In Scandinavia alla scoperta delle danze tradizionali

Tra le numerose danze tradizionali scandinave, le più caratteristiche sono quelle norvegesi, molto varie e antiche, strettamente legate alle terre del nord. La Norvegia è uno dei pochi paesi in cui è possibile trovare ancora danze autenticamente locali e senza influenze da altre culture. Il repertorio svedese comprende molte danze popolari, tra cui lo Stig vals, l'hambo, lo scottish e le polske.  La Finlandia ha sviluppato versioni particolari del tango, della polka e del valzer, ma il ballo più tipico è la  humppa, discendente della polka e suonata con strumenti tipici della tradizione finlandese come il kantele, strumento musicale nazionale della Finlandia.  Anche la Danimarca ha le sue tradizioni legate alla danza... soprattutto a Natale.

I balli popolari norvegesi sono accomunati da un movimento rotatorio continuo, individuale e corale. Ma la danza folk più caratteristica, la  Halling, è del tutto improvvisata, sia nei passi, sia nella musica: una dama regge un cappello con un bastone, e il ballerino si impegna a scalzarlo, dopo una serie di giravolte. Esistono anche la Springar, simile a una saltarella di coppia, e la Gangar, ballo  di corteggiamento. Per accompagnarle, c’è uno strumento particolare, l’hardingfele (il violino di Hardanger), antico strumento ad arco tradizionale (il primo risale al 1651), decorato da motivi floreali intarsiati; si distingue dal violino per la presenza di due o più corde di risonanza poste sotto la tastiera.

Ma vediamo nel dettaglio le diverse danze. La Springar, che, come abbiamo detto, ricorda vagamente il “salterello”, e una danza popolare in ¾, molto frequente in Norvegia, con varianti in ogni regione. La Gangar, una danza di corteggianento in 6/8 o 2/4, è un andantino solenne e tranquillo che si balla di solito in coppie, ma può anche essere ballata da soli. Le regioni in cui si balla oggi il Gangar sono il Setesdal e il Telemark. Non mancano valzer, polke e mazurche, ma la più tipicamente norvegese  è sicuramente la Halling, tutta basata sull’improvvisazione. Il momento culminante arriva quando il ballerino salta tentando di scalciare il cappello che una ragazza tiene in cima a un bastone. È una danza in 2/4, si balla di solito da soli, ma può anche essere ballata in gruppo. Il nome viene da Hallingdal, la regione dove questa danza era particolarmente popolare. Esiste anche la Hallingdans “acrobatica”, con ballerini che partecipano ogni anno al campionato nazionale di Landskappleiken.

Gli strumenti musicali norvegesi

Interessanti e particolari anche gli strumenti tradizionali norvegesi. Tra i più rappresentativi l’Hardangerfele o violino di Hardanger, considerato lo strumento di identità nazionale. In tutto simile al violino, si differenzia da quest’ultimo per diversi elementi: la tavola è fatta in modo che il quadrilatero tra i fori armonici sia posizionato un po’ più in alto che nei violini normali, e i fori sono molto più grandi. Il ponticello è meno arcuato, cosa che facilita il sollecitamento di più corde contemporaneamente. Il musicista suona quasi sempre due corde insieme, ne deriva uno stile a 'bordone' tipico di questo strumento. Il violino dell’Hardanger ha 4 o 5 corde di “simpatia”, che funzionano come corde di risonanza e sono di solito accordate nella tonalità della melodia da suonare. Il violino è generalmente decorato con motivi floreali, e la cassetta dei piroli termina con una testa di leone o di drago. La tastiera è più piatta e con decorazioni in madreperla. Il violino dell’Hardanger può essere accordato in 29 maniere diverse.

