Cantando sotto la storia. Le canzoni del cinema, ricordi ed emozioni

Ultimo appuntamento con Cantando sotto  la storia, Auditorium di Roma, a cura di Gianni Borgna. Protagonista il cinema italiano e le canzoni che spesso sono diventate più celebri dello stesso film perseguendo una vita autonoma. Come sempre un itinerario a ritroso nel tempo che ci fa pensare, ricordare e sognare…

di Ester Ippolito

Le canzoni dei film: un patrimonio ricco e incredibile che ha da sempre accompagnato i nostri ricordi e le nostre emozioni. E’ stato questo il tema dell’ultimo appuntamento della serie Cantando sotto la storia (Canzoni applicate) il 29 maggio scorso all’Auditorium di Roma, proposto come sempre da Gianni Borgna in veste di conduttore e ricercatore di vicende storiche e chicche, in compagnia della splendida voce e capacità interpretativa di Roberta Albanesi che ha eseguito un bellissimo repertorio, e dei sapienti arrangiamenti al pianoforte di Cinzia Garganella. Come da copione, un alternarsi di parole, musica e manciate di storia, e sullo sfondo splendide foto d’epoca, locandine di film e video che ci hanno fatto rivivere avventure cinematografiche note, meno note, e talvolta sepolte nella memoria. E ci hanno fatto capire  la curiosa genesi di alcune canzoni che hanno connotato un certo film, e il percorso  autonomo dal film che alcuni branni hanno poi guadagnato.

Da Parlami d'amore Mariù a Mambo Italiano ...

La serata ha dunque proposto un altro viaggio affascinante nella musica più diversa, partendo dal lontano 1932 con la melodia eterna “Parlami d’amore Mariù”, colonna portante del film “Gli uomini che mascalzoni “ con il giovane Vittorio De Sica, ragalataci dal tono caldo di Roberta Albanesi. Il tour ha attraversato poi   il cinema del fascismo, detto dei telefoni bianchi, fino al neorealismo di Rossellini. Ed ecco  “Chisto è paese do sole” dal film “Viaggio in Italia”, 1954, di Roberto Rossellini , interprete femminile Ingrid Bergman, una full immersion realistica nel sud Italia degli anni 50 e come ricordo, più dello stesso film, un brano memorabile. Di diverso genere il film del 1955 “ Pane, amore..” di Dino Risi dove spicca il brano “Mambo Italiano” con l’esilarante interpretazione di danza di Sofia Loren con abbondanza di mosse e la spalla di Vittorio De Sica carabiniere.

Da  "Sinno me moro"  a " La vita è bella"

Fino ad arrivare agli anni 60 con la struggente e intensa “Sinnò me moro”, tratta dal film ”Un maledetto Imbroglio” del 1961 ispirato a  "Quer pasticciaccio di via Merulana” di Gadda, regia e interpretazione di Pietro Germi, che ha collaborato anche al testo del brano insieme al maestro Rustichelli, autore di tutta la colonna sonora del film. La canzone nel film è stata cantata dalla figlia del maestro Rustichelli, Alida Chelli. Ancora anni 60 con il film “La cuccagna”, 1962, di Luciano Salce, che ruota intorno al boom economico e vede un Luigi Tenco attore, “il James Dean italiano” nel ruolo di un rivoluzionario ante litteram che medita il suicidio con la fidanzata, e che interpreta "La Ballata dell'Eroe", una delle prime canzoni scritte da un giovanissimo Fabrizio De Andrè. Mentre l’originale film di Pierpaolo Pasolini “Che cosa sono le nuvole”, 1967, ci riporta alla mente l’omonima canzone cantata da Domenico Modugno. E ancora più vicini a noi “La stanza del figlio” di Nanni Moretti sottolinea in una scena la forza  del brano “ Insieme a te non ci sto più” della Caselli, canzone che deve essere significativa per il regista dal momento che ritorna in altri film, come ha sottolineato Borgna,  o la splendida canzone di Noa “La vita è bella”, legata all’omonimo film di Benigni. Senza natualmente scordare i maestri delle musiche del cinema, da Nino Rota ( il famoso valzer di Verdi arrangiato da Rota per il ballo del Gattopardo, come ci ha ricordato la Garganella), ad Ennio Morricone, che ha portato il suo intervento in collegamento video registrato. In questa ebbrezza di note e di ricordi, un gran finale a suggello di tutta la serie di questi incontri, tra storia e musica, con la canzone di De Gregori ”La storia siamo noi”. E un arrivederci alla prossima stagione.


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