Don Backy, carta e penna, termina la sua trilogia

"Io son sicuro che
in questa grande immensità
qualcuno pensa un poco a me
e non mi scorderà”
( L'immensità)

Un personaggio poliedrico che sta raccontando  60 anni di vita e di carriera in  una serie di libri. A breve l'uscita del terzo volume “Storia di altre strade” (1980-1989). E che non sarà l'ultimo


di Elio Ippolito

Ci sono persone che intrigano subito la curiosità di un cronista, per la singolarità e la poliedricità della loro fantasia. Non hanno studiato magari per fare un certo mestiere, eppure lo fanno, con un’invenzione in più, qualche volta incorretti, ma sempre interessanti più degli altri, spesso geniali. Il mio amico Aldo Caponi (Don Backy ndr) è uno di questi. Nei famigerati anni ’60 non era un musicista, eppure era il più creativo autore del Clan Celentano, non aveva voce affinata, eppure era diventato cantante non banale. I suoi successi, l’Immensità, Canzone, sono vere immagini di un epoca, e fecero schiattare d’invidia i cosiddetti ‘autori patentati’, a chi pensava che i cantautori impegnati fossero altri. E lui rideva. Don Backy non dimenticava le sue radici, la sua terra ironica e anarchica”.

Sono parole che Gianni Minà ha dedicato a suo tempo al toscano Don Backy, eterno ribelle e icona musicale degli anni sessanta, che ha coronato nel 2010 i suoi 50 anni di carriera  regalando ai suoi innumerevoli ammiratori un cofanetto contenente un cd e un dvd intitolato “50 anni di mestiere delle canzoni” distribuito da Edel all’inizio del 2011. Personalità eclettica, è stato ed è cantante, attore, poeta, pittore e scrittore…Uno dei suoi impegni più importanti, tra una nota e l’altra, è oggi sicuramente quello di  scrittore, spinto dall'esigenza di ripercorrere la sua vita e carriera artistica. Da qui  è nata una vera e propria trilogia dedicata  ai suoi 60 anni. Una documentazione  dell’epoca, uno  sfogo e tante  verità , anche  sui clamorosi contrasti  che hanno contrassegnato il suo percorso musicale  ( l’abbandono del Clan di Celentano), esperienze umane e artistiche, allargando lo sguardo e il pensiero alle cose del mondo. Il tutto con dovizia di  immagini  dell’epoca. Questo  impegno   si è  già articolato  in  tre pubblicazioni, e  in una quarta prossima ventura: il  2008  è stato l’anno  di “Questa è la storia” relativa al periodo 1955-69; il 2009  di “Storia di altre storie” (1970-1979), e attualmente è in fase di uscita “Storia di altre strade” (1980-1989).

Don, raccontaci qualcosa di questo tuo “ Storia di altre strade”…

E’ una “storia” alla quale tengo moltissimo. Anzi, mi  trovi  in un momento di grande ansia per il nuovo  libro dal momento che ho avuto  qualche contrattempo con la cianografia e sto aspettando  di dare il mio assenso per la stampa. Spero proprio, come era nei miei propositi, di poter far arrivare il volume, di 280 pagine, sugli scaffali delle librerie (centro/nord e alcune città del sud Italia) il più presto possibile e comunque prima delle festività natalizie.

Finita questa fatica, pensi di metterti a scrivere qualcos’altro?

Veramente sì. Da quando anni fa  ho pubblicato “Questa è la storia”, che rappresenta il primo capitolo (1955/1969) delle mie esperienze nel mondo artistico e non solo, sento la necessità di completare il mio percorso raccontando l’ulteriore  periodo che va dal 1990 al 2005. Ho conservato appunti, documentazioni e quanto altro sarà necessario per far conoscere incontri, scambi, avvenimenti  della mia vita. Sarà il  completamento di un ciclo. Per la verità ancora non ho in mente alcun titolo e non so se ci sarà ancora  la parola storia che ho usato anche nel secondo libro (“Storia di altre storie”, 1970/1979).

Nel frattempo hai  trascurato la tua attività di cantante?

Niente affatto, cantare rappresenta sempre il mio mestiere nonostante le  difficoltà del mercato odierno e di  questa dannata crisi. Con i tagli effettuati alle istituzioni, pro loco e enti locali, si  preferisce  far esibire giovani musicisti e cover band di gruppi famosi negli anni 60. In tal modo le spese sono contenute, intorno ai mille euro, e tutti sono felici.

Hai un circuito preferenziale per le tue serate musicali?

Sinceramente no, questa estate ho fatto delle serate col mio gruppo (chitarra,basso e batteria) in varie piazze e paesi della Puglia, Calabria, Sardegna,Veneto e Emilia Romagna. Mi sono divertito in particolare a Monte Brullo vicino  Faenza e a Coriano, paesini deliziosi.

Nella tua carriera c’è  stato anche il cinema: ti manca ?

Beh, più che nostalgia , provo rammarico perché volevo fare e dare di più: sarebbe stato il mio completamento, visto che il solo cantare non mi bastava. Leggo spesso le recensioni di quel periodo e sono legato ad una in particolare del 1988, in cui si diceva che, paragonato ad altri colleghi, avrei meritato un maggiore spazio sugli schermi…

Cosa sai di un progetto di Peppe Servillo con cinque  musicisti, dal titolo   “Memorie di Adriano” dedicato alle canzoni del Clan in programma  al Parco della Musica di Roma a dicembre?

Dopo una pausa non tanto breve….
Non ne so nulla, me lo stai dicendo tu….

Voleva essere una provocazione ma “la volpe” Don ha glissato con  delicato
“savoir fare” !


www.donbacky.it


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