Roma Europa Festival..al via la danza con Furia e Xenos

Dal 17 settembre al 24 novembre 377 artisti provenienti da 27 paesi sono protagonisti dei 126 eventi in scena in 22 palcoscenici della capitale tra danza, teatro, musica, arti digitali e kids. Sono i numeri della XXXIV edizione del Romaeuropa Festival, un paesaggio vario e stratificato in cui si ammirano riti ancestrali e cultura urbana, radici spezzate e migrazioni forzose, realismo globale e intelligenza artificiale.E uno stretto legame con la città.

 

“Landscape” è, infatti, il titolo suggerito dalla Presidente della Fondazione Romaeuropa Monique Veaute e dal Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi per questa edizione: un invito ad attraversare il festival come se fosse una mappa della geografia del nostro mondo tra virtualità e realtà, oniriche proiezioni di futuri possibili e affondi nell’ambiguità del nostro quotidiano, costruendo un tempo ludico ma senza mai rinunciare alla “complessità”. Per legare questa mappa ideale alla città, Romaeuropa invade vie e quartieri con i colori e le grafiche elaborate da Valeria Crociata: un allestimento urbano di stendardi trasforma l’immagine del festival in segno artistico per abbracciare non solo il cuore di Roma ma anche le sue periferie.

La doppia inaugurazione del REf19 vedrà in scena il 17 settembre all’Auditorium Parco della Musica (in replica fino al 19) la prima italiana di Furia, spettacolo (presentato con il patrocinio dell’Ambasciata del Brasile) firmato dalla coreografa Lia Rodrigues, per la prima volta a Roma con la sua pratica coreografica capace di unire alla visionarietà della danza un saldo lavoro all’interno del territorio brasiliano. Segue, in questo doppio opening, la prima italiana di XENOS (dal 18 al 20 settembre al Teatro Argentina) del celebre coreografo anglo-bengalese Akram Khan che firma il suo ultimo solo di lunga durata accompagnato da un ensemble diretto da Vincenzo Lamagna. Lo spettacolo è presentato con il sostegno del British Council, con il patrocinio dell’Ambasciata Britannica e in network con Torinodanza.

 

Furia....è energia. Danza contemporanea e musica rituale della Nuova Caledonia

Furia è «un “tableau vivant”, ricco di energie (…) non attiene solo all’essere “furiosi” (…) è l’energia che si mette nella creazione artistica; è un incontro di significati. Siamo sul palco, possiamo parlare di sogni, di possibilità di fuga» afferma la coreografa brasiliana Lia Rodrigues nell’intervista realizzata per il programma di sala dello spettacolo presentato dal 17 al 19 settembre all’Auditorium Parco della Musica come inaugurazione del REf19. Figura di riferimento del panorama brasiliano, Rodrigues lavora dal 2004 all’interno della favela di Marè, con i suoi circa 130mila abitanti una delle più grandi di Rio de Janeiro. Qui, nel 2009 fonda l’Art Centre of Marè e nel 2011 la Escola livre de Danças da Maré e sviluppa un percorso che coniuga pedagogia e danza, creazione artistica e cittadinanza consapevole radicandosi profondamente nel territorio che lo ospita e costruendo un dialogo con i suoi abitanti. Non a caso Furia nasce dalla stretta collaborazione con i 9 danzatori in scena (Leonardo Nunes, Felipe Vian, Clara Cavalcante, Carolina Repetto, Valentina Fittipaldi, Andrey Silva, Karoll Silva, Larissa Lima e Ricardo Xavier), sei dei quali, poco più che ventenni, provengono dalla favela e hanno studiato proprio alla scuola di danza della coreografa. Energico, visionario, selvaggio, tagliente lo spettacolo coniuga la danza contemporanea con la musica rituale della Nuova Caledonia, per dare vita ad un affondo sulle dinamiche di sottomissione e potere, ad una riflessione «sulla possibilità di essere uguali nella creazione come nella vita» o ad un rituale contemporaneo che, nella vibrazione continua crea immagini magiche e affonda nelle zone più intime e fantastiche dell’immaginazione umana e della pulsione creativa.

