministero del Turismo.

In questi mesi non ci siamo mai fermati – le parole di Neyda Garcia - per tenere alti i riflettori sulla Repubblica Dominicana, destinazione molto amata dal mercato italiano. Attraverso webinair e altre iniziative abbiamo toccato i temi distintivi dell’isola, come la musica, il merengue in particolare, un mix di influenze spagnole e africane, un ritmo che scalda il cuore; la gastronomia, e le bellezze inedite della destinazione. L’obiettivo è stato quello di promuovere quindi un’altra Repubblica Dominicana ,raccontando una meta ricca di attrazioni per tutti i target, dalla natura inesplorata alle attività di divertimento, da una storia e cultura coloniale fin dalla sua scoperta da parte di Cristoforo Colombo, dall’allegria del suo popolo alla varietà e ottimo livello delle strutture alberghiere, inclusi hotel di lusso, boutique hotel e eco-lodge nella natura”.

La forza della musica e del Merengue

La Repubblica Dominicana risuona di musica e ritmo: in primis il Merengue, espressione musicale, Patrimonio Unesco dal 2016-, riconosciuta come bandiera della cultura popolare del paese. Questo ritmo gioioso infatti invade ogni ambito della vita quotidiana dei dominicani ed è presente nelle relazioni private e familiari, nei momenti di festa e persino nella manifestazioni a carattere politico. Non c’è casa, strada o spiaggia dell’isola dove non regni sovrano il suo ritmo contagioso. “Siamo davvero felici di questo importante riconoscimento perché il merengue è l’espressione dell’identità e dell’allegria del nostro popolo che ora si manifesta a tutto il mondo. Il merengue ha un potere aggregante in quanto contribuisce alla convivenza pacifica tra le comunità e riesce ad attrarre classi sociali differenti ”. Queste furono le parole del ministro del Turismo Garcia quando arrivò il riconoscimento Unesco.

Nato tra il XVII e il XVIII secolo da influenze spagnole (per motivi coloniali), africane (a causa della tratta degli schiavi), e da ritmi autoctoni, la formazione musicale base del Merengue comprende il “cuatro”, una chitarra a quattro corde, la “guira”, uno strumento a percussione, e il tamburello. Nel 1870 il “cuatro” è stato sostituito dalla fisarmonica, cui è seguita poi la comparsa di sassofono, basso e pianoforte. Oggi, il merengue è suonato da grandi musicisti che l’hanno fatto conoscere in tutto il mondo. Tra questi Joseíto Mateo, Juan Luis Guerra, Johnny Ventura, Milly Quezada, Wilfrido Vargas, Fernando Villalona, i Rosario Brothers ed Eddy Herrera . Questo ritmo, oltre a popolare tutte le feste tradizionali del paese, è celebrato a fine luglio in un Festival del Merengue nella capitale Santo Domingo che per l’occasione si anima con esibizioni folkloristiche in costume, mercatini di artigianato, feste ed eventi dedicati alla gastronomia locale. Il Merengue diventa il protagonista incontrastato per giorni e notti di grande festa, in cui la capitale dominicana si trasforma in un’autentica pista da ballo a cielo aperto. Altri momenti clou il Festival jazz a Puerto Plata , Santiago, novembre, e il Carnevale.

Nell’isola non regna solo il Merengue. Grande tradizione anche per la Bachata , che alcuni anni fa salì agli onori delle classifiche musicali grazie al gruppo Aventura: un ritmo modernizzato rispetto al bolero a corde originario, e una passione sensuale che le coppie esprimono attraverso le mosse di danza. E poi il Son , una musica ispano-africana originaria di Cuba ma importata nella Repubblica Dominicana già a fine Ottocento. Nella capitale, chi passeggia sul Malecon (il lungomare) difficilmente potrà rimanere insensibile ai ritmi della musica locale: si balla ogni sera, in maniera piacevolmente spontanea, mentre ogni domenica si esibiscono Los amigos de Bonyé, che animano la zona delle rovine del Monastero di San Francesco dando vita a una festa di popolo, di luci e di danza.

Natura, cultura e avventura....

