Librindanza, la danza si fa letteratura

Librindanza  ha caratterizzato il maggio  romano presso l’Accademia di Nazionale di Danza. La Biblioteca  Nazionale di Danza ha infatti  presentato un ciclo di conferenze e di novità editoriali  che illuminano il mondo della danza creando un dialogo “ fra testo e scena”

 

di Ilaria Mandoli

Librindanza : questo  l’evento promosso dalla Biblioteca  Nazionale di  Danza  nel maggio scorso presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, diretta da Margherita Parrilla, presentando ad appassionati e grande  pubblico una serie di incontri e di novità editoriali dedicati al mondo della danza “creando un dialogo tra testo e scena”.   "Maggio, mese  dei libri e delle rose, è un momento propizio  per presentare  alcune interessanti  novità editoriali sul mondo della danza…parlo di rose anche per  la vicinanza dell’Accademia al Roseto Comunale, in pieno fiorire -  ha spiegato   la responsabile  della biblioteca Manuela Canali, sottolineando   l’impegno a  rendere sempre più viva e dinamica l’istituzione della Biblioteca all’interno dell’Accademia che è un  luogo per eccellenza di formazione del sapere teorico e  pratico.

La storia della danza italiana

Ha aperto la serie delle presentazioni  il  volume di Josè Sasportè ”Storia della danza italiana, dalle  origini ai giorni nostri”, edizioni EDT, un testo che grazie agli interventi di vari studiosi ripercorre sei secoli di danza teatrale in Italia, paese che, secondo il curatore dell’opera, ha rappresentato un motore importante nella evoluzione di questa arte:  la fioritura dei balli spettacolari nell’Italia delle corti rinascimentali, la nascita del ballo teatrale, la comparsa della figura del maestro di ballo, la danza barocca, il balletto romantico, le grandi stelle italiane e il legame con l’ambiente risorgimentale, l’impatto con i balletti Russi, lo sviluppo delle grandi compagnie del novecento.

Danza, Rinascimento e buone maniere nell’opera di Pontremoli

Rimanendo nell’ambito storico, ecco l’opera di Alessandro Pontremoli,  studioso e docente universitario “Danza e Rinascimento. Cultura coerica e buone maniere  nella società del XV°  secolo”, Ephemeria editrice, presentato con  affetto e  stima nei confronti dell’autore e cognizione di causa  sui temi trattati  da Ornella di Tondo, storica ed etnocoreologa, da Flavia Pappacena, studiosa delle danze dal XVIII e XIX secolo, e da Barbara Sparti, studiosa della danza dei secoli dal  XV al XVII secolo e docente all’Università di Urbino. Il lavoro di Pontremoli, uno studioso della danza con riscontri pratici della sua passione con la compagnia di danza Il Leoncello, riassume un po’ lo studio e la ricerca di 25 anni  di passione per le danze del 400, proponendo una  raccolta  di alcuni  suoi saggi completamente  rivisitati e proposti in una luce nuova, che diventano  un’accurata indagine  sulla corte del Quattrocento, culla della cultura umanistica, dove la festa e la danza, insieme alle “buone maniere”,  rappresentano  uno dei modi di espressione  della cultura della corte e della classe dirigente che si va formando. Tratti , comportamenti  e modalità di danza arrivati a noi attraverso  i primi trattati di ballo  curati  da una figura sempre più importante quale il  maestro di ballo. “L’opera di Pontremoli, che si articola in otto capitoli - ha annotato Ornella Di Tondo -  si legge d’un fiato, grazie   alla sua chiarezza concettuale e a un  bell’italiano. Si  tratta di un insieme di scritti sulla danza del Rinascimento “ripensati”  e quasi scritti ex novo,  che ci portano nel mondo della “coreica”, termine usato dall’autore  più vicino al coreuta, nel  mondo rinascimentale  delle buone maniere e della danza, disciplina grazie alla quale veniva codificato  il comportamento corretto  del gentiluomo  e futuro uomo di potere, a distinguo delle classi plebee. I principi base  :l’eleganza e la mancanza di volgarità, il controllo del corpo, l’etichetta”. Dall’opera di Pontremoli emerge in modo netto l’importanza dei trattati di ballo, fonti  preziose delle prime teorie artistiche della danza  atte a  conservare e tramandare una esperienza memorabile di cui è lecito, attraverso ulteriori studi, osservare  “ i mutamenti,  la trasmissione, la persistenza e il tramonto di pratiche e tecniche attraverso lo sguardo degli spettatori coevi…”.    Per rendere più vivo questo approccio alla danza del 400  la studiosa Barbara Spalti, che nel 1975 ha formato il suo Gruppo di danza Rinascimentale,  ha offerto la visione e  commentato alcuni video relativi a danze classiche del periodo e rappresentate a Roma al Teatro Olimpico  nel 1983 nella stagione dell’Accademia Filarmonica Romana. “Lo spettacolo – come ci ha spiegato  l'esperta  Claudia Celi, Il Teatro della Memoria,  - si intitolava "Il Banchetto Musicale". In particolare  le danze tratte da quel video ( e ripreso nella nostra Video Gallery  ndr) sono Tessara, Verçeppe, Mercantia e Sobria”. Più alcune immagine tratte da " Cupido". Uno stile elegante, reso prezioso dai costumi,  arte del corteggiamento da parte degli uomini, civetteria o riserbo da parte delle figure femminili attraverso passi aggraziati e salterelli.

L'autore

Alessandro Pontremoli è professore associato di Storia della danza e del mimo nell’Università degli Studi di Torino. È autore di numerosi saggi sulle forme e le estetiche coreiche, in particolare dei secoli dal XV al XVIII. Fra i suoi volumi più recenti: Storia della danza dal Medioevo ai giorni nostri (Firenze, 2002); La danza. Storia, teoria, estetica nel Novecento (Roma–Bari, 2004); Anna Sagna (con E. Zo, Torino, 2005). Ha curato: L’Italia e la danza. Storie e rappresentazioni, stili e tecniche tra teatro, tradizioni popolari e società (con G. Poesio, Roma, 2008); Sara Acquarone. Una coreografa moderna in Italia (Torino, 2009); La disciplina coreologica in Europa. Problemi e prospettive ( C. Nocilli, Roma, 2010).

Gli  altri libri presentati nel corso della rassegna Librindanza 2012

Maria Pia D’Orazi, Il Corpo Eretico, CasediLibri, Padova,2008

Flavia Pappacena, Il Linguaggio della danza classica. Guida all’interpretazione delle fonti iconografiche,  Gremese, Roma,2012-06-01

Bruno Ravnikar, Cinetografia e ballo popolare. Analisi e rappresentazione grafica della danza tradizionale, Gremese, Roma

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