 

Xenos e la condizione umana. Lathak e codici contemporanei 

Al sacrificio dei Sepoy durante la Prima Guerra Mondiale è dedicato invece l’ultimo assolo firmato da una star della coreografia internazionale come Akram Khan. In XENOS, in scena dal 18 al 20 Settembre al Teatro Argentina, è lui stesso ad interpretare le lotte di un soldato coloniale durante la Prima Guerra Mondiale. La condizione umana s’incarna nella figura di un danzatore il cui corpo, tra mitologia e tecnologia, diviene strumento di guerra. «Sono entrato nella pelle di un personaggio rappresentativo di milioni di soldati delle Colonie» afferma il coreografo nel programma di sala «è la loro voce, la voce di milioni di voci (…). Sono cresciuto senza sapere che ci fossero indiani, persone del mio popolo, a combattere in Europa. Quando l’ho scoperto, ho provato rabbia: uomini mandati a morire senza che nessuno lo raccontasse».

Per rendere universale questa parte di storia, spesso cancellata o omessa dai resoconti ufficiali, Khan si rifà alla figura di Prometeo trasformando il corpo mitologico in una metafora della colonizzazione. Se la scena potente e materica disegnata da Mirella Weingarten richiama immediatamente la desolazione della guerra e la sua violenza, sono le musiche composte da Vincenzo Lamagna ed eseguite sul palco da un ensemble di cinque elementi, ad accompagnare il segno inconfondibile della danza di Khan in cui la tradizione del Kathak incontra i codici contemporanei della coreografia e del pop elevandoli al celebre e poetico virtuosismo che ha reso celebre l’artista in tutto il mondo. Così questo addio alle scene come performer solista in spettacoli di lunga durata, si celebra anche attraverso una composizione coreografica e musicale che dal Kathak (la pratica con la quale Khan si affacciò per la prima volta alle scene e al REf nel 2000) giunge al Lacrimosa dal Requiem di Mozart, collocando lo spettacolo già tra i grandi classici della nostra era.

 

E ancora danza al REF19

 Dopo i ritmi tribali e onirici di Lia Rodrigues, sempre dal Brasile e per la prima volta al festival, arrivano per il pogramma di danza del REF19  Bruno Beltrao e il suo Grupo De Rua, in scena il 25 e il 26 settembre all’Auditorium Parco della Musica con Inoah (dal quartiere di Marica, vicino Niterói dove il coreografo è nato e cresciuto), pièce per dieci giovani interpreti che scompone e ricompone la cultura popolare dell’hip hop e delle street dance iscrivendola nei canoni della danza contemporanea (lo spettacolo è realizzato in network con Torinodanza dove sarà il 28 e il 29 settembre). Torna, dopo 25 anni di assenza da Roma, il maestro William Forsythe per presentare al Teatro Olimpico, il 30 e il 31 ottobre, A quiet evening of dance, panoramica del funzionamento del balletto e della mente del coreografo. È la londinese Rambert Company, invece, a portare in scena, il 17 novembre all’Auditorium Parco della Musica, gli “events” coreografati da un altro maestro della danza come Merce Cunningham grazie al riallestimento curato dalla sua ex danzatrice Jeannie Steele con le musiche live di Philip Selway (Radiohead) e con i dipinti di Gerard Richter.

