Incontri Popolari.. quando la cultura popolare è strumento di pace ....

" Incontri Popolari", la piazza virtuale (Zoom) ideata e condotta da Roberto D'Agnese , una serie di appuntamenti in cui artisti della tradizione si confrontano sul valore della loro arte e sulla loro attività, sta per giungere alla conclusione ( 2 e 9 giugno gli ultimi appuntamenti), ma non scema  la voglia di esplorare nuovi terreni e idee. Ed ecco che con la puntata del 26 maggio scorso , tra gli ospiti  ha partecipato Elisabetta Trenta, figura che mastica politica ad alto livello da anni, già Ministro della Difesa nel primo Governo Conte, e impegnata oggi in un percorso che si muove intorno al rinnovamento del Movimento 5 Stelle. E sorella della coreografa ,danzatrice e ricercatrice Francesca Trenta. Accanto all'ex Ministro  Marco Beasley, tenore, musicologo e attore, ispirato dalla musica popolare e  dalla musica colta antica , e Arnaldo Vacca, percussionista e multistrumentista, maestro dell'Orchestra della Rai e con  tante altre collaborazioni di pregio a suo carico.

 

" "Una puntata davvero particolare- ha commentato Roberto D'Agnese, Scuola di tarantella di Montemarano- "Se tutti i politici fossero come Elisabetta Trenta credo che avremmo sicuramente una nazione con molta più cultura e condivisione di ideali. Marco Beasly, maestro di vita e di musica, ci ha mostrato la sua consapevolezza dell'essere, un miraggio per molti di noi , e Arnaldo Vacca ci ha fatto viaggiare con le sue percussioni, un grande maestro ,un valore aggiunto per la la musica di tradizione popolare. E sempre gradito l'intervento dell'amico e grande maestro Erasmo Petringa".

Quasi a fine percorso, cosa ha portato alla serata di condivisione Elisabetta Trenta? Una visione allargata della  funzione e valore della musica e danza popolare, quale strumento di cooperazione tra popoli, strumento di comunicazione e pace. Una consapevolezza che Trenta , nelle sue varie missioni intorno al mondo, ha più volte messo sul tappeto  nel corso delle relazioni e sperimentato in prima persona. Interrogandosi sul rapporto tra la Politica e la cultura popolare , Elisabetta Trenta ha evidenziato come " la tradizione popolare debba tornare all'attenzione della politica, diventando non solo fattore di sviluppo per i singoli territori ma, in quanto elemento di identità da valorizzare, anche fattore di coesione sociale ed elemento indispensabile per aprirsi al mondo senza perdere le proprie radici". " Mi sono avvicinata- ancora Elisabetta Trenta- alla musica e tradizione popolare grazie a mia sorella Francesca Trenta, grande esperta oltre che danzatrice e cantante di musica popolare , che mi ha coinvolto trasformandomi  in una appassionata . E l'ho coadiuvata nell'organizzazione di molti eventi."  E, come ha sottolineato la sorella Francesca " Elisabetta è una danzatrice molto brava".

" La cultura popolare- ha continuato l''ex Ministro- è importante sia a livello di politica locale che nazionale ,come elemento di sviluppo , di attrazione e come fattore identitario. Quando ci riferiamo a paesi come Argentina , pensiamo al tango, la Grecia al Sirtaki ecc, per l'Italia non c'è lo stesso abbinamento, si può accennare alla tarantella in senso vago ma si trascura tutta la ricchezza della musica popolare, che dovrebbe entrare con maggiore forza nei Conservatori, e nelle scuole in genere. In questo modo si potrebbe tracciare un percorso nuovo e importante, più la musica popolare diventa meno nicchia più si potrebbe ricreare un nuovo legame con la politica. E ci sono certi ruoli governativi  che dovrebbero essere obbligati a capire questo mondo che non dovrebbe essere legato a nessun colore politico".

E ancora sulla funzione identitaria  e dell'essere local .." essere local è la capacità di vivere le occasioni del mondo che cambia , rimanendo ognuno se stesso, e comprendendo tutte le differenze, trasformandole in ricchezza" . Sul piano della cooperazione internazionale Trenta ha ribattuto come, nelle sue esperienze in paesi come Libia, Iraq, Palestina e altri , "la musica popolare ha aiutato molto ad avvicinarsi agli altri, scoprendo lo stesso ritmo, le affinità nei passi di danza , e da qui è partita la comunicazione .E io stessa mi sono trovata a danzare dal ballo sardo al sirtaki...Stesso discorso può valere per la cucina... L'importante è apprendere la capacità dell'ascolto, mettendo alla base musica e danza popolare. Io l''ho  fatto sempre pur ricevendo molte critiche".

