Mogol, 50 anni di successi… e ancora non basta

Nello scenario del Campidoglio  Mogol e Luca Barbarossa hanno raccontato 50 anni di musica. Dal sodalizio musicale e poetico con Lucio Battisti a tanti altri incontri  felici: da Mina a Gianni Morandi, da Gianni Bella a Riccardo Cocciante

di Elio  Ippolito


Canzoni famose e legate a tutti noi, intensi  ricordi, intrecci di personaggi, emozioni, battute, nuovi talenti: tutto questo è andato in scena nella piazza del Campidoglio in occasione dei festeggiamenti dei 50 anni di carriera di Giulio
Rapetti, in arte Mogol.

Festeggiamenti che si sono consumati, creando tante vibrazioni nel pubblico, grazie  agli interventi musicali di alcuni allievi e docenti del CET (Centro Europeo di Toscolano), la scuola musicale  creata  da  Mogol, con sede in Umbria (tra questi Davide, Federico Florio, Paola, Carlotta, Btwins ,Simone Partigianoni ecc….),  grazie all’accompagnamento della band  New Scarlet, alla partecipazione dell’amico Mario Lavezzi, e alla conduzione  piacevolissima  di Luca Barbarossa, uno  strepitoso intrattenitore (evidentemente le sue frequentazioni in radio e spettacoli in coppia con Marcorè gli fanno bene) ,e splendido cinquantenne che, iniziando  a sfogliare   l’album dei ricordi di questi 50 anni, ha  definito  il 1961  “davvero un anno simbolo e fortunato” in quanto nasceva lui e…Mogol vinceva il Festival di Sanremo con “ Al di là”,  brano scritto  con musica di Donida e cantato da Luciano Tajoli e Betty Curtis. Canzone che ha aperto lo spettacolo con la voce di Arianna Russo, dopo un famoso  brano al pianoforte di Gianni Bella eseguito da Gioni Barbera. Se a Mogol si affianca immediatamente  il genio di Lucio  Battisti per il loro sodalizio musicale e poetico (100 canzoni), che ha  regalato tante emozioni a  intere generazioni fino ai nostri giorni, molteplici sono stati gli incontri artistici di Mogol : Mina, con 28 canzoni, Luigi Tenco, Nicola Di Bari, Gianni Morandi, Gianni Bella, al quale sono andati  un omaggio canoro particolare interpretato   da Luca Barbarossa (“L’emozione non ha voce”) e un applauso speciale come augurio per la sua salute. Lo spettacolo si è dipanato con una  scaletta ricca di motivi cari - La Compagnia, Sincerità e La Pace  ( di Giuseppe Anastasi), Anche per te, Con il nastro rosa (Simone Partigianoni),  Se stasera sono qui, Nessun dolore, Stessa spiaggia stesso mare, Prendi una matita… fino al gran finale con Il mio canto libero , libero come era Battisti, e La canzone del Sole, in un grande coro tra pubblico e artisti, compreso Mogol. Tutta questa armonia è stata miscelata  da  aneddoti e amarcord  dello stesso Mogol  sulla genesi di  alcune canzoni (  Emozioni…alla guida della sua macchina), sul confronto con alcuni artisti ( lo strimpellare di Nicola di Bari e gli arrangiamenti di Lavezzi per arrivare al capolavoro de  La prima cosa bella), le confidenze di Luigi Tenco alla vigilia del suo ultimo  Sanremo, i consigli a Cocciante. Belle cose che fanno tutte parte dei nostri 50 anni di vita e di ascolto…   Il poeta  Mogol ha anche sottolineato l’importanza della libertà e  del saper trasmettere emozioni …“ non a  tutti gli artisti succede, ma a personaggi come Dylan, Battisti e Vasco Rossi senz’altro sì”, invitando peraltro a scoprire il talento musicale che può essere in tutti noi. 
Ma a Mogol non  basta  il traguardo raggiunto: c’è ancora molto da fare. E il suo  fido amico  e musicista Mario Lavezzi, detto “ farfalla”, ha annunciato sul palco la imminente uscita di un nuovo CD di canzoni elaborato con Mogol.Una   di queste, già frequentissima in radio - “ Non è una buona idea”-  è stata presentata (con l’ausilio delle basi) dallo stesso Lavezzi.
Due annotazioni: forse una “nota stonata” la  rivisitazione di “Se stasera sono qui”, cantata da Carlotta in  una versione quasi sexy. La bravissima Carlotta, con grandi capacità canore e presenza scenica molto matura, ha voluto giocarsi il suo jolly con risultati incerti. La seconda è una promessa non mantenuta: in conferenza stampa Mogol aveva annunciato la sua intenzione di far eseguire, prima o poi, la canzone di Battisti, rischiando anche la galera,  “Il paradiso non è qui”, brano bloccato da un  impasse burocratico. Occasione mancata?
Lo spettacolo, offerto a titolo gratuito, è stato  promosso  dall’Assessorato alle Politiche culturali e Centro storico di Roma Capitale.

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