Cuba, danza espressione di vita. Identità e cultura

“ Impossibile pensare a Cuba senza musica , danza e percussioni, intrecci continui tra musiche andaluse e galiziane e ritmi africani ...” Queste le parole dell’antropologo Antonino Colaianni , intervenuto all’incontro organizzato da Timbalaye, promotore della cultura cubana , con Ulises Mora, presidente di Timbalaye e Irma Castillo, dottoressa in Metodologia dell'insegnamento dei balli folkloristici cubani, dal titolo "La cultura unisce : pensare come paese”, Conferenza e Concerto con il Duo RomaHavana ( Roma 26 ottobre), con la  partecipazione  di Lisset Arguelles, Consigliere Culturale Ambasciata di Cuba. 

Un appuntamento che ha preso vita  nell’ambito de Le Giornate della cultura cubana, un ponte culturale con Cuba : questo il senso di questi incontri   organizzati dall’Ambasciata di Cuba in Italia dal 3 al 31 ottobre in varie città italiane su vari temi  (Roma, Milano, Padova, Venezia, Firenze, Torino, Bari, Matera e Genova), e dedicate quest’anno al 500º anniversario della fondazione de L’Avana (16 novembre), evento che sarà celebrato con numerosi eventi culturali, artistici e musicali nell’ Isla Grande a partire dai prossimi giorni.

La danza per Cuba è e rimane una espressione di vita, di memoria e di cultura , dal son alla Rumba, diventata Patrimonio Unesco nel 2016. E l’identità culturale è il massimo strumento per sentirsi e definirsi paese. L’antropologo Colaianni si è riferito più volte alle opere di Fernando Ortiz, studioso della cultura afrocubana, illustrando le varie sfumature della cultura di Cuba, intrecci e scambi, stratificazioni, che nel tempo sono andati a costituire la sua identità attuale , la sua “cubania”, risultato di un processo transculturale.“ Ortiz- ancora Colaianni- ha ricostruito nelle sue opere, che meritrerebbero di essere ripubblicate nel nostro paese, tutti gli elementi che hanno dato vita alla cultura cubana a partire dai Taino , prima popolazione amerindia a popolare i Caraibi. Cuba , inoltre, è un esempio quasi unico perchè qui le radici africane sono più integrate rispetto ad altri paesi latino americani”. Al centro del dibattito, dunque , la cultura come fonte di conoscenza, idee e pensieri che uniscono una nazione , e altro  elemento che caratterizza l’ Isla grandeè la solidarietà espressa nei confronti di altri paesi, come è stato evidenziato dalla relazione di Marco Papaci, vicepresidente dell’associazione nazionale di Amicizia Italia –Cuba. Evidenziato, inoltre, come il blocco economico rappresenti un problema per la cultura e lo sviluppo del paese.

Achè, musica e folclore 

"Achè, l'emergia dell'universo in perenne movimento...alla ricerca del propri equilibrio..." Folclore cubano, musica e danza sono stati ,invece, al centro dell’incontro conclusivo de Le Giornate della Cultura Cubana il 31 ottobre scorso , “ ACHÉ Musica e danza nella cultura cubana”, evento svoltosi presso il Museo delle Tradizioni Popolari di Roma, organizzazione a cura dall’Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia Museo delle Civiltà, Assonanze – Associazione di Giovani Musicologi di Sapienza Università di Roma, Associazione Mondo Cubano, con la  collaborazione di molti altri sponsor.

 

 La serata si è conclusa con un concerto di musica cubana con esibizioni di danza a cura di Irma Castillo e Ulises Mora , Clave de Son e Timbalaye, e il grande Maykel Fonts , accompagnati dal gruppo Aggolle con la pianista Gladys Prinsess (alle percussioni ospire Ernesticco).

 La musica e le danze  hanno riportato il pubblico ai ritmi antichi e tradizionali delle sonorità cubane e dei suoi tamburi , dal Son alla Rumba, quest’ultima grande testimone testimone di un passato africano.E grande è stato il coinvolgimento di  tutti  trascinati dai ritmi in momenti di danza spontanei. 

 

 

 Il convegno, inaugurato dal direttore dell’Istituto Demoetnoantropologia Leandro Ventura, ha disegnato i rapporti tra la musica colta e le radici della musica folk cubana , e il valore della musica e danza nella Santeria attraverso le relazioni di specialisti come Marco Lutzu, Musica e riti nella Santeria Cubana; Monica Marziota, Roldan e Caturla,il folklore cubano nei compositori cubani del primo 900 a Cuba; Antonio Rostagno, Folklore cubano e musica europea. Monica Marziota, attraverso le figure dei musicisti Roldan e Caturla, ha parlato degli stretti legami con i ritmi cubani, con gli strumenti della tradizione, dell’avvio di una ricerca puntuale della cultura negra di Cuba, in un quadro musicale molto vivo che ha caratterizzato  Cuba  nei primi anni del 900.

Insomma, i due musicisti aprirono gli orizzonti dell’afrocubano. Rostagno ha puntato l’attenzione soprattutto sull’apertura della musica europea verso spunti musicali diversi, accennando all’ esotismo come vezzo (un esempio la Carmen di Bizet con la ripresa del motivetto dell’Habanera) fino a un reale interesse del 900 verso la musica popolare.

E’ entrato nell’ anima cubana Marco Lutzu, esplorando il valore della musica e danza nella Santeria , religione sincretica che lega elementi cattolici e animisti: il ruolo sacro dei tamburi Batà, di origine africana ( Africa occidentale), la forza dei riti alla ricerca di un riequilibrio dell’energia dove musica e danza sono gli strumenti essenziali. Generalmente il rito, che per lo più si svolge in abitazioni private, inizia con una lunga parte musicale seguita da una parte di danza che trascina i danzatori in una sorta di possessione/ trance in onore delle divinità cui si rivolgono.

Proiettato anche un documentario di Lutzu ,Santeros,  che illustra attraverso interviste il forte legame religioso di molti cubani, per molti una eredità familiare,  la quotidianità dei riti, la musica dei tamburi,e il senso mistico di danza e musica (fotosopra).

 

 Ester Ippolito

Foto Ballareviaggiando.it ( Elio Ippolito)

Il progetto Timbalaye porta avanti da anni un programma di integrazione culturale, di difesa e valorizzazione della rumba quale elemento identitario di Cuba attraverso il festival Timbalaye, danza iscritta nella Lista Rappresentativa Unesco dei Patrimoni Immateriali dell’Umanità nel 2016. Timbalaye, la via della Rumba si svolge ogni anno a Cuba con musica, danza, stage , spettacoli , incontri culturali sulle radici e memoria della identità cubana.

 

 Tra gli incontri de Le Giornate della Cultura cubana , a Roma,  anche l'incontro con il maestro della danza Santiago Alfonso, attore protagonista del film “Yuli–Danza e Libertà” (Spagna/Regno Unito/Cuba 2018), ispirata nella vita del gran ballerino cubano Carlos Acosta, dal 17 ottobre nelle sale italiane.


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