Il Venezuela festeggia lo Joropo...un patrimonio tutto da ballare

Il 2014 è stato “l’anno dello Joropo venezuelano”. La danza nazionale del Venezuela, dichiarata patrimonio culturale, è stata così celebrata come frutto della fusione tra diverse componenti ed espressione tipica del Paese. In parte simile al valzer ma con un ritmo molto più incalzante, questo ballo di coppia ha caratteristiche che lo rendono unico e viene eseguito con tipici strumenti musicali e costumi sgargianti

di Livia Rocco

Nel 2014 lo Joropo, danza nazionale del Venezuela dal 1882,  è stato dichiarato Patrimonio Culturale della nazione. Frutto della fusione tra indigeni, africani ed europei, lo Joropo è espressione dell'immaginario del popolo venezuelano, e come genere  musicale è il ritmo più popolare della musica folk, al punto che la canzone joropo Alma Llanera è considerata l'inno non ufficiale del Venezuela, con il quale si conclude qualsiasi riunione sociale. L'Orchestra sinfonica del Venezuela ha anche realizzato un arrangiamento per commemorarne i 75 anni.

Il ballo

Lo Joropo del Venezuela affonda le sue radici nella musica creola. Anticamente, il termine spagnolo joropo aveva il significato di "festa"; nel XVIII secolo i Llaneros (oriundi dei Llanos), le savane della parte nord del bacino del fiume Orinoco,  che comprende Colombia e Venezuela) iniziarono  ad usare il termine “joropo” al posto di "fandango", che era il termine un tempo usato per indicare una festa da ballo. Oggi la parola  Joropo  indica il genere musicale e la danza tipica dei venezuelani, ma anche l'esecuzione, l'evento o l'occasione.

La danza joropo è un insieme di giri di valzer, particolari movimenti dei piedi e variazioni della posizione delle braccia. I partner danzano prima una specie di valzer tenendosi stretti. Poi uno di fronte all'altro compiono piccoli passi rapidissimi  in avanti e indietro, seguendo il ritmo, che diventa molto veloce. Infine si allontanano tenendosi sempre per le braccia, mentre la donna esegue passi ampi e l'uomo batte i piedi. La diversità dei passi tra i due partner rende il ballo più vivace e divertente.

La musica

Esistono tre tipi di joropo: llanero, central e oriental; ognuno ha i propri strumenti musicali.

Lo joropo llanero (il più diffuso) viene suonato con l’arpa a corde di nylon, la bandola llanera, il cuatro e le maracas. Lo joropo central è con arpa a corde di metallo, maracas e voce.

Lo joropo oriental aggiunge all'organico altri strumenti come chitarra, mandolino, bandola oriental e (raramente)  accordion.

Il cantante, l’arpa e la bandola eseguono la melodia principale, mentre il cuatro esegue l'accompagnamento, aggiungendo il caratteristico ritmo percussivo e tagliente. Il cuatro e la bandola sono strumenti a quattro corde discendenti dalla chitarra spagnola. L'unico vero strumento a percussione sono le maracas. Nel corso del tempo sono stati aggiunti diversi altri strumenti alla classica orchestrina: chitarre, flauto, clarinetto, pianoforte ed altri strumenti, fino a raggiungere l'effetto di una intera orchestra.

Meraviglie da non perdere

Los Roques, Isla Margarita e  Maracaibo, oltre alla capitale Caracas, sono tra i  luoghi più noti  del  Venezuela, ma il Paese sudamericano offre anche altre meraviglie, meno conosciute. Eccezionale, per esempio, il patrimonio naturalistico del nord-ovest:  numerosi parchi, tra i quali il Parco Nazionale di Morrocoy - che insieme al Cuare Wildlife Sanctuary, è  una delle più grande riserve ornitologiche del mondo -, il Médanos de Coro, l’unico deserto del Venezuela, e il Parco della Cueva del Toro, con una enorme grotta che nasconde anche 2 serbatoi naturali lunghi 200 metri, da esplorare in barca.

Dal mare alle montagne, e che montagne! Le Ande venezuelane sono lunghe 400 km e larghe 50-100 km, con una popolazione molto amichevole e famosa per il suo artigianato. Ottimo punto di partenza per gli escursionisti delle montagne è Mérida, centro piacevole e turistico.  Trujillo, meno battuta dai percorsi tradizionali, è invece una tranquilla città storica, situata in fondo ad una vallata e circondata dalle montagne, con vista mozzafiato. Bellissimi i panorami della Sierra Nevada, che ospita i picchi più alti del Venezuela.

Del patrimonio naturalistico fa parte anche lo splendido mare di Los Roques, arcipelago nel mar dei Caraibi composto da isole rocciose  (tra cui la principale, El Gran Roque) al nord, numerose isole di sabbia con palafitte di pescatori al centro, e isole coralline al sud. Dal 1972 è un parco nazionale, vista la varietà di uccelli e le biodiversità del mare; sono presenti molte specie di pesci, tra cui il barracuda, e nell’isola Dos Mosquices esiste un centro per la riproduzione delle tartarughe marine. Cayo Agua, nell'estremo sud dell'arcipelago, è considerata una delle spiagge più belle del mondo. Non tutte le isole sono raggiungibili; molte sono a "protezione integrale" ed è quindi vietato visitarle per salvaguardare l'ambiente.

Fequentata dai turisti  anche l’Isla Margarita, la più grande del Venezuela, con le sue spiagge di sabbie bianche e un clima che oscilla tutto l’anno dai 25 ai 28 gradi.

Un altro nome presente nell’immaginario collettivo è Maracaibo. La seconda città del Paese  è situata sulla sponda occidentale dello stretto che unisce il Golfo del Venezuela al gigantesco Lago di Maracaibo. Forse non tutti sanno che  nel 1499, fu in questo luogo che gli esploratori Alonso de Ojeda e Amerigo Vespucci, stupiti dalle costruzioni lacustri degli indigeni, battezzarono l’isola costiera e poi l’intero paese Venezuela, ossia “piccola Venezia”. A Maracaibo si trovano  numerosi edifici coloniali e musei. Nei dintorni, la Laguna di Sinamaica è la dimora degli indiani Añu.

Tra tracce di diverse culture, mare icontaminato e altissime montagne, savana e foresta sembra proprio che in Venezuela non manchi niente!


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