Al Teatro Prati di Roma è in scena una piacevolissima farsa-commedia dal titolo “ ‘O TUONO ‘E MARZO” , scritta da Vincenzo Scarpetta (altro figlio di Eduardo Scarpetta). Un lavoro brillante e divertente che rientra nell’importante filone di scrittura teatrale che domina il teatro napoletano a cavallo tra fine Ottocento e inizi Novecento (in cui poi si affermeranno Eduardo e Peppino De Filippo). Repliche fino al primo marzo.
Si tratta di un lavoro che calza, come sempre, nello slogan del Teatro Prati (DOVE LA TRADIZIONE E’ DI CASA!), grazie anche alla accurata messa in scena realizzata da Fabio Gravina , che ne è il Direttore Artistico. Già all’apertura del sipario, non si può non notare ed apprezzare la raffinata cura che caratterizza le scene (spesso impreziosite da mobili e oggetti di squisito antiquariato) e i costumi, rigorosamente d’epoca (la commedia risale al 1912!). Questa osservazione serve per spiegare come il tutto ci riporti magicamente ad antiche atmosfere, di cui molti abbiamo sentito parlare e raccontare dai nostri padri o nonni. E che oggi vengono riproposte con la massima naturalezza a noi tutti che le apprezziamo come se fossero contemporanee!
Raccontare la trama è abbastanza complicato: Don Felice, ricco benestante, ma di genitori ignoti (la madre si è preoccupata di lui anonimamente in quanto figlio di un’avventura casuale) prende a servizio Turillo, un netturbino che, a quanto sembrerebbe, gli ha salvato la vita impedendo che fosse investito da un’automobile (allora una rarità!). Vorrebbe sposare Nannina, la figlia del prof. Saverio Borzillo (un vedovo, ma ancora con velleità di latin lover), che lo va a trovare con la sorella Sofia. Insomma, in casa casa di Don Felice è un continuo andirivieni di personaggi improbabili: in primis il cav. Morzetta, una specie di sensale tuttofare, che cerca lavori e lavoretti, sbriga pratiche di ogni genere e trova pure qualche padre... alla bisogna! Ed ecco ancora zio Alfonso, suo nipote don Mimi Cardillo, fidanzato con Ninetta (ovvero Giulietta Spina, con un dubbio passato da canzonettista a Milano).
Insomma, la matassa si ingarbuglia, ma si dipanerà a poco a poco, con ritmi veloci e il susseguirsi di scene di grande comicità. Basti pensare che ad un certo punto si vedranno due presunti figli che si contendono “materialmente” un presunto padre (proprio il rude Turillo!). Oggi, in tempi di DNA, la cosa sembra irreale, invece, rapportandoci all’epoca passata in cui si svolge la nostra farsa - commedia, la scena viene recepita come tra le più esilaranti di questo gradevolissimo lavoro.Di ottimo livello il cast nel suo complesso. Fabio Gravina domina la scena interpretando il rude personaggio di Turillo, che caratterizza benissimo. Accanto a lui brilla Corrado Taranto nel ruolo di Saverio Borzillo, vedovo ma ancora assai sensibile al fascino delle belle fanciulle, ad esempio Ninetta (ovvero la canzonettista), finemente interpretata da una bravissima Sara Scotto Di Luzio. Perfetto Eduardo Ricciardelli , nel ruolo di Felice, che sa essere autoritario ed affettuoso, così come Alida Tarallo nei panni dell’appassionata Sofia, una matura “signorina” che va alla ricerca di un figlio della colpa a suo tempo abbandonato; il cav. Morzetta, traffichino e insinuante è interpretato da un brillante Pierre Bresolin , mentre Luca Cardillo svolge con disinvoltura il ruolo di don Mimì (nipote di zio Alfonso) follemente innamorato di Ninetta (di cui ignora il passato). Michele Sibilio dà vita al colorito zio Alfonso, mentre la bravissima Sara Guardascione interpreta due ruoli (perfetta ed energica in Marietta, la cameriera, e poi Nannina, la figlia di don Saverio Borzillo). Alessandro Casola , infine, è il cameriere Ciccillo.
Alcune considerazioni sulla regia: Fabio Gravina si dimostra ancora una volta a suo agio, nel gestire e dirigere il complicato schema della farsa, cui imprime ritmi serrati e veloci, sfruttando ogni possibile spunto di comicità. L’uso particolare di una lunga pipa suscita ilarità sin dalle primissime battute. Tutto il lavoro, comunque, scorre e viaggia celermente secondo i canoni della migliore tradizione partenopea. Come si diceva, sono particolarmente suggestive le scene e i costumi firmati da Francesco De Summa , mentre le musiche originali sono del bravo Mariano Perrella . Ricordiamo anche la sarta di scena Nadia Montemagno e Stanislao Giuseppe Costabile , cui sono affidate le luci e i suoni di scena.
Complimenti a tutti! Uno spettacolo sicuramente da vedere, per un piacevole tuffo nel passato, o meglio nella tradizione: una serata di divertimento garantita, in un ambiente accogliente e raffinato !
Salvatore Scirè
Fino al 1 marzo 2026 TEATRO PRATI Via degli Scipioni, 98, Roma. Info e prenotazioni 06 39740503


Festa della Befana posticipata e bagnata (considerato il rinvio del 6 gennaio per maltempo), Festa della Befana ancora più bella e fortunata. Questo lo slogan della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia – Segreteria Provinciale di Roma che domenica 25 gennaio ha celebrato la 14^ edizione di Arriva LA BEFANA festa DEL POLIZIOTTO, kermesse spettacolo dedicata ai bambini e alle famiglie, con finalità di solidarietà e sostegno sociale organizzata e strutturata dal Segretario Provinciale Generale di Roma della CONSAP dott. Gianluca Guerrisi.