Al centro della puntata rimangono sempre , oltre al ruolo e valorizzazione della cultura popolare, temi come la  sua evoluzione , la sua trasformazione, il rapporto con le sue origini. "Quando si tiene conto delle radici- è intervenuta Francesca Trenta " anche le innovazioni sono credibili e se ne percepisce il loro fondamento".

" Mi sono avvicinato alla tradizione popolare fin da giovanissimo- ha raccontato Arnaldo Vacca - quando i miei coetanei ascoltavano altro io seguivo la Nuova Compagnia Popolare e e Ars Nov . La passione per le percussioni - ho iniziato da quelle afrocubane per approdare ai tamburi a cornice-hanno segnato un po' la mia vita , così come l'incontro con Eduardo Bennato ed Erasmo Petringa , pur avendo seguito tante strade diverse , incontrando la musica classica e la musica pop, seguendo il Festival di Sanremo con l'Orchestra della Rai. La musica popolare ha una grande forza evocativa che entra fortemente nell'animo, e nel mondo esistono infiniti strumenti che ci accomunano, ognuno con un suono diverso ma stessa radice. Un problema della musica popolare è che può apparire semplice così molti pensano che la possano fare tutti, ma non è così". Riaperture dietro l'angolo . " C'è molto da recuperare, concerti e spettacoli  annullati, spero che si possa ricostruire una buona agenda anche se qualcosa inevitabilmente salterà".

" Sono un musicista selvaggio- così si è definito Marco Beasley, un maestro nel proporre "il lato nobile della tradizione popolare"." Mi sono dedicato tardi agli studi musicali, in realtà volevo fare il pilota , ho un'anima partenopea e uno spirito britannico per le mie origini. E su quanto c'è da fare per la musica popolare me lo sono chiesto già moltissimi anni fa. Portando avanti il mio repertorio rinascimentale, ho sempre trovato fonti popolari , e ho ho sempre amato fare delle sperimentazioni parlando sempre un linguaggio comprensibile per creare emozioni. Le sfumature della musica popolare sono infinite, anche se le strutture musicali si rinnovano la forza emotiva rimane uguale . Un altro elemento di forza è il dialetto, da nord a sud, la sua potenza evocatica è grande . I poeti popolari sono altissimi. La caratteristica della tradizione popolare è suonare o danzare tutti insieme , senza una gerarchia , in una dimensione di piazza. , e proprio per questo è difficile portarla in scena ,spettacolarizzarla" . E guardando al domani Beasley ha sottolineato di sentirsi " un po' cancellato dopo la pandemia. Il futuro è aperto..potrei anche smettere, arriva sempre quel tempo, la voce non è eterna , ho avuto il privilegio di vivere la musica antica ... ma qualcosa di nuovo ci sarà ancora ".

Arnaldo Vacca e Marco Beasley, oltre a raccontare della loro visione della tradizione popolare, hanno regalato al fedele pubblico di Incontri Popolari dei camei musicali meravigliosi. Marco Beasley ha proposto un suo arrangiamento con note antiche della Tarantella di Montemarano , assolutamente suggestivo, musica di Guido Morini, rielaborazione di un testo anonimo del '400. Arnaldo Vacca ha invece proposto digressioni musicali percussive della tradizione irlandese e del Sud dell'India. Si è affiancato anche  il maestro Erasmo Petringa, già protagonista assoluto di una puntata di Incontri Popolari, suonando il suo strumento del cuore -l'oud - in una versione particolare di O Sole mio.

 

Incontri Popolari , nella sua effervescenza, non solo ha portato a conoscere artisti nelle loro motivazioni e passioni, li ha portati a incontrarsi e a reincontrarsi  fra loro dopo tempo , e non è impossibile che attraverso lo spazio virtuale ,sorgano anche dei progetti , come è successo l'altra sera, per esempio l'idea di fare qualcosa, danza e musica, con Erasmo Petringa e Francesca Trenta .

E la storia continua con l'appuntamento , tutto musicale , del 2 giugno, eccezionalmente alle ore 21,00, (con la partecipazione di Taranettae, i Picarietti, Scacciapensieri, I Vico, Tammurianti, Peppe Cirillo,Francesca Trenta, Voci del Sud, Luis de Gennaro, Caterina D'Amore, Michelino Carta, Peppino Leone, Compagnia D'altrocanto, Mimmo Maglionico e PietrArsa).

Il 9 giugno, ultima puntata di Incontri Popolari , è prevista  una " reunion" dei tanti artisti che hanno dato vita alla rassegna. E da novembre un nuovo format , nuove idee, e nuovi racconti...

 

Gli "Incontri Popolari" si svolgono di mercoledì, 21,30 sulla piattaforma Zoom. Per partecipare basta inviare un messaggio WhatsApp al 3402829757 con scritto Incontri Popolari. Poco prima dell’inizio dell’evento verrà inviato un link per l’accesso. Evento gratuito

Foto Beasley di Prisca Ketterer

 

 


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