Tra un passo di danza e l’altro l’isola , sospesa tra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico , merita una visita accurata e fatta con il cuore: spiagge candide lambite dal mare cristallino, musei e antiche strade permeate di storia coloniale, avventure nella natura tra parchi naturali e cascate, attività sportive , esperienze culinarie uniche. Punto di partenza Santo Domingo, la capitale, prima città fondata nelle Americhe, che oggi si presenta vivace e cosmopolita. La sua storia prende vita attraverso i numerosi musei e monumenti storici che si alternano alle attrazioni più moderne, come i numerosi shopping mall, ristoranti, locali notturni, negozi di design locale e i tanti eventi che animano la città, dalla settimana della moda a quella del design. Il suo cuore è rappresentato dalla ciudad colonial , riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1990. Da visitare il Museo de Las Casas Reales o in quello dell' Hombre Dominicano, il Giardino Botanico, il Museo del Mare, novità recente, un’ampia collezione di relitti e reperti archeologici inediti legati alla navigazione e alle grandi imprese nel mare dei Caraibi.

Il richiamo della natura si fa sentire verso il selvaggio Sud ovest tra Pedernales e Barahona: parchi nazionali, lagune , una fauna unica, spiagge stupende. Barranca, San Rafael, Paraíso e Los Patos sono inoltre paradisi dei surfist della zona, e diventano il palcoscenico di prestigiose competizioni internazionali. Da qui si raggiunge Isla Cabritos, riserva popolata da iguana, fenicotteri rosa e coccodrilli americani. Al nord dell’isola si trova Puerto Plata, vivace cittadina caratterizzata da particolari architetture del tardo XIX secolo in stile neoclassico e vittoriano che le danno un inconfondibile fascino. La provincia è una delle più ricche di attrazioni naturali per tutti i gusti, dai parchi avventura alle cascate, dalle passeggiate in montagna alle spiagge dorate. Sulla costa di Puerto Plata numerosi anche i campi da golf.

Cabarete, nei dintorni, è la meta cool per eccellenza per gli appassionati di surf, kite e wind surf da tutto il mondo. Tra Puerto Plata e Samanà sorge poi Rio San Juan e Cabrera, una zona naturalistica costellata di spiagge stupende come le più rinomate Playa Grande (nella provincia di María Trinidad Sánchez) e Playa Caletón (nella provincia di Espaillat) e paesaggi costieri unici. A nord est dell’isola ,infine, una meta perfetta per vivere una vacanza in famiglia a contatto con la natura : la penisola di Samanà. Tra gennaio e marzo è uno dei migliori posti al mondo per l’avvistamento delle balene con la gobba. Playa Frontón, una tra le sue tante spiagge, è tra le più apprezzate per lo snorkeling con centinaia di specie colorate che popolano acque cristalline o la bellissima e incontaminata Playa Rincon circondata da palme di cocco e acque trasparenti. Ma non è tutto: è qui, a Samanà, che c’è il Parco Nazionale Los Haitises: 1600 km² con mangrovie, isolotti e grotte, ospita una delle ultime foreste pluviali dell’isola e tante specie in via di estinzione. Per chi cerca grande avventura è altrettanto irrinunciabile un trekking (o una passeggiata a cavallo) fino alla cascata de El Limón .

Il gioiello del nord ovest è Montecristi , un territorio che si tenta di salvaguardare grazie a nove aree protette. El Morro, un promontorio roccioso alto 242 metri sul livello del mare –chiamato il “dromedario che dorme” -, regala panorami unici, tra i quali un bosco secco subtropicale circondato da una fitta foresta di banchi di mangrovie che si può percorrere a piedi oppure via mare attraverso una rete di canali navigabili. Da non mancare lo spettacolo naturale di Cayo Arena (Paraíso) , una lingua di sabbia nel mezzo dell’oceanocon una barriera corallina in cui i turisti possono nuotare insieme a pesci addomesticati nel loro habitat naturale. Qui si trova la più grande barriera corallina del paese, che va da Manzanillo a Puerto Plata, come Los Cayos de los Siete Hermanos (gli Isolotti dei SetteFratelli), un gruppo di piccole isolette coralline dove fare snorkeling. Per gli amanti de lbirdwatching , Montecristi, è la zona nei Caraibi che detiene il primo posto comedestinazione privilegiata per la presenza di uccelli migratori. Inoltre l’area è il luogo perfetto per il diving.

Video Ministero del Turismo

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