Irresistibile Rock & Roll, irresistibili States…

Il più scatenato ballo di coppia, il Rock and Roll, affonda le sue radici nel jazz e nello swing. Esprime il desiderio di premere sull’acceleratore con un ritmo sempre più frenetico, esploso negli Stati Uniti degli anni Cinquanta. Prima non erano mai esistiti passi così veloci! Il ruolo del Rock & Roll nella storia del ballo, della musica e del costume è insostituibile, proprio come quello di New York, la quintessenza delle metropoli, punto di riferimento per molte tendenze, nella musica come nella danza…

di Livia Rocco

Il Rock and Roll è sicuramente uno dei balli più scatenati ed elettrizzanti che hanno segnato la storia non solo degli Stati Uniti, ma di tutto il mondo. A livello musicale, personaggi e voci degli anni cinquanta come Elvis Presley, Chuck Berry, Little Richard, hanno fatto la storia della musica con classici come Tutti Frutti (1955), Be-Bop-A-Lula, Johnny B.Goode (1958), e più tardi anche i Beatles si sono cimentati – sia come interpreti di ‘cover’ che come autori - in questo genere musicale che non hanno mai nascosto di amare e che continuò ad essere molto popolare anche nei primi anni sessanta. La più acrobatica danza di coppia comunica vitalità e divertimento, eppure, in qualche modo, è ‘pronipote’ del jazz e della musica afroamericana (ma non mancano le influenze provenienti dal country), stili molto meno allegri. Verrebbe da dire che gli schiavi neri e i loro discendenti hanno avuto un ruolo nella nascita di moltissimi tipi di musica, così come la città per eccellenza, New York, è stata spesso il ‘megafono’ per la diffusione delle nuove tendenze.

Le radici del Rock and Roll: Swing come ‘nonno’ e Boogie Woogie come ‘padre’

Esploso a metà degli anni cinquanta negli Stati Uniti, il Rock and Roll deriva dal Lindy Hop, a sua volta nato dallo Swing degli anni venti; il Lindy Hop (oggi riproposto come ‘vintage’) fu il primo ad inserire anche elementi acrobatici nel ballo di coppia. Venne poi modificato attorno al 1940, per la necessità di ballare seguendo musiche più veloci e ritmate; e così, poco tempo dopo, fece la sua comparsa il Boogie-woogie. Quando, attorno al 1955, la musica rock and roll sbaragliò la concorrenza, il Boogie-woogie si trasformò definitivamente e per l'ultima volta in una danza più movimentata e competitiva, il Rock'n'Roll.

Ecco come gli esperti del Gruppo di ballo Nagasaki Swing Team, specializzati in vintage americani, descrivono il ‘nonno’ del Rock and Roll. “Il Lindy Hop è la forma più autentica di ballo Swing, evolutasi dal Charleston e da altre danze jazz negli anni 20 ed esplosa poi nella Swing Era degli anni 30 e 40. Deve il suo nome, a quanto dice la leggenda, a Charles Lindbergh ed al suo famoso ‘salto’ (‘hop’) attraverso l'Atlantico a bordo del suo aereo. Il Lindy Hop è molto famoso anche per i passi acrobatici. Esattamente come il Jazz, il Lindy Hop si basa sul ritmo e sulla sincopazione. Si diffuse da Harlem, a New York, dove nacque, attraverso tutti gli Stati Uniti per arrivare poi nel resto del mondo sotto forme diverse e sbarcare in Europa ed in Italia dopo la Liberazione, nel 1945, trasformato in Boogie Woogie”.

Nell’espressione ‘Rock and Roll’ ballo, musica e sesso

Se ci soffermiamo sul termine ‘Rock and Roll’ le radici afroamericane di questo genere musicale e stile di ballo appaiono ancora più evidenti. Rocking era un termine utilizzato dai cantanti gospel nel Sud degli Stati Uniti per indicare qualcosa di simile all'estasi mistica. Il musicista blues Roy Brown la usò nel 1947 con un significato ironico nella sua canzone Good Rocking Tonight , in cui la parola, apparentemente riferita al ballo, era in realtà un’ allusione al sesso. Questi doppi sensi non erano nuovi nella musica blues ma era la prima volta che si sentivano alla radio. La frase "rocking and rolling" era un'espressione secolare dei neri per indicare ballo o sesso sin dal diciottesimo secolo. Dopo il successo di Good Rocking Tonight, altri cantanti di rhythm and blues hanno usato titoli simili durante la seconda metà degli anni quaranta, compresa una canzone intitolata proprio Rock and Roll, registrata da Wild Bill Moore nel 1949. Queste canzoni erano riservate a un pubblico afroamericano (‘race music’ era il nome che veniva usato nell'industria discografica) e non erano conosciute dal grande pubblico bianco. Il ‘salto’ avvenne nel 1951, quando il dj Alan Freed di Cleveland in Ohio su consiglio di Leo Mintz, sponsor del dj e negoziante di dischi, si accorse dell'effetto che questo nuovo rhythm and blues aveva tra i teenagers; nel 1951 Freed ideò e condusse un programma radiofonico che trasmetteva musica nera per il pubblico bianco: The Moon Dog House Rock 'n Roll Party, e proprio al titolo di questo show si attribuisce l'origine dell'espressione ‘rock and roll’. Il termine, con le sue allusioni al ballo, al sesso e al suono della musica, fece breccia anche tra chi non ne coglieva tutti i significati.