Ma anche il violino normale viene molto utilizzato per accompagnare i balli popolari, soprattutto nella Norvegia orientale e settentrionale, dove il violino di Hardanger non è molto diffuso. I brani sono normalmente suonati in modo diverso rispetto al violino dell’Hardanger. Le due tradizioni musicali sono infatti rimaste distinte. C'è poi lo scacciapensieri, uno dei pochissimi strumenti al mondo in grado di emettere note armoniche naturali in una scala sufficientemente ampia da consentire di comporre una melodia. La Norvegia è uno dei pochi paesi in cui questo strumento viene usato per suonare la melodia, a differenza degli altri paesi in cui viene utilizzato come strumento ritmico, come avviene per esempio nella tradizione siciliana! Lo scacciapensieri veniva un tempo chiamato il “violino del poveretto” perché era suonato da chi non poteva permettersi di comprare un violino. È difficile da classificare perché è sia uno strumento a fiato, ma anche a corde e a percussione.

Ma non finisce qui! Un altro strumento musicale grande importanza è il  dulcimer norvegese, che è probabilmente del più antico strumento a corde ancora vivo nella tradizione popolare. Il dulcimer è composto da una cassa lunga e stretta senza manico, con una corda di melodia e diverse corde di accompagnamento che producono un’armonia fissa. Si suona con un plettro. La posizione dei tasti sui dulcimer antichi lascia presumere che la scala musicale era diversa da quella poi entrata in uso nella musica europea, a testimonianza della sua lontana origine. La tradizione di questo strumento è rimasta ininterrottamente viva solo nella regione di Valdres, ma è ora stata ripresa anche in altri luoghi. Molti brani che ora si suonano con il violino dell’Hardanger erano originariamente scritti per dulcimer. Tra i più antichi strumenti popolari norvegesi troviamo anche il corno d’ariete, la lura (un tipo di tromba in legno) e il piffero di salice. I primi due in origine non erano affatto strumenti musicali, ma richiami usati negli alpeggi di montagna. Con il loro suono potente spaventavano gli animali da preda e allo stesso tempo chiamavano a raccolta il bestiame. Il tamburo è invece lo strumento dei Lapponi: si trattava di uno strumento sacro che gli sciamani utilizzavano nelle cerimonie religiose. Nel resto della Norvegia, il tamburo scomparve quasi completamente anche in quei luoghi in cui anticamente era adoperato nei riti nuziali.

La Svezia e le sue feste

Anche il repertorio svedese comprende molte danze popolari, tra cui lo Stig vals, l'hambo, lo scottish e le polske. Queste ultime sono contraddistinte da diverse e numerose varianti regionali. Tra i balli più conosciuti lo Scottish, un ballo di gruppo formato da coppie, molto in auge durante la metà del 1800 e inizialmente diffuso in Scozia (da cui l’origine del nome).

Ci sono diverse occasioni per avvicinarsi alle danze popolari della Svezia; durante le celebrazioni della festa di mezza estate, per esempio,quando è tradizione suonare e ballare mentre si issa l'albero di maggio; oppure presso la città di Rättvik , dove ha luogo il festival dedicato alla danza tradizionale. Un altro modo per entrare in contatto con le danze popolari della Svezia è andare d'estate a Skansen sull'isola di Djurgarden, un'oasi di verde nel cuore di Stoccolma, il più antico museo all’aperto del mondo, fondato nel 1891 da Artur Hazelius per preservare e mostrare i costumi della provincia prima dell'era industriale. Qui è anche possibile vedere le esibizioni del gruppo di danze popolari Skansens Folkdanslag, uno dei gruppi più antichi della Svezia, con circa 150 membri. Accompagnati dal suono del violino, in costumi d’epoca che ci riportano a fine 800, i danzatori   propongono un repertorio di circa  65 danze, tra cui quadriglie, polke, valzer, scottish svedese; danze in coppia, balli in cerchio o in linea,  con il coinvolgimento del pubblico presente. Tra le danze svedesi tradizionalmente ballate tra la popolazione contadina troviamo le quadriglie ,che arrivarono in Svezia nel 1700 e si diffusero in breve dalla classe superiore a tutta la popolazione. A quel tempo si chiamavano Contra Dances. Nel 1800  sono arrivate in Svezia i balli di  coppia, che dalle sale da ballo contagiarono tutta la popolazione: schottish, walz, varsovienne, e l'immancabile polka. Alcuni balli di coppia arrivarono in Svezia   già nel 1600, come la polska, che si è sviluppata in uno stile tipicamente svedese. Quella ballata oggi è quella ballata nel 1800 dopo essere stata influenzata dal walz. La polska può anche essere ballata da quattro persone, e probabilmente è un residuo del 1700. La variante più diffusa di polska è la Hambo, giunta in Svezia  all'inizio del 1900 e diventata all’epoca molto di moda.

