"Donne e Derivati" di Sergio Siciliano in scena a Roma. 11 e 12 dicembre

Sergio Siciliano è autore e interprete di “Donne e Derivati”, con la regia di Maria De Luca, sabato 11 dicembre alle 21 e domenica 12 dicembre alle 19 presso lo Spazio Artistico di Via Ottaviano Petrucci 12, a Torrimpietra....una graffiante verità...la violenza domestica. 

E' uno spettacolo tra parole e musica che ha già  debuttato a Lecce in due spazi esclusivi, il Kale Kora e a Parco Raho,  con un successo di pubblico e critica inaspettati. 

Siamo in scena io e 2 musicisti (ho due formazioni, una salentina e una romana-spiega Sergio Siciliano- e sono tutti maestri di orchestra; nel Salento Luigi Botrugno al piano e Ovidio Venturoso alla batteria/percussioni, mentre a Roma ci sono Francesco Di Gilio al piano e Alessandro Picucci alla batteria /percussioni).  “Donne e Derivati è uno spettacolo apparentemente leggero, -ancora  Siciliano - parla di donne in tutte le loro sfumature, dall'identificazione dell'uomo ideale alla conoscenza del proprio corpo, conducendo per mano lo spettatore in una graffiante verità: la violenza domestica. Lo hanno definito lo spettacolo dalla semplice crudeltà, un abbraccio alle anime delle donne...uno schiaffo sulle coscienze degli uomini. Il finale assolutamente sorprendente è una vera sferzata di positività e voglia di vivere i cambiamenti che solo la forza, il coraggio e la consapevolezza ci consentono di affrontare”.

Sinossi

(Se con il tacco ti vedrai alta, con l’amore per te stessa ti vedrai immensa. Frida Kahlo) Pola è austera ed elegante, appare distaccata e sarcastica ma il suo è un animo sensibile, perché conduce ad osservare la realtà oltre l’apparenza, i luoghi comuni e lo fa con ironia. Pola è l’essenza della parte femminile che vive in ogni uomo è che il più delle volte è tenuta nascosta per pudore, perché così vuole la società retrograda e perbenista. Il suo racconto è basato sulle pseudo verità che regolano le scelte e tendenze sessuali, sulla ricerca dell’uomo ideale, anche queste condizionate dal giudizio e dal pregiudizio. Pola riesce a svestirsi delle sovrastrutture e della falsità, riuscendo ad essere sincera fino in fondo, senza nascondere nulla, fino a farci percepire anche la sofferenza che le lacera l’anima. Ed proprio allora che si percepisce la sua autenticità, che ci avvicina a lei in modo empatico, facendo diventare nostro il dolore che provoca la violenza di un essere umano su di un altro. Pola con intelligenza, autoironia riesce a trovare il coraggio di celebrare infine il valore della diversità e il sacrosanto diritto di ogni essere umano di mostrarsi per quello che è e che sente, battendosi con tutta la forza contro il sopruso e la discriminazione. E ancora non smette di stupirci con il colpo di scena finale della sua trasformazione. Uno spettacolo coraggioso e intenso, dove accompagnati dalla musica ci mettiamo in viaggio alla scoperta di terre sconosciute. Maria De Luca 


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