A Roma "ALPHONSE MUCHA. Un trionfo di bellezza e seduzione". Fino all'8 marzo

"Un sogno", "Una mostra imperdibile", "Un viaggio nella grande bellezza". Così è stata  definita   la grande mostra Alphonse Mucha, un trionfo di bellezza e seduzione, curata da Arthemisia, presentata  a Palazzo Bonaparte  e che sarà visitabile dall' 8 ottobre all'8 marzo 2026. Arte eterna, bellezza universale, accessibilità a tutti...sono  alcune delle chiavi artistiche di Mucha, artista ceco di adozione parigina, padre dell' Art Nouveau. Le 150 opere esposte dell'artista   sono calate in un allestimento  molto curato e ricco di atmosfera e con contorni di ulteriore bellezza: statue antiche, alcuni quadri di Boldini, la Semiramide di Saccaggi, e prestito incredibile da parte dei Musei Reali di Torino, la Venere di Botticelli, archetipo di bellezza. E poi suoni, profumi, arredi, gioielli per riportare il visitatore tra fine ottocento e i primi del novecento. 

"ALPHONSE MUCHA Un trionfo di bellezza e seduzione" 8 ottobre 2025 – 8 marzo 2026 Palazzo Bonaparte, Roma, è la mostra  più attesa dell’anno, in grado di unire con armonia   il fascino dell’Art Nouveau , movimento artistico internazionale ( 1880 e il 1910), noto in Italia come Stile Liberty, attraverso i capolavori di Alphonse Mucha con la maestosità  di  un’ospite di eccezione- la “Venere” di Botticelli - rendendo  così  omaggio al fascino femminile senza tempo e alla bellezza universale.  

La mostra, prodotta e organizzata da Arthemisia con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino, in partnership con Generali Valore Cultura e la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale,  curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti, presenta la  più  ampia retrospettiva mai dedicata ad Alphonse Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860 – Praga, 14 luglio 1939), artista ceco di adozione parigina, padre e maestro indiscusso di quello stile raffinato e sensuale che ha rivoluzionato l’immaginario visivo di ogni tempo, proponendo un viaggio   attraverso l’intera opera di Mucha,  dal periodo parigino dei manifesti  all'epoca slava, passando dalla sua vicinanza alla fotografia  fino alla sua  fase spirituale, quando fu attratto dal misticismo, occultismo e teosofia. Una collezione mirabile di capolavori che mette al centro l'ideale della bellezza -  bellezza  della natura e della donna - trasfigurando attraverso immagini delicate oniriche, floreali e ricche di simboli,   il suo legame con il Rinascimento  e con l'opera classica. 

 "Per celebrare i nostri 25 anni di attività nell'arte- ha  affermato la presidente  Iole  Siena di Arthemisia introducendo la mostra-  abbiamo scelto di fare  un omaggio alla bellezza   universale e alle donne.  Ci siamo anche chiesti se era opportuno, in un momento storico difficile e doloroso,  immergersi in queste  immagini.  La risposta è stata affermativa perchè l 'arte è consolatoria, e ci fa capire che ì'uomo sa anche creare bellezza,  e questo diventa anche un messaggio di speranza". Perchè la bellezza senza tempo, trasfigurata dall'arte,  è un pò il fil rouge che caratterizza questa mostra. In questa apoteosi di bellezza. infatti,  Mucha non è solo ma circondato  da   " un contorno di bellezza".

Sono infatti esposte anche straordinarie opere archeologiche e rinascimentali,  capolavori dell’Ottocento con l’eleganza de La contessa De Rasty (1879) di Boldini per giungere finalmente al Novecento con la sontuosa Semiramide (A Babilonia) del 1905 di Saccaggi. Ospite d’onore della mostra è la Venere di Botticelli (1485-1490), prestata in via del tutto eccezionale dai Musei Reali – Galleria Sabauda di Torino, perfetta sintesi del concetto di bellezza e seduzione. La Venere, icona e testimonial mondiale del fascino senza tempo, stabilisce un ponte ideale tra l’arte rinascimentale e l’Art Nouveau. Il capolavoro quattrocentesco, recentemente oggetto di approfondite indagini diagnostiche, dialoga sorprendentemente con le figure femminili di Mucha, rivelando come l’ideale di bellezza attraversi i secoli con continuità straordinaria. Inoltre, il percorso espositivo è arricchito da arredi, mobili d'epoca, oggetti Art Nouveau, gioielli, per far immergere  il visitatore in un'atmosfera particolare  e sensoriale che regala  anche musica e profumi, quest'ultimi con la collaborazione di Laura Bosetti. 

Attraverso la visione  dei suoi celebri manifesti teatrali, pannelli decorativi, calendari e illustrazioni, accanto allo  stupore  che nasce davanti alle sue immagini femminili, legate al teatro o simboli delle quattro stagioni, figure sensuali ed eleganti,  ritratte con leggerezza e grazia ,   tra fiori, linee morbide e atmosfere oniriche –  si materializza anche l'  estetica  etica di Mucha  che gli fa dire:  "La missione dell'artista  è di insegnare al popolo ad amare la bellezza". O "L'arte svolge un ruolo fondamentale nella crescita spirituale dell'ìuomo. eleva lo spirito umano attraverso l'armonia e la bellezza verso una moralità superiore"-  Non " art pour l'art", dunque,  ma tra le sue linee delicate , i colori, la morbidezza, gli sguardi, i capelli fluenti delle sue donne,  l'arte si pone una missione a beneficio di tutti.  

Mucha  è stato un artista innovatore, un comunicatore che  ancora oggi ispira  moda, grafica e design contemporaneo.  I suoi celebri manifesti pubblicitari – come quelli dedicati a Sarah Bernhardt o ai profumi e ai liquori parigini – non solo resero popolare l’arte grafica, ma trasformarono il linguaggio visivo del suo tempo. E con grande poesia ci ha  lasciato queste opere dedicate al femminile  frutto della sua fascinazione  per una donna moderna e forte , protagonista di una nuova scena sociale.-  

La Mostra è divisa in cinque sezioni : Donne, Icone e Muse, Spiritualità, Parigi, Botticelli e Mucha, Il fascino della bellezza tra antico e moderno, Ritorno in patria, Lo stile ed eredità Mucha. 

Con questa splendida  mostra Palazzo Bonaparte si consacra ancora una volta come Tempio dell'arte  .E nel  2026 sarà nuovamente sede di esposizioni  di livello :  in primavera – in occasione dei 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone – la più completa mostra mai dedicata in Italia ad Hokusai, il più grande pittore e incisore giapponese e, in autunno, una eccezionale esposizione su Kandinskij, padre fondatore dell'astrattismo.

Ester Ippolito

 

La MOstra di ALPHONSE MUCHA  vede  il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica Ceca e del Centro Ceco presso Ambasciata della Repubblica Ceca. La  la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino. La curatela è di Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti. La mostra è in partnership con Generali Valore Cultura. Main partner della mostra la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e con Poema. La mostra vede come special partner Ricola, radio partner Dimensione Suono Soft, media partner la Repubblica, hospitality partner Hotel de Russie e Hotel de la Ville, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, sponsor tecnico Ferrari Trento e con il supporto tecnico del Mucha Museum e di Prague City Tourism. Il catalogo è edito da Moebius.


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