Sulle strade del liscio, da Piacenza a Rimini…amarcord a passo di danza

A Villa Ada, Roma, “Il liscio della via Emilia. Da Piacenza a Rimini”, un progetto musicale, in collaborazione con il Ravenna Festival, nato  dall'unione di più  esperienze e stili  volti al recupero della tradizione popolare della musica da ballo. Amarcord   a passo di danza con l’esibizione della polka chinata  di Antonio Clemente e Loris Brini

di Ester Ippolito

Storie musicali, storie  di uomini e famiglie, storie di danza e di tradizioni italiane. Full immersione nel mondo del liscio più vero e originale  nello spettacolo “I Vioini di Santa Vittoria. Il liscio della via Emilia. Da Piacenza a Rimini”, Villa Ada Roma, fine giugno, un progetto musicale, in collaborazione con il Ravenna Festival, che nasce dall'unione di più   esperienze e stili  volti al recupero della tradizione popolare della musica da ballo. L’obiettivo è stato quello di proporrre  gli antichi brani del repertorio del liscio emiliano in una veste nuova, più contemporanea, dando sia visibilità ad una musica,  che nel corso del tempo si è persa ed è stata sostituita dal ballo liscio popolare, e a una storia bella, legata anche al mondo contadino e operaio, e alla voglia di svagarsi la sera. Una storia raccontata  in parole e musica:  il ballo alla “ Filuzzi”  che riempiva le balere  della via Emilia con  una musica caratterizzata solo da un trio strumentale, la diversa musicalità del   liscio romagnolo di Secondo Casadei, con più strumenti e voce, al quale è stato  dedicato un omaggio, il ballo in coppia  per corteggiarsi e l’origine della  polka chinata tra soli uomini. Tra storia ,leggende e note, anche il pubblico ha voluto  parteciopare ballando qualche polka e valzer.

Protagonisti della performance i rappresentanti de I Violini di Santa Vittoria (Gualtieri – RE) - Davide Bizzarri, Orfeo Bossini e Roberto Mattioli, violino Ciro Chiapponi, viola Filippo Pedol, contrabbasso-formazione musicale nata nel 2011 come progetto di recupero della musica da ballo emiliano romagnola, simbolo della storia dei violinisti braccianti della piccola comunità della Bassa Reggiana, dove  la musica è stata   vissuta come passione e come qualcosa alla quale non si può rinunciare.  Questo gruppo ci riporta  al  primo 800, quando nelle campagne emiliane si sono diffusi i nuovi balli di origine popolare provenienti dai paesi tedeschi e da quelli slavi, come polca, mazurca e valzer. A Santa Vittoria   nasce una tradizione musicale che prevede l’uso dei soli strumenti ad arco e che coinvolge tutto il paese che a fine 800 poteva offrire ben 15 orchestre da ballo.  Accanto a I Violini di Santa Vittoria il musicista Riccardo Tesi, che si è sempre occupato di musica   popolare, italiana e internazionale, e che ebbe   il  primo contatto con il liscio emiliano nel 1995 con il progetto discografico “ contaminato” Un ballo liscio;   il sassofonista Claudio Carboni, e Paolo Marcheselli (nella foto sopra) alla chitarra, figlio di Leonildo Marcheselli, il “ capo” del ballo alla Filuzzi, musicista e appassionato che fondò negli anni 30 il trio Marcheselli. E ancora Michele Marini e Daniele Donadelli, con un’ anteprima del loro disco dedicato alla musica popolare di Gorni Kramer.

Padroni  della danza  la coppia di ballerini bolognesi Antonio Clemente e Loris Brini, i cosiddetti  “ultimi ballerini di un antico ballo petroniano”, ovvero  la polka chinata, un ballo tra uomini che ha sempre trovato il suo palcoscenico nel cuore di Bologna. Riservando per il gran finale l’esibizione della  polka chinata   con   acrobazie e frulloni  pieni di energia  che hanno incantato il pubblico, Clemente e Brini si sono esibiti  sempre in coppia anche  in una mazurka figurata, polka e valzer.  "La polka chinata –spiegano i due danzatori  per i quali si stanno aprendo anche palcoscenici internazionali (prossimamente in Cina)-    rappresenta  il riscatto e la rinascita di Bologna  dai lutti, dalle miserie, dalla fame e dagli stenti degli anni immediatamente successivi alla conclusione della II guerra mondiale".   “ La polka chinata è una variante  del ballo filuzziano…è quasi una sfida alle leggi della fisica…Si ballava tra uomini non solo per questioni di corporatura  ma anche per mostrare la propria virilità alle ragazze- si legge nel libro  "Quando la polka si ballava chinata”, a firma di Tiziano Fusella, (Bacchilega Editore), nel quale  si ripercorre tra peresonaggi e luoghi   la intrecciata storia del liscio di Bologna,  città dove si “ è sempre ballato, incrociando generi e tradizioni”.

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