Grecia: il Sirtaki ‘di tutti’

Le danze tradizionali greche sono numerose e molto antiche, ma il sirtaki – creato per il film Zorba il Greco – ha fatto conoscere a tutto il mondo un modo di ballare tipico dei greci, fatto di tradizione e partecipazione popolare. Un concetto strettamente legato alla vita del villaggio e alle sue feste, che evoca atmosfere, storie e profumi del luogo

di Livia Rocco

Un piccolo villaggio sul mare nel bel mezzo di una festa popolare… Sulla piazza è stata allestita un’enorme griglia per la carne alla brace e nell’aria si diffondono i suoni  inconfondibili degli strumenti tradizionali greci; il più caratteristico è quello del bouzouki, la particolare chitarrina a quattro doppie corde che esiste soltanto qui, in terra ellenica. L’atmosfera è pronta per dare il via al sirtaki: ci si unisce e si muovono i piedi, da un lato e dell’altro, tutti intrecciati come in un grande abbraccio musicale, coinvolgendo anche i turisti… Questa scena, dominata da suoni e balli di gruppo, rappresenta l’essenza della Grecia non meno del Partenone di Atene, del teatro di Epidauro, degli scavi di Delfi o della Porta dei Leoni di Micene.

La Grecia è tra i pochi Paesi europei che hanno conservato la dimensione della danza come partecipazione popolare, anche se naturalmente non mancano il folklore e lo spettacolo. Nelle feste di paese, nei matrimoni o nelle taverne, la danza ha ancora un ruolo importante nella conservazione dell’identità nazionale. Come i greci antichi non distinguevano la danza dalla musica e dal canto, così ancora oggi nei villaggi della Grecia le parole delle canzoni, la melodia e i movimenti, tendono a fondersi in un concetto unico, che a sua volta è strettamente legato ai luoghi, all’atmosfera festosa, ai profumi.

Il sirtaki – ballo che in tutto il mondo rappresenta la Grecia – è in realtà una sintesi ‘moderna’ di antiche danze tradizionali. “Ma oggi il sirtaki è di tutti, e può essere considerato a pieno titolo un ballo popolare - tiene a precisare il direttore dell’Ente nazionale ellenico per il turismo, Mikele Terzibassis -. Al film ‘Zorba il greco’ e a Theodorakis va il merito di aver dato enorme diffusione alla nostra danza e alla nostra musica”.

Ritmo in crescendo e partecipazione: la formula del successo

Se la storia del sirtaki è più breve di quanto si può immaginare, la sua forza nell’immaginario collettivo è straordinaria, e oggi questo ballo è una delle attrazioni culturali della Grecia. Il sirtaki, infatti, fu creato solo nel 1964 proprio per il film ‘Zorba il greco’, unendo due versioni, una normale e un'altra più lenta, della danza greca hasapico (in greco χασάπικος). Per questo il ballo e la musica stessa, composta da Mikis Theodorakis, vengono anche chiamate ‘danza di Zorba’.

Caratteristica principale della danza e della musica è il ritmo che va aumentando, e questo aspetto contribuisce a renderla particolarmente coinvolgente e quasi inebriante, un po’ come la sua terra d’origine. Il nome deriva dalla parola greca syrtos,  danza popolare con azioni di mescolamento dei partecipanti, contrapposto a pidiktos, stile di danza saltellante. Ma in realtà il sirtaki contiene sia il syrtos, nelle parti più lente, che il pidiktos, nelle fasi più rapide. Il sirtaki si balla in formazione lineare o a cerchio, con le mani sulle spalle del vicino (la formazione in linea è considerata più tradizionale). La danza inizia con passi lenti e armoniosi che non si distaccano molto dal suolo, per poi trasformarsi gradualmente in movimenti più veloci, che spesso diventano anche saltelli.

Feste e spettacoli: l’anima della Grecia

Nelle città, nei villaggi, sulle coste e nelle isole greche sono disseminate decine e decine di feste ed eventi – dalle celebrazioni religiose della chiesa ortodossa alle sagre, dalle rievocazioni storiche alle rassegne culturali - in cui la danza tradizionale è spesso protagonista.

Gli amanti del mare che approdano sul versante ionico del Paese – il più vicino all’Italia – non possono trascurare Parga, un villaggio che permette al visitatore di immergersi immediatamente nelle tipiche atmosfere greche, con le sue case bianche, i grandi ulivi e la pittoresca baia. Qui, nel mese di agosto, “Pargina” propone manifestazioni culturali con musica tradizionale, canzoni,  danze e la tipica “barcarola”, che simboleggia il ritorno della popolazione di Parga dall’esilio. Altro gioiello della costa occidentale è l’isola di Lefkada (Leucade), separata dal continente da un canale di soli 30 metri, che vanta lunghe spiagge di sabbia chiara con mare cristallino ma anche rocce a picco come il ‘Salto di Leucade’, lo sperone di calcare bianco dal quale si sarebbe gettata in mare la poetessa Saffo. Tra le varie manifestazioni che animano l’isola durante l’estate c’è, ad agosto, il Festival internazionale del folklore, al quale partecipano gruppi folkloristici provenienti da tutto il mondo.

Spostandoci nella capitale, ad Atene non mancano eventi e rassegne dedicate al ballo, tra cui il “Teatro di Dora Stratou”, sulla collina di Philopappou: danze tradizionali del gruppo di Dora Stratou, da fine maggio a fine settembre.

Oltre alle Cicladi, anche le isole del Dodecaneso, nell’Egeo orientale, danno spazio alla danza: a Leros, per esempio, dal 10 al 20 Giugno c’è ‘Artemis’, rassegna di danze organizzate dal circolo culturale omonimo, con gruppi che provengono da tutta la Grecia, mentre a Patmos da  giugno a ottobre il gruppo Nelly Dimoglou si esibisce in tipiche danze greche. A Simi, invece, la danza è inserita all’interno del Festival che anima l’isola a luglio e agosto. Un esempio tipico di danza popolare profondamente inserita nella vita della comunità locale è il “Ballo della coppa” a Tilos, una delle più piccole e tranquille isole dell’arcipelago ellenico: durante la festa di Agios Panteleimonas, nel corso della terza giornata, nella piazza centrale di Megalo Chorio danzano soltanto le donne. Ognuna di loro tiene in mano una coppa, quando un uomo vuole danzare getta delle monete dentro la coppa mostrando pubblicamente la propria preferenza. L’obiettivo della danza è raccogliere denaro per sovvenzionare la chiesa del paese.

E, tornando in continente, gli itinerari della Grecia ‘classica’ offrono altre occasioni per entrare in contatto con la danza tradizionale. Per esempio a Salonicco (Thessaloniki), capoluogo della Macedonia, seconda città e secondo porto della Grecia, durante il Mese della danza (giugno-luglio), si esibiscono gruppi professionisti  di ballo presso il Teatro Kipou. Nella stessa regione, chi visita la suggestiva penisola Calcidica - famosa anche per il Monte Athos con il suo monastero -  tra luglio e settembre può assistere al Festival di Sani, una manifestazione a cui partecipano artisti di fama internazionale, che prevede tra l’altro musica tradizionale greca e danza, oltre a teatro e concerti.

E non è da meno il Peloponneso, che racchiude le più importanti  attrattive storiche. La cittadina di Argo, situata ai piedi di due colline scenograficamente cinte da fortificazioni, è al centro di una delle zone di maggiore interesse archeologico della nazione, ma anche vicinissima al mare. Qui, ad aprile, nella Piazza Agiou Petrou, si svolge la Giornata mondiale della danza, con la partecipazione di  gruppi di danze tradizionali provenienti da tutta la Grecia. Nei paraggi, oltre che gli scavi della stessa Argo, si possono visitare i siti archelogici di Tirinto, Epidauro e gli affascinanti resti di Micene. Corinto non è lontana e, dall’altra parte del canale, sono raggiungibili Eleusi, Atene, Tebe, e, proseguendo, la straordinaria Delfi, sulle colline ai piedi del Monte Parnaso... La Grecia è così, con la storia antica a portata di mano e la musica sempre presente.

(contatti: ente-turismoellenico.com)


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