Quei ‘calci’ nell’aria nel vortice di un ritmo travolgente

La particolare ‘calciata’: ecco ciò che caratterizza più di ogni altro movimento il Rock and Roll. I ‘calci’, però, devono essere dati in avanti in maniera secca e decisa, solitamente l'uomo verso l'esterno (partendo con la gamba sinistra) e la donna verso l'interno (partendo con la gamba destra).

Il passo base (famigliarmente chiamato "base") del Rock'n'Roll, infatti, è proprio il classico ‘kick ball change’ (presente anche nella danza Jazz e nel Lindy Hop) che consiste, mentre la prima gamba sta calciando, in un trasferimento parziale del peso corporeo sulla punta del piede della seconda; viceversa il secondo calcio sarà dato dalla gamba inizialmente "portante" mentre la gamba "calciante" avrà stavolta il compito di sostenere il corpo: una sorta di "cambio" di gamba appunto, come dice il nome.

Grande l’effetto liberatorio di questo ballo, quasi quanto l’enorme impatto sociale del Rock e degli strumenti tipici dei gruppi musicali: chitarre e bassi elettrici, batterie e voci, che da allora… non ci hanno più lasciato!

New York città-simbolo, anche per la musica e il ballo

La ‘grande mela’ va oltre gli Stati Uniti: è quasi il simbolo e l’essenza della metropoli come luogo dove accade tutto e dove tutto convive… ‘una città che non dorme mai’, come recita il testo della famosa ‘New York, New York’ cantata da Liza Minnelli. E’ questa la risposta a chi si domanda il perchè della forza di attrazione della ‘big apple’ in una nazione immensa, così ricca di bellezze naturali e di città. Ma tutto succede a NY: un coacervo di razze, culture e mode, in continua trasformazione eppure sempre se stessa, facilmente riconoscibile proprio per la sua varietà. Un po’ europea, un po’ latinoamericana, un po’ asiatica e un po’ africana, questa città ospita nei suoi musei le più belle opere d’arte di tutti i tempi, mentre nei teatri, nei locali e per le strade prendono forma le tendenze che poi si diffonderanno nel mondo.

New York ha un importante patrimonio musicale: tanto jazz, la nascita dell’hip-hop, i folksinger come Bob Dylan e Joan Baez che qui negli anni sessanta cantavano le loro canzoni di protesta nei caffè, i cori gospel di Harlem, i ritmi latinoamericani, per non parlare della disco-music con ‘La febbre del sabato sera’ e, naturalmente, del rock. Ancora oggi la città è come una calamita per chi fa musica. Al centro della scena c’è Williamsburg, un quartiere di Brooklyn con nightclub e bar. Tra i migliori locali per ascoltare rock ci sono la Music Hall di Williamsburg, Brooklyn Bowl e, a Manhattan, la Bowery Ballroom.

Componenti fondamentali della vita culturale della metropoli sono i musical di Broadway: oltre 40 teatri ufficiali intorno alla luccicante Times Square. Regina assoluta in questa forma di spettacolo, New York primeggia negli USA anche per quanto riguarda la danza classica e moderna, grazie all’American Ballet Theatre (fondato nel 1949) e a una generazione di coreografi moderni che le ha dato la fama di ‘citta della danza’.

Due o tre cose da non perdere

Oltre agli spettacoli in cartellone, ci sono quelli entrati nell’immaginario collettivo: monumenti e luoghi che, in modi diversi, rappresentano New York. Tra i tanti, la passerella pedonale del Ponte di Brooklyn, da percorrere tutta se la stagione lo permette, per gustarsi da un lato i grattacieli di Downtown Manhattan e dall’altro, l’ atmosfera più rilassata di questa parte di Brooklyn, praticamente un’altra città. E non è tutto: dal ponte si gode un bel panorama della baia di Manhattan, con tanto di isole e di Statua della Libertà!

Nello skyline di New York svetta un nuovo elegante grattacielo, che dal punto di vista achitettonico offusca il ricordo delle torri gemelle; è il One World Trade Center, oggi il più alto degli Stati Uniti con i suoi 541 metri e 105 piani: NY si conferma, ancora una volta, la città dei primati!

Newyorkesi e turisti sono concordi nel consigliare il traghetto (gratuito) per Staten Island come punto di osservazione privilegiato dei grattacieli di Manhattan; è anche un modo per assaporare il fortissimo contrasto tra la caotica Downtown e la quiete assoluta di questa isola residenziale con case unifamiliari e giardini. Il battello approda stracarico di persone che qualche minuto dopo si dileguano, lasciando un silenzio inaspettato: è una delle tante sorprese di New York…

Un’altra sorpresa è la rosa sempre fresca sul mosaico con la scritta ‘imagine’ in ricordo di John Lennon; non mancano mai gli appassionati di musica che si fanno fotografare in quest’angolo del Central Park, vicino al Dakota Building dove il musicista fu assassinato, in uno dei quartieri più eleganti e piacevoli della città.

E che dire del pianista nel bel mezzo di Washington Square, al centro del Greenwich Village, che non rinuncia a suonare neanche a dieci gradi sotto zero?


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