“Io denuncio.” Con queste parole si alzava, nel 1924, la voce limpida e coraggiosa di Giacomo Matteotti, in Parlamento e nel Paese, contro l’onda nera del fascismo nascente. A cento anni dalla sua morte, il teatro torna a farsi luogo di memoria attiva con “Matteotti. Anatomia di un fascismo”, un progetto di teatro civile che unisce la potenza della parola di Stefano Massini, la sensibilità scenica di Ottavia Piccolo e la forza musicale de I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. In scena al Teatro Vittoria di Roma dal 25 al 30 novembre 2025.
Tappa romana per questo spettacolo che sta attraversando l'Italia : una radiografia del fenomeno eversivo fascista che Matteotti seppe riconoscere e denunciare con lucidità assoluta, in un’Italia spesso incapace – o riluttante – a vedere il pericolo che cresceva dentro di sé. A cento anni di distanza sono Stefano Massini e Ottavia piccolo a prendersi l'impegno di parlare. Con forza e passione civile, “Matteotti. Anatomia di un fascismo” ripercorre la parabola di un uomo che ha saputo dire no, anche a costo della vita. Uno spettacolo necessario, per non dimenticare. Per riconoscere oggi i meccanismi dell’eversione che si traveste da ordine, e il silenzioso assenso che la rende possibile.
“Tempesta, così lo chiamavano. Uno col sangue caldo.”
È la voce e l’intensa interpretazione di Ottavia Piccolo a ripercorrere la vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti e con lei l’ascesa di un fenomeno che non cessa di essere attuale. Scritto da Stefano Massini, Matteotti - Anatomia di un fascismo è uno spettacolo che guarda al passato per meglio comprendere il presente, non solo attraverso le lenti della storia, ma con un appassionato ritratto di un uomo dal sangue caldo che qualcuno aveva soprannominato Tempesta. Quello di Ottavia Piccolo non è un monologo, ma un dialogo costante con I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, che intorno all’attrice si muovono, l’accompagnano, l’abbracciano. E ancora i video realizzati da Raffaella Rivi, che danno luce e consistenza alle frasi più significative. Un abile intreccio di musica (firmata da Enrico Fink) e parole, costruito e guidato dalla regia di Sandra Mangini.
Credit foto Antonio Viscido
Lo spettacolo è prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana. Nasce da un testo di Stefano Massini, per la regia di Sandra Mangini, con i video di Raffaella Rivi e le musiche di Enrico Fink. I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo sul palco sono: Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer, percussioni), Luca Roccia Baldini (basso), Massimo Ferri (chitarra), Gianni Micheli (clarinetto e basso), Mariel Tahiraj (violino), Enrico Fink flauto (ewi). La scena è di Federico Pian, le luci di Paolo Pollo Rodighiero, i costumi sono a cura di Lauretta Salvagnin. Il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria - Castelmonte onlus, il tecnico delle luci è Emilio Bucci. Il coordinamento tecnico è di Paolo Bracciali, l’organizzazione di Stefania Sandroni e in amministrazione c’è Rossana Zurli. Il fonico è Vanni Bartolini e il macchinista Lucia Baricci. La durata dello spettacolo è di 70 minuti.


“Sport e inclusione: oltre ogni barriera” in primo piano a Genzano di Roma sabato 17 gennaio alle ore 10 nella sala Convegni dell’Istituto Salesiano Don Versiglia ( viale Giuseppe Mazzini 11). Organizzato dalle associazioni T.P.C. Tempo per Crescere Aps e In–Forma Lab Asd con il patrocinio del Comune di Genzano di Roma, CIP (Comitato Italiano Paralimpico), Sport E Salute e inSEGNIamo Aps , il convegno , aperto al pubblico, porta al centro lo sport ponendo l’accento sull’imprescindibilità dell’inclusione, a tutela del benessere e della salute dei soggetti con difficoltà psicomotorie.