Pizzica Pizzica, la mission di Franca Tarantino. Il “ restauro” di un ballo antico

Un forte legame con il Salento, la terra , e il mondo contadino. Una famiglia di origine (dove i nonni parlavano griko) che viveva della produzione di olio e vino emigrata al nord Italia. Il valore del ritorno a casa al sud per le vacanze, i profumi, i cunti, i canti, le feste, e i ricordi del passato, l'avvicinamento alla danza popolare, alla pizzica, e la volontà di rimettere questa danza antica sotto una luce corretta ....

 

L’appassionata ricerca di radici e di identità hanno portato Franca Tarantino, salentina di Tuglie, danzatrice salentina di pizzica e  insegnante, danzamovimentoterapeuta,  psicologa, restauratrice, a trovare proprio nella danza tradizionale molte risposte e un completamento e un aiuto alla sua personalità , passando da una danza nel privato, all’inizio, come aiuto alla sua tristezza e nostalgia, a una danza insegnata e offerta col sorriso nei suoi laboratori e portata anche sul palcoscenico. In un momento in cui la pizzica è sulla bocca di tutti, e anche di troppi, la mission di Franca Tarantino si fa sempre più forte e incisiva : attraverso una ricerca puntuale e il “ restauro” raccogliere frammenti ed elementi di questa danza di tradizione per ricostruirne mappa e anima, significato e pratica di questo ballo di comunità. Tarantino, infatti, attraverso la sua attività che nasce dal cuore e l’elaborazione di vari progetti , vuole rimettere un po’ le cose a posto in un momento di grande confusione e banalizzazione delle  origini di questa danza. Ed ecco la realizzazione di un video ”Ricerca e restauro della pizzica pizzica “ in collaborazione con Karkum Project e , fresco di stampa, in collaborazione con Vincenzo Santoro, il libro “ Il ballo della pizzica pizzica” (Itinerarti), che invita a un approccio corretto alla pratica di  questa danza e alla comprensione del suo valore culturale.  Semi gettati che potrebbero portare a un sano dibattito e confronto.

B&V- Cosa si intende per restauro?

Tarantino- La parola restauro richiama il mio lavoro di restauratrice di dipinti , ovvero riportare alla luce gli elementi che nel tempo si sono appannati, o persi, attraverso una operazione delicata. Perchè un restauro fatto bene è quello ben riconoscibile , dove si comprende dove si è intervenuti. Ed è con questo atteggiamento che ho cercato di fare un’opera di restauro di questa dimensione coreutica. Questo si racconta nel video , intrecciando anche elementi autobiografici, con l’obiettivo di dare un messaggio chiaro , di offrire un collegamento a quello che resta  del mondo contadino. Oggi molti testimoni non ci sono più ed è sempre più difficile tramandare l’anima di questa danza di comunità molto lontana dagli estri contemporanei di molti palchi. In alcuni si ripropone ancora  il rito della tarantata  spettacolarizzando dolore e sofferenza. Per  me il palco rimane comunque un’occasione per continuare a diffondere un  messaggio  di riferimento alla tradizione mettendo  in scena passi e movenze che si farebbero anche sotto al palco. Ed è questa la filosofia  che  ha guidato l'istituzione  nel 2017  del corpo di ballo Danze Etniche Istos ,costituito da pochi ma validi elementi. Tra questi Maria Albertone, Nicoletta Grande, Alessandro Calabrese.

B&V- Oltre al video è uscito anche un libro “Il ballo della pizzica pizzica”, considerato il primo testo didattico sulla pizzica pizzica, seconda pubblicazione del marchio editoriale ItinerArti Edizioni (nella collana Percorsi immateriali).  Da una puntuale analisi storica del caso Salento a firma Santoro, dalle prime esperienze di recupero di musica e danza tradizionale a fine anni 60 a oggi, fino all’illustrazione di alcuni passi base sotto il segno della tradizione.. ..... 

Tarantino- Questa pubblicazione ha avuto una genesi complessa , non è propriamente un manuale ma un piccolo libro che , spiegando anche il mio percorso di danza e ricerca , vuole aiutare ad avvicinarsi a questa tradizione con cognizione di causa. Vincenzo Santoro, con il quale collaboro da circa venti anni, ha curato l’ampia parte storica. Abbiamo poi dato spazio alle tendenze attuali partendo dagli insegnamenti di Pino Gala, la neo pizzica (Giorgio Di Lecce), il teatro danza di Maristella Martella, la danza scherma, il ballo della terapia (rito del tarantismo), la reinvenzione della pizzica e visioni personalizzate di questo stile. Il libro contiene anche una sezione  didattica della pratica del ballo con l’illustrazione di alcuni passi base , forse una decina, anche con alcuni disegnini.

B&V