Bali e la magia misteriosa delle sue danze

Bali, l’isola più famosa dell’Indonesia…famosa anche per le sue danze e per il suo teatro! Ipnotica, armoniosa - per noi occidentali anche un po’ misteriosa – la danza balinese conserva un carattere sacro e la si può ammirare anche vicino ad alcuni degli oltre 20 mila templi del luogo


di Livia Rocco

L’attrazione degli occidentali per il connubio tra arte e natura tipico di Bali è sempre stata forte, al punto che oggi l'sola è la meta turistica più importante dell’Indonesia. Geograficamente e politicamente Bali fa parte di questa nazione (arcipelago della Sonda), ma per tutto il resto è una destinazione a sé, un po’ perché ogni isola ha la sua storia e un po’ perché è l’unica provincia del Paese a maggioranza induista. L’induismo balinese è una combinazione tra credenze locali e induismo del sud est asiatico. La vita dell'isola è scandita da numerosissime cerimonie che, seguendo solitamente il calendario balinese di 210 giorni, sembrano imprevedibili agli occhi dei turisti occidentali. Celebrazioni e feste vengono svolte per innumerevoli dei e negli anniversari di ognuno degli oltre 20.000 templi dell'isola. Seguendo la tradizione induista, i balinesi cremano i loro morti. Questa circostanza è l'occasione di una celebrazione che si trasforma in festa popolare, con una processione all'interno delle città, offerte di varia natura e gamelan, la musica tradizionale balinese. Insieme alla musica gamelan, sono molto diffuse tra la popolazione le danze tradizionali come il barong e il kecak.

Danza Barong

La danza sacra Barong, praticata in tutta l' Indonesia, è probabilmente la rappresentazione balinese più popolare. Mette in scena la lotta tra Barong - mostruoso dio-animale simbolo del bene e della fertilità - e Rangda – strega simbolo del male. Alla fine della danza si hanno episodi di trance tra i partecipanti. La lotta rappresentata non ha un vincitore perché la popolazione considera fondamentali nella vita umana sia il bene che il male; infatti a Bali esistono templi dedicati alle forze del bene e templi degli inferi dedicati alle forze del male e della morte. Barong è un drago rintracciabile in molte manifestazioni dell'area estremo-orientale e consiste in una grande maschera animata da almeno due uomini.

Il Barong si mescola con molti altri generi spettacolari durante le occasioni festive balinesi; per esempio con il Topeng, che celebra l'incontro tra i balinesi e i raja induisti di Giava; con il Legong-Keraton, danza femminile derivante da danze di corte eseguite da bambine tra i sette e i dieci anni, duramente addestrate.

Danza  Kecak

Un’altra danza spettacolare che viene in alcune occasioni mescolata con altre è il Kecak, la danza delle scimmie. Ispirandosi al poema epico Ramayana, nella danza delle scimmie tutti gli uomini del villaggio creano un esercito di scimmie dai poteri soprannaturali. I partecipanti, seduti in cerchi concentrici, battono le mani, ondeggiano e agitano le braccia emettendo tutti insieme il suono ‘cak’, che crea un suono ipnotico. Segue da danza del fuoco, durante la quale un danzatore in trance cammina sui carboni ardenti.

Anche in questo caso è evidente lo strettissimo legame con la cultura locale, unito a un forte senso del teatro.

Templi, serenità, mare

Chi va alla scoperta dello spirito balinese e della serenità che quest’isola emana non può perdere Ubud, considerata il centro culturale di Bali. E’ una piccola cittadina che si trova ad appena 30 kilometri da Denpasar, il capoluogo. Da visitare il palazzo Puri Saren e il sacro monastero delle scimmie, in cui vivono più di 340 scimmie. Destinazione turistica dotata di strutture e collegata con altre famose località e con l’aeroporto, Ubud è conosciuta sin dagli anni venti come luogo di sosta di artisti europei e americani. La città ospita e tutela la pittura e l’arte tessile, ma anche le sculture tradizionali in legno. Prima di essere colonizzata Ubud era la residenza dei principi feudali di Bali, detti Tjokordas. Durante la colonizzazione olandese l'importanza politica dei Tjokordas si indebolì, ma i membri delle famiglie feudali hanno ancora oggi un peso nella società di Bali.

Per respirare un’atmosfera di altri tempi c’è Nusa Lembongan, isola di coltivatori di alghe marine a 14 km a largo della costa meridionale. Kuta, posta sull’istmo che collega alla penisola meridionale, è la meta più ambita dai surfisti, mentre il nord dell'isola è adatto a chi cerca tranquillità e i migliori fondali marini. Seminyak è la parte più moderna, mondana e lussuosa insieme a Nusa Dua, sulla penisola meridionale di Bukit, la zona più arida dell'isola che vanta numerose spiagge nascoste e barriera corallina. Sulla penisola sorge anche il famoso tempio di Uluwatu, a picco sull’oceano. Il tempio, dedicato agli dei del mare, è uno dei più suggestivi, nonostante la presenza di scimmiette dispettose; alcuni tour operator propongono di visitarlo al tramonto, assistendo a una rappresentazione di danza Kecak!


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