Incontri Popolari...dalla Calabria alla Campania sul filo della tradizione

Un altro appuntamnento di successo ( sold out) quello del 28 aprile di Incontri Popolari, la piazza virtuale ideata e organizzata da Roberto D’Agnese e che riunisce ogni settimana protagonisti della musica popolare che si raccontano , suonano e interloquiscono con un pubblico sempre più appassionato e fedele.

Tanti viaggi sono stati proposti da  novembre scorso, quando è iniziata questa maratona,  tra le varie sfumature della musica popolare, interpretazioni, rivisitazioni, stretti legami con il passato e uno sguardo al nuovo, a quello che verrà. Tante comunità, aree e regioni , scoperte nelle loro aspirazioni musicali e sociali. Questa volta , D'Agnese ci ha portato  in Calabria, tra i suoni, in primis la Lira calabrese, e tanti racconti con Ettore Castagna, antropologo, professore, scittore e musicista di Catanzaro ma docente al nord; in Campania, in Irpinia con I Malamente, gruppo di giovani dalle belle armonie e e impegno sociale e ambientale; e sulla Costiera, vista mare , a Tramonti, con la Paranza do Tramontan .... e il frenetico ritmo della Tammurriate.

Storie e suoni che seguono sempre il filo della tradizione, questo filo sottile che a volte sembra interrompersi , a volte sparire, e a volte ricomporsi grazie alla memoria e alla volontà di non abbandonare il valore del passato. Ettore Castagna  ha raccontato il suo avvicinamento alla tradizione e alle sue fonti, fin da giovanissimo, quando la musica popolare era assolutamenti “impopolare”, e non ricercata (’78-79). “ Andava di moda il jazz e tutto quello che riportava al mondo contadino e alla povertà veniva rimosso . Io ,invece, andavo alla ricerca di feste e di suonatori , anche con molte difficoltà, e mi avvicinavo agli strumenti tradizionali più antichi e più dimenticati. E’ stata una scuola di vita, ho imparato più cose da persone che non sapevano nè leggere nè scrivere. E’ difficile oggi dire quale sia il mondo popolare, tutto si modifica, cambia , quel mondo contadino con i suoi canti non esiste più, ma bisogna accettare il cambiamento. Il fenomeno culturale è soggetto a molti mutamenti, dal cambiamento, alla sostituzione alla distruzione. E ognuno ha un suo proprio concetto di tradizione,e dire quello che verrà in futuro e quello che riusciremo a mantenere, non è così facile”.

Guardando alla tecnologia di oggi che ci supporta nel quotidiano,  ci sono anche dei rischi. “ Oggi ci sono nuovi modi di apprendimento delle canzoni, ci sono le piattaforme musicali e altro, ... ma se sparisse all’improvviso youtube , per dire, avremmo perso davvero molto...”. Per quanto riguarda l’approccio alle culture, ancora Castagna: “ C’è un modo indiretto, scientifico , antropologico  di avvicinarci, leggendo testi etnografici e facendo analisi e comparazioni, ma accanto a questo c’è l’approccio diretto  ed emotivo a un fenomeno culturale, per esempio a una festa o a una tradizione  che vanno vissute in prima persona ...”. Tra le tante anime di Ettore Castagna, è emersa naturalmente  quella del musicista , la sua valorizzazione della Lira calabrese , di cui ci ha dato un esempio, e la passione anche per la chitarra battente , insieme  ad aneddoti familiari in linea con la tradizione tra il romantico e il divertente. 

Tuffo in Irpinia con i Malamente, gruppo di giovani, anche se hanno alle spalle già una decina di anni di attività , legatissimi al folk irpino e alla tradizione, originari di Manocalzati, e che ripropongono anche nuove armonie e nuovi testi insieme a un forte impegno sociale e ambientale come nella canzone “ Mo basta”, che ci hanno proposto ” frutto di un lavoro di squadra, testo di Gaetano Guarino, con la collaborazione dell’Associazione Salviamo la Valle del Sabato - come ha sottolineato Vito Raosa, leader del gruppo. “ La tradizione che ho seguito, e alla quale mi sono appassionato fin da giovanissimo -le sue parole- è quella di Montemarano che sicuramete già non era quella di 100 anni fa. In Irpinia si riscontra un discreto interesse anche tra i giovani verso la musica popolare , c’è un certo fermento che ci spinge a credere in potenzialità. Ricordiamo con grande piacere la stagione calda del 2019 , con tante piazze ad ascoltarci” . A carico del gruppo il disco "Abballa bella”, tra “tradizione e innovazione”, "Mo Basta", "Quanno Nascittu tu" e l’ultimo lavoro "Binario 10" , brani pieni di sonorità popolari , trascinanti, molto piacevoli da ascoltare.

Con Isidoro Caso e Raffaele Venosi e la loro “ Paranza do Tramuntan”, sbarchiamo in Costiera Amalfitana a Tramonti, Salerno, con una proppsta di tradizione di suoni, la Tammorra, di lavoro della terra, di piatti tipici, di lavorazione di pane e biscotti. Un unicum che ci riporta al passato, al lavoro duro ma anche al sorriso, alle energie delle feste, al ritmo frenetico della Tammurriata che ci hanno fatto ascoltare, al ricordo di quando si lavorava nei campi, e qualcuno intonava una canzone e altri si accodavano dal terreno vicino, all’auspicio di tornare presto alle feste della Campania e alla celebrazione delle sue Madonne. “ Chi suona, chi, canta, chi danza e chi guarda...ecco il cerchio magico da cui scaturiscono  l’energia e la gioia di vivere”. Da Tramonti una istanza: “ Fondamentale sarebbe insegnare la tradizione a scuola, le nostre esperienze in ambito scolastico sono state molto felici, ma questa rimane una grande lacuna “.

Ester Ippolito

 

Gli "Incontri Popolari" si svolgono di mercoledì, 21,30 sulla piattaforma Zoom. Per partecipare basta inviare un messaggio WhatsApp al 3402829757 con scritto Incontri Popolari. Poco prima dell’inizio dell’evento verrà inviato un link per l’accesso. Evento gratuito

 

 


Stampa