"Incontri Popolari", i timbri diversi della musica popolare. Dalla Campania al Lazio

Tanti modi, diversi tra loro, per affidarsi alla tradizione e alla musica popolare , perpertuarne le sue forme, il suo valore e la sua alta dignità. Nella puntata di “Incontri Popolari” sul web del 31 marzo, a cura di Roberto D’Agnese, Scuola di Tarantella di Montemarano, ricercatore e divulgatore della tradizione, un ricco parterre di ospiti : Vincenzo Romano, il “cantore pellegrino”, di Pagani, il maestro Marcello Colasurdo, il gruppo irpino Odissea , e Fabrizio Masci e i suoi Stornellatori .

Devozione e ritualità , canto, tammorra e danza , pellegrinaggio sacro e profano  i simboli delle feste campane come nella Festa della Madonna delle Galline, Pagani ( primo fine settimana dopo Pasqua),  "chiusa per Covid" come lo scorso anno. Antichi suoni e canzoni dell ’Irpinia per fare da anello di congiunzione tra generazioni. Stornelli scherzosi, ricchi di doppi sensi e allusioni , come quelli romani, e non solo... . Tanti modi, e timbri diversi, per affidarsi alla tradizione e all musica popolare , perpertuarne le sue forme, il suo valore e la sua alta dignità. Nella puntata di “Incontri Popolari” sul web del 31 marzo scorso, a cura di Roberto D’Agnese, Scuola di Tarantella di Montemarano, ricercatore e divulgatore della tradizione, un ricco parterre di ospiti : Vincenzo Romano, il “cantore pellegrino”, di Pagani, il maestro Marcello Colasurdo, il gruppo irpino Odissea , e Fabrizio Masci e i suoi Stornellatori , che hanno offerto un mini concerto tra stornelli e canzoni romane.

Da sempre amo il canto, fin da piccolo; sono appassionato della ricerca, della tradizione con la quale sono cresciuto , per questo vengo definito “cantore”. “Pellegrino”, perchè vengo dalla strada e  anche perchè vengo dall’esperienza di Santiago de Compostela”. Con queste parole Vincenzo Romano , musicista, autore di canzoni e colonne sonore, 3 album e un singolo, si è presentato raccontando  la gioia e la passione che si esprimono nella Festa della Madonna delle Galline, di cui lui è oggi un rappresentante, un testimone, un erede, iniziato da grandi maestri . ” E’ una festa arcaica che rappresenta un intreccio tra pagano e cristiano , strettamente legata ai riti della primavera e della rinascita in un tempo che chiude con l’inverno. E’ una esplosione della natura , come una donna che dà alla luce la vita, sintesi di tante feste. Tanti i suoi elementi :la processione della Madonna delle Galline , i toselli allestiti in onore della Madonna con frutti e prodotti della terra , i cortili che risuonano della  musica  del popolo,  di suoni delle tammorre e di danze,  pronti ad accogliere anche i visitatori con i piatti tipici del territorio. Oggi la Festa della Madonna delle Galline è molto conosciuta e Pagani attira migliaia di persone , quasi 50.000 . Da un lato la popolazione di Pagani è contenta di questa folla per la vitalità che si trasmette nel paese, per la partecipazione e per l’indotto economico. Un’altra parte della popolazione rimane un po’ legata al ricordo di una festa più intima e dalle dimensioni più piccole."

La Festa della Madonna delle Galline, celebrata ormai da quattro secoli, nasce dalla leggenda che racconta di alcune galline che, raspando, riportarono alla luce una tela seicentesca con il volto della Vergine. Dopo questo ritrovamento ritenuto miracoloso si costruì una chiesa dedicata, oggi Santuario Mariano, che conserva la statua della Madonna che in questa giornata esce in processione, attorniata da volatili di ogni specie – gallinelle, papere, pavoni- che, nonostante il frastuono dei botti e delle tammorre che accompagnano e attendono in festa il corteo, “per miracolo” rimangono immobili, forse attoniti, ai suoi piedi.

Grande Testimone della tradizione campana, dei riti e della devozione che la Campania esprime nei confronti della Madre Terra e della Madonna (i rituali delle  sette Madonne ) , è Marcello Colasurdo, cantante e attore ,interprete della canzone tradizionale vesuviana e voce storica degli Zezi, dal 1996 leader dei Marcello Colasurdo Paranza. Proprio nei giorni scorsi , anche se virtualmente , Colasurdo attraverso l’iniziativa U’ Risviglio , ha riunito in un video le paranze campane per sottolineare il risveglio della natura e onorare la Madre Terra e “ per scuotere le coscienze dopo lo scuro inverno e portare una luce anche se virtuale. Siamo portatori sani di storie e racconti attraverso la musica delle Tammorre, onorati di stare insieme ai rappresentanti della cultura popolare legata alla terra, siamo tutti figli della Grande Madre che deve sempre rimanere fertile e che dobbiamo difendere.”

Anche Colasurdo ha raccontato il valore spirituale e intnso  della festa di Pagani , della Madonna del Carmine o delle Galline dove i cortili sono il segno della civiltà condadina; è qui che si canta e si racconta. Così la sacralità della gallina che razzola in terra e non ha capacità di volare alto, ed al tempo stesso , nei regali, simbolo di ricchezza e abbondanza. Una festa di grande partecipazione dove i vari cortili evocano il grande cortile del mondo in cui il popolo canta se stesso senza confini geografici, dal nord al sud, in una unica voce”.

L’Orchestra Odissea (folk ,liscio,pizzica tarantella montemaranese.), gruppo nato nel 1993 a Nusco, da una idea dei fratelli Tony e Marco Della Vecchia, entrambi allievi del conservatorio di musica "D.Cimarosa" di Avellino, canta la tradizione irpina per unire le generazioni, non far dimenticare questo patrimonio , non farlo scomparire. “ Abbiamo portato nel mondo vecchie canzoni, abbiamo visto l’emozione del pubblico nel risentire questi antichi suoni anche se noi li abbiamo rinfrescati negli arrangiamenti, e registriamo con piacere un interesse da parte delle nuove generazioni. Vogliamo riproporre l’atmosfera di quando anni fa ci si riuniva in una stanza per suonare e ballare , e incontrare anche le ragazze...Per il futuro vogliamo continuare su questa strada e a oggi il nostro più grande desiderio è rirtornare a suonare di fronte a un pubblico”.

Una sferzata di romanità è arrivata con Fabrizio Masci , musicista che gira Italia ed estero con il suo gruppo degli Stornellatori promuovendo la cultura e le tradizioni di Roma , con spettacoli in costume (epoca Rugantino) , con un repertorio che va dalle musiche più allegre e festose, gli stornelli appunto, alle serenate e alle canzoni più dolci, accompagnati da strumenti classici e tradizionali quali chitarra e fisarmonica. “ Siamo stati riconosciuti dalla Regione Lazio ambasciatori della cultura e tradizione romana , suoni e brani che non verranno mai dimenticati- le parole di Fabrizio Masci , presente all’incontro con Antonella Idini e Ezio Baiocco . Il gruppo, in formazione ridotta ha proposto al pubblico Tanto pe' cantà, La società dei magnaccioni, Roma non fa la stupida e molto altro....

e.i.

 

Gli "Incontri Popolari" si svolgono di mercoledì, 21,30 sulla piattaforma Zoom. Per partecipare basta inviare un messaggio WhatsApp al 3402829757 con scritto Incontri Popolari. Poco prima dell’inizio dell’evento verrà inviato un link per l’accesso. Evento gratuito


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