Un approccio terapeutico : è così che la scrittrice americana Maria Finn, nel suo libro Amore Tango (De Agostini), si avvicina alla danza più sensuale e passionale che ci sia. Una cura per il corpo e l'anima dopo un amore infelice quando tutto deve ricominciare: le sensazioni, la socialità, il senso di amicizia, il linguaggio del corpo.
Attravero questa rinascita, che avviene attraverso le lezioni di tango, le serate nelle milonghe,gli scambi tra appassionati ballerini, principianti e non, istruttori affascinanti, difficoltà, balli riusciti e quelli meno. E il tango riesce davvero a lenire sofferenze, a spingere verso una nuova vita se non verso nuovi amori. " Forse, pensai, avrei potuto imparare a ballare il tango con un uomo che amavo. Non con un perfetto sconosciuto. Avevo torto marcio- scrive la Finn nel suo prologo. A volte, però, la storia colta e interessante del tango che occupa diversi capitoli, interrompe un pò l'emotività del narrare. Un narrare che si dispiega attarverso i vari capitoli che prendono il nome dalle figure classiche del tango, come momenti di vita e di rinascita: El Abrazo, La Salida, La Presa, Il Gancio...e così via.
Lo scenario : da Manhattan, milonghe all'aperto e milonghe al chiuso, fino alla atmosfera tanghera di Buenos Aires, i quartieri legati alla nascita del tango, le milonghe, i caffè e i suoi mitici negozi di scarpe da tango. "...cercai l'insegna di Comme il Faut. All'interno appollaiate su alcuni divanetti zebrati, alcune donne rovistavano tra pile di scatole sparse su tappeti rosso fuoco. Ce n'era un mucchio: scarpe con tacchi rossi a spillo, e cinturini leopardati, sandali con tacchi turchese chiaro e scintillanti laccetti d'argento,classiche Chanel color crema con spirali nere, tacchetti di strass che luccicavano come diamanti, scarpe di velluto nero con cinturini argentati".


Il Teatro alla Scala dedica un ricordo allla danzatrice e docente di danza scomparsa in questi giorni. Anna Razzi ,infatti, è parte della storia e della tradizione del Teatro alla Scala e del suo Corpo di Ballo. Al nostro Teatro è infatti legata una splendente fase della sua carriera artistica: dal 1963 al 1986, da solista fino ad étoile, ha avuto una carriera a tutto tondo come protagonista dei grandi balletti del repertorio, da Romeo e Giulietta a Il lago dei cigni , Giselle, La Bella addormentata , Coppélia , fino al Novecento di Petruška , Apollon musagète di Balanchine e La signorina Giulia di Birgit Cullberg .