Le tradizioni finlandesi e danesi

La Finlandia ha sviluppato versioni particolari del tango, della polka e del valzer, ma il ballo più tipico è la  humppa, discendente della polka e suonata con strumenti tipici della tradizione finlandese come il kantele. E proprio il kantele, o kannel, strumento a corde delle nazioni affacciate sul Mar Baltico, è lo strumento musicale nazionale della Finlandia. Nella versione originale del kantele ci sono solo cinque corde collegate da un manico di legno scavato nel corpo, che è aperto nella parte inferiore. Successivamente il kantele è stato sviluppato a tal punto da diventare una famiglia a sé di strumenti musicali.

Anche la Danimarca ha le sue tradizioni legate alla danza, soprattutto a Natale. In ogni famiglia danese, il 24 dicembre, si balla tenendosi per mano, girando intorno all’albero di Natale e intonando canzoni natalizie prima di scartare i regali o, in alcune famiglie, prima di mettersi a tavola per la cena.

La Lapponia e l'aurora boreale

Sono parecchie le attrattive turistiche dei Paesi scandinavi, ma ce n'è una che accomuna queste terre dell'estremo nord europeo: la Lapponia. Si tratta di una regione che include la parte settentrionale di Svezia, Finlandia, Norvegia (oltre alla penisola di Kola, in territorio russo). Un'area vasta, con paesaggi che cambiano da una zona all’altra, e con destinazioni di grande interesse culturale e naturalistico. Il fascino della Lapponia risiede nei suoi contrasti , con le aurore boreali dell’inverno che lasciano spazio all’intramontabile sole dell’estate.

La primavera vede il ritorno della luce dopo la lunga stagione della notte artica. Trovandoci al di sopra del Circolo Polare Artico, in Lapponia è possibile assistere a due fenomeni naturali eccezionali: il sole di mezzanotte e l’aurora boreale. Da maggio a luglio il sole non scende mai sotto l’orizzonte, e la luce permane per 24 ore. In pratica l’asse terrestre è inclinato in modo tale da esporre completamente le regioni polari al sole; ecco perché anche a mezzanotte ci sarà comunque tantissima luce. Nel Nord della Lapponia accade per circa 70 giorni. In inverno, al contrario, c’è un periodo in cui il sole non sorge mai o quasi. Si parla di notte polare, in finlandese Kaamos, fenomeno che si manifesta in modo differente a seconda della latitudine. In Finlandia, vicino ai poli, ad esempio alle Isole Svalbard o in alcune zone della Lapponia, ci sono praticamente 24 ore di buio completo. A latitudini più basse, nonostante le ore di buio siano comunque tante, si assiste al fenomeno dell'aurora boreale, che vede il sole salire sopra l’orizzonte al massimo per un paio d’ore. Quando torna a tramontare si creano nel cielo delle sfumature meravigliose dal blu al violetto, al verde. L’aurora boreale in Lapponia è la protagonista durante la stagione invernale, e sembra che nella parte svedese vi sia uno dei luoghi migliori al mondo per osservarla: il  Parco Nazionale di Abisko, che offre un clima secco e quindi condizioni meteo ottimali per poter vedere l’aurora. Ma tutta la Lapponia offre magnifici punti di osservazione, tra cui la zona finlandese di Saariselka e Inari, con tanti laghetti e boschi. Anche l'estate lappone ha il suo fascino; infinite notti bianche e una tranquilla natura artica a perdita d’occhio. La luce dell’estate è seguita dalla maestosa stagione autunnale, forse il periodo migliore per le escursioni in uno dei numerosi parchi nazionali, immersi in uno degli scenari più singolari e spettacolari del mondo. E non dimentichiamo che in Lapponia , a Rovaniemi, è anche possibile incontrare Babbo Natale!

Livia Rocco


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