La ChiaraStella attraversa il mare.....e incontra la Grecia

Canti di tradizione, incontro tra culture, racconti che ci fanno rivivere il Natale, emozioni , aria di festa, attesa ...Il concerto- spettacolo de La Chiarastella, progetto di Ambrogio Sparagna, appuntamento ormai tradizionale dell’Epifania ( 5-6 gennaio 2020, Parco della Musica) , giunto alla tredicesima edizione, ci racconta il Natale e ci guida verso il nuovo anno: canti di comunità che narrano la nascità di Gesù, il culto di Maria, il presepe “ e che invitano alla gioia , allo stare insieme”. Incontro con la Grecia: canti, danze e Filoxenia . 

Musiche e canti sono il frutto di ricerche costanti nella trama della musica popolare a cura del maestro Sparagna e della sua Orchestra Popolare per offrire sempre qualcosa di nuovo a un pubblico coinvolto e molto fedele. Ecco quindi un canto collettivo , accompagnato da strumenti tradizionali, in primis le zampogne , protagoniste nel periodo natalizio, il tamburello , e quest’anno l’esordio della Sordellina, zampogna del Seicento di cui si era perduta traccia da ben 350 anni e che recentemente, Marco Tomassi, da ingegnere Fiat a musicologo e costruttore di zampogne (Liuteria Montecassino) , membro dell'Orchestra Popolare Italiana, ha ricostruito, restituendoci il cosiddetto “ suono degli angeli”, scoprendo dipinti che la raffiguravano ,tra questi anche un quadro conservato a Sessa Aurunca.  

 

Si tratta di uno strumento completamente scomparso- racconta Marco Tomassi-Si tratta di  una zampogna cortese diffusa presso la corte di Toscana e di Napoli. Non esistono esemplari e la sua ricostruzione è avvenuta attraverso alcuni dipinti d’epoca che la raffiguravano . Principalmente dal dipinto che ritrae l’autore della Sordellina , Manfredo Settala , che ha lavorato a lungo su questo strumento con l’ obiettivo di farlo diventare un organo. E così è stato perchè il suo suono vi si avvicina molto. Dopo il debutto sul palco dell’Auditorium –continua Tomassi - ho in programma alcuni concerti all’estero con la Sordellina , a marzo , in Inghiterra e in America , sempre a marzo , presso la Boston University”.

Devozione, religiosità , speranza , sorriso e quest’anno la porta di ChiaraStella si è aperta al dialogo interreligioso accogliendo, accanto alle tradizioni italiane del Natale, quelle del mondo ortodosso greco ( tra l’altro il 7 gennaio si è festeggiato il Natale ortodosso) a cominciare dai canti di questua , affini sia nel mondo popolare che in quello greco (Kalenda). Gruppi di musicisti che intonano canti di augurio andando nelle case in cambio di cibo. Come , per esempio, il canto de la Pasquella, rito diffuso nella zona dei Castelli e area Velletrana proprio nei giorni della Epifania , intonato in greco e in italiano, versione inedita , da Ambrogio Sparagna e Theodoro Melissinopulos, ospite e testimone della cultura greca, una delle voci più autentiche della scena musicale ellenica, riportandoci a una atmosfera solenne ma vicina, rivelando affinità tra tradizioni e valori del popolo greco e italiano.

"Cristiani ed ortodossi, italiani e greci, fratelli gemelli", le parole di Theodoro Melissinopoulos, che ha intonato poi canti bizantini con la sua voce vigorosa.Theodoro Melissinopoulos ha inoltre sottolineato il significato della parola Filoxenia, un sacro principio ellenico, e di tutto il Mediterraneo, che indica amore per lo straniero, sacra accoglienza tanto più se il forestireo ha bisogno di aiuto. “ Un principio cristiano “ che si sta sta smarrendo.

Accanto ai canti bizantini, le danze greche , dolci e armoniose, sul palco e in corteo tra il pubblico : in scena il  Corpo di Ballo! dell'Auditorium Parco della Musica di Roma guidato da Francesca Trenta , e  il  gruppo Choros di Anna Cirigliano.   “Abbiamo voluto riproporre  - spiega Francesca Trenta-  il senso della festa e della comunità che accompagna i canti legati alla tradizione della " questua" del Capodanno e dell'Epifania interpretati da Teodoro Melissinopulos. Le kalande sono eseguite di casa in casa dai bambini che portano il canto in cambio di piccole offerte di dolci..vengono suonati sonagli e crotali di metallo, triangolini..che i nostri danzatori hanno percosso ricreando e reinterpretando il momento della festa tra il pubblico e sul palco secondo lo spirito del concerto. La musica, la poesia, la danza che unisce , per questo abbiamo indossato abiti con elementi che richiamano la tradizione popolare delle varie regioni della Grecia stilizzandoli ed utilizzando richiami anche al nostro sud Italia lasciando spazio alle radici in comune fra le tradizioni italiane e greche. Sempre alla ricerca di una fusione comunitaria, per l'occasione una rappresentanza del nostro Corpo di Ballo! dell'Auditorium Parco della Musica, ha condiviso la festa con le danzatrici del gruppo Choros, scuola di danza diretta da Anna Cirigliano, anche integrandosi in alcune parti. "

Nelle  coreografie realizzate per  il mio gruppo Choros- racconta Anna Cirigliano- abbiamo puntato a rappresentare  attraverso la danza  dei momenti di festa, che nella tradizione greca  si articolano in danze in cerchio. Il cerchio più antico chiuso, ma anche il cerchio aperto, guidato da un corifeo. La danza in cerchio si sviluppa in senso anti orario ed è tradizionale l'uso del fazzoletto del danzatore che guida. I costumi che abbiamo ricostruito sono ispirati a Desfina, Corfù e la zona della Macedonia” .

Per la parte popolare italiana, accanto alla possente voce di Raffello Simeoni , al Coro Popolare , diretto da Rita Colaianni, che ha intonato anche brani da solista,ha  spiccato  la presenza di Fausta Vetere, voce solista della Nuova Compagnia di Canto Popolare e interprete della Gatta Cenerentola, che ha eseguito bellissimi brani napoletani proprio accompagnata dal suono dolce della sordellina di Marco Tomassi.

 

Una grande voce , melodiosa e alta , quella di Fausta Vetere , che ha affascinato il pubblico con i brani “Quanno nascette ninno” e “Rosa d’argento e rosa d’amore “. E poi Coro e Orchestra hanno dedicato al pubblico il Pater Noster di Corigliano D’Otranto che porta il ritmo della taranta, sostenuto dal tamburello di Valentina Ferraiuolo, e il brano “ Maria lavava, Giuseppe stendeva”, che rappresenta una scena inedita del quotidiano della Sacra Famiglia. E come augurio finale , il canto di San Silvestro introdotto da un piacevole siparietto tra Ambrogio Sparagna ed Erasmo Treglia , che ha coinvolto il pubblico.

La Chiarastella anche quest'anno ha raccolto l'invito della Caritas Diocesana di Roma per la campagna di solidarietà dal titolo significativo ”Come in Cielo così in Strada”.

Ester Ippolito

(Foto Ballareviaggiando di Elio Ippolito,spettacolo del 5 gennaio2020)


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