Di ritorno al REf, per chiudere il suo trittico di ritratti dedicati a danzatrici, anche il visionario regista francese Aurelien Bory che con ASh (dal 13 al 15 novembre sempre in Auditorium PDM) dirige la danzatrice indiana Shantala Shivalingappa in un percorso che affonda le radici nella tradizione e nella religione indiana ma incontrando i linguaggi contemporanei. Lo spagnolo Jesús Rubio Gamo il 22 e 23 novembre al teatro Vascello trasforma il Bolero di Ravel in un inno alla danza e al movimento, la compagnia ungherese Forte racconta la morte di Borromini all’interno di Palazzo Falconieri – Accademia d’Ungheria il 14 novembre, mentre Dancing Days, la sezione dedicata alla danza europea curata da Francesca Manica, offre uno sguardo sulle nuove tendenze tra intimità e attenzione al sociale: dalla danza minimale di Arno Schuitemaker, l’8 e il 9 al Teatro Vascello, all’ironica e tagliente distopia con la quale l’artista visivo Théo Mercier e il danzatore Steven Michel descrivono l’illusione di libertà e confort proposta dalle maggiori potenze commerciali odierne (12 e 13 ottobre sempre al Vascello) per passare ai gesti del lavoratori tunisini re-inscritti da Hamdi Dridi all’interno della proprie visioni personali e collettive (Mattatoio 9 e 11 ottobre). Al Mattatoio Dancing Days continua con le proposte di Elena Sgarbossa (vincitrice di DNAappunti coreografici 2018, in scena il 12 ottobre), Chiara Taviani e Henrique Furtado Viera (il 9), la compagnia Kor’sia (il 13) e la selezione del network Aerowaves: NAïF Production (l’11) e Kim-Jomi Fischer con Marta Alstadsaeter (il 12).

 

 

Il REf19 è prodotto dalla Fondazione Romaeuropa in corealizzazione con la Fondazione Musica per Roma, il Teatro di Roma, l’Azienda Speciale Palaexpo - Mattatoio, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con il contributo di Fondazione Elena e Claudio Cerasi, dutch performing arts, la Fondazione Nuovi Mecenati, l’Institut Français e La Francia in Scena, l’Oficina Cultural Embajada De España, AC/E Acción Cultural Española, Istituto Cervantes, l’Istituto Giapponese di Cultura, il Goethe-Institut, il British Council e l’Ambasciata Britannica, l’Istituto Polacco a Roma, l’Istituto Belassi dell’Accademia di Ungheria in Roma oltre alla rete Aerowaves – Dance Across Europe cofinanziata nell’ambito del programma Europa Creativa; in collaborazione con Palazzo Merulana, Coopculture, Galleria Continua e Magazzino.

REf19 è patrocinato da numerose ambasciate internazionali: l’Ambasciata del Brasile, l’Ambasciata di Spagna in Italia, l’Ambasciata di Francia, l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma, l’Ambasciata del Giappone l’Ambasciata del Messico, l’Ambasciata d’Olanda, l’Ambasciata della Repubblica di Slovenia a Roma, l’Ambasciata di Tunisia a Roma, l’Ambasciata d’Ungheria a Roma ed è realizzato in network con Farnesina – Ministero degli Affari Esteri e della Coperazione Internazionale (per il premio Vivo D’Arte), Cango, Casa della Danza – Bassano del Grappa, L’Arboreto - Teatro dimora di Mondaino, Gender Bender, Triennale Teatro dell’Arte (per il premio DNAppunti coreografici), Macerata Opera Festival (per il premio Opera 4.0), Edison Studio, Cineteca di Bologna e SIAE (per il premio Sound Of Silences), Alan Advantage (per Re:Humanism), Villa Medici - Accademia di Francia a Roma, Nuova Consonanza, Torinodanza, Festival Aperto, Carrozzerie | n.o.t, MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, Teatro Biblioteca Quarticciolo e Sala Santa Rita.

Sono partner della Community del festival: il Dipartimento di Pianificazione Design e Tecnologia dell’Architettura de La Sapienza, l’Università degli studi Roma Tre, l’Accademia Nazionale di Danza, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, l’Accademia di Belle Arti di Roma, RUFA – University of Fine Arts, Casa dello Spettatore, Internazionale, Spotify. Main Media Partner del REF è RAI con i suoi canali: Rai Cultura, Rai Radio 3, Rai Ragazzi e Rai Radio Kids.

 

TUTTA LA PROGRAMMAZIONE DEL ReF19 su romaeuropa.net e sui Social: https://www.facebook.com/Romaeuropa/ https://www.instagram.com/romaeuropa/ https://twitter.com/Romaeuropa/


Stampa