Orchestra di Piazza Vittorio, il ritmo del mondo

L’OPV ha festeggiato all’Auditorium di  Roma  i suoi  primi 10 anni di attività e di armonia, registrando il quarto disco “10 e lode”. Il sound e lo spirito di 4 continenti  e 11 nazionalità, il viaggio di ognuno, l’incontro di tutti…

di Ilaria  Mandoli

Un compleanno importante, 10 anni, un nuovo  disco “10 e lode” con brani inediti, tre concerti  all’Auditorium di Roma (Sala Sinopoli, 19, 20,21 marzo) per festeggiare questo anniversario  che segna  l’unione di uomini  provenienti da vari paesi, legati dall’amore della musica, che hanno messo insieme  i propri ritmi e sound e le loro peculiarità  musicali, con l’obiettivo comune di elaborare  una nuova musica  frutto del loro incontro e del loro viaggio continuo. Sì, perché come viene sottolineato,  l’orchestra   si basa su due aspetti fondamentali: il viaggio e l’incontro. “Il viaggio dei musicisti dalla terra nativa verso Roma, l’incontro dei musicisti e del loro repertori, il viaggio dell’Orchestra, in occasione dei tour,  lungo nuove strade”. Risale proprio al 20 marzo del 2002 il primo concerto di questa orchestra multietnica, diretta da Mario Tronco, che nella zona dell’ Esquilino (Piazza Vittorio) ha scoperto  tante anime musicali  con le quali ha  intrapreso  un cammino comune, registrando a oggi circa 300 concerti realizzati nei cinque continenti, e 3 album (il quarto è quello registrato in occasione dell’attuale  anniversario, etichetta Parco della Musica Records, edizioni musicali The FabMax Company). Dal 2009 l'Orchestra di Piazza Vittorio si è esibita in vari festival europei  anche con il riadattamento de Il flauto magico di W.A. Mozart.

La grande festa

Stati Uniti d’America,  Brasile, Ecuador, Argentina, Cuba, Inghilterra, Ungheria, Italia, India, Tunisia, Senegal , sono questi i paesi d’origine  dei musicisti che si sono esibiti sul palco  dell’Auditorium trasmettendo  la loro multiculturalità, nei ritmi e negli strumenti usati,  accendendo uno forte scambio con il pubblico e  presentando canzoni legate  ai loro sentimenti, alle loro avventure  umane, alle loro sensazioni, e nate spesso dalle storie che gli artisti si sono raccontati durante le ore di viaggio dei tour nazionali e internazionali. Dalla voce del  cantante tunisino  con intensa musicalità araba, che  racconta storie di fuggitivi in cerca di una nuova patria, e che scelgono  di vivere  nella propria zattera  per essere sicuri di rimanere liberi (L’isola di legno), alla bellezza del navigare  espressa dal brasiliano Evandro Cesar Dos Reis, alla preghiera  in stile africano. Oppure come l’originale Lemoncelo, interpretato dalla musicista e cantante folk inglese Sylvie Lewis, in ricordo del suo primo assaggio di limoncello in quel di Ravello,  e ancora da  Evandro, andando a  creare una miscela incredibile di stili diversi  pienamente armonici tra loro. E tanto altro ancora, per finire  con la  salsa  di Si Dios fuera negro, dell’ecuadoregno Carlos Paz ( vedi VideoGallery). Le serate dell’Auditorium sono state precedute dalla partecipazione della band  a varie trasmissioni televisive e radiofoniche per presentare spettacolo e disco.  Ballare Viaggiando ha  incontrato alcuni rappresentanti dell ’OPV   nello studio di registrazione di Radio2 Social Club la trasmissione condotta  da Luca Barbarossa,  la prima che ha ospitato  la band e  alcuni  dei  suoi   brani inediti in anteprima assoluta: momenti intensi di musica e di impegno  anche lontani dal grande pubblico, cui si riferiscono queste foto.

I concerti  hanno dato spazio alla Campagna “Acqua al centro” di AMREF Italia, un impegno per portare    acqua pulita e sicura a migliaia di bambini, donne, uomini africani attraverso la costruzione di pozzi, cisterne e acquedotti.

Vedi Video  (Musica/"Si Dios fuera negro")

I musicisti:

Houcine Ataa – Tunisia - voce
Peppe D’Argenzio – Italia - sax baritono, clarinetto basso
Evandro Cesar Dos Reis – Brasile - voce, chitarra classica\elettrica, cavaquinho
Omar Lopez Valle – Cuba - tromba, flicorno
Awalys Ernesto “El Kiri” Lopez Maturell – Cuba - batteria, congas, mani, piedi e cori
John Maida - Stati Uniti - violino
Eszter Nagypal – Ungheria - violoncello
Gaia Orsoni – Italia - viola
Carlos Paz – Ecuador - voce, flauti andini
Pino Pecorelli – Italia - contrabbasso, basso elettrico
Raul “Cuervo” Scebba – Argentina - marimba, glockenspiel, congas, percussioni varie
El Hadji “Pap” Yeri Samb – Senegal - voce, djembe, dumdum, sabar, shaker
“Kaw” Dialy Mady Sissoko – Mali - voce, kora, piede
Giuseppe Smaldino - Italia, corno
Ziad Trabelsi – Tunisia - oud, voce
Mario Tronco – Italia - direttore artistico - piano fender
Mohammed Bilal - India - armonium, castagnette (ex membro)
Amrit Hussain - India - tabla (ex membro)


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