Franco, ‘n bastardo venuto dar sud

Un ricordo del Califfo che ha raccontato pezzi di vita vera, concreta e vissuta  nelle borgate e  fuori  ....“l’urtimo amico va via” …… Con la sua musica, tra un eccesso e l’altro mai rinnegati, e la sua poesia , è sempre stato  protagonista dal  lontano 1972 fino al 13 marzo 2013 , ultimo suo concerto al Teatro Sistina di Roma

di Elio Ippolito

Sul long playing che tengo delicatamente stretto tra le palme delle mie mani e che muovo lentamente da un lato e dall’altro, riesco finalmente con fatica a leggere la data incisa con caratteri tipografici : 5 – 10 – 1972. Sto parlando del primo dei 24 L.P. incisi da Franco Califano, “N Bastardo venuto dar sud”. Da quel momento, nonostante pischello non fossi più e nemmeno suggestionabile , imparai ad apprezzare tutte le cose che il futuro “Califfo” avrebbe fatto in campo musicale o quasi tutte. Dopo il periodo pasoliniano, aspettavamo tutti che arrivasse qualche altro poeta o pseudo tale che, con arte diversa dalla letteratura o dal cinema, raccontasse pezzi di vita vera, concreta e vissuta sia nelle borgate che al di fuori di esse.

Questa persona io la intravidi subito in Franco Califano, un po’ il prototipo del duro di borgata ma col cuore tenero e romantico, un po’ sbruffone e con la voglia di essere protagonista tra i maschi ma soprattutto con le donne. Con la sua musica, tra un eccesso e l’altro mai rinnegati, e la sua poesia, il Califfo è stato  protagonista da quel lontano 1972 fino al 13 marzo 2013 (ultimo suo concerto al teatro Sistina di Roma).

Il giorno prima di Pasqua, ”Il Califfo” ci ha lasciato per andare a comporre testi musicali in posti dove non verrà giudicato né incolpato per fatti non commessi. Pochi giorni prima del suo ultimo spettacolo, aveva rilasciato un ‘intervista a una rete televisiva, e non credo di essere stato l’unico ad accorgermi che la sua pista terrena fosse arrivata al capolinea, era infatti molto affaticato.  Sono stato sempre catturato dai suoi capolavori - anche quelli che aveva regalato a quasi tutte le star della canzone italiana, i nomi …li conosciamo tutti- e non intendevo vederli offuscare per la solita, implacabile ragione del tempo che passa. Per questo rifuggivo ultimamente dalle sue esibizioni.

Franco Califano, tra le cadute e risalite, si spendeva molto a favore dei giovani, queste erano le voci che mi arrivavano dalle nuove leve e dai suoi stessi fan.  I suoi brani raccontavano momenti della sua vita, reale , il suo vissuto quotidiano il “nostro” vissuto quotidiano e su quello le bugie non si possono raccontare…..”o sei o non sei”!

E lui ERA, proprio per questo ha avuto tanto successo. Anche le parodie su di lui, sempre rispettose del personaggio seppure “forti”, non hanno fatto altro che accrescere il suo alone di miticità.

Io voglio ricordarlo circondato da tutti i suoi capolavori musicali,  e dai volti di tutti i suoi colleghi che li  hanno portati al successo.  Uno per tutti Edoardo Vianello che è accorso subito alla notizia  della scomparsa a salutare per l’ultima volta il cantante nella sua casa di Acilia, ricordando lo straordinario rapporto che a lui lo legava. Edoardo, un altro “Semo Gente de Borgata” , che uscendo, avrà pensato “l’urtimo amico va via” ……”ce resto solo io a penzà che ho da fa “ !

Ciao Califfo, è pur vero che non escludevi un tuo ritorno (dopo morto) ma è già tanto  che ci hai lasciato le tue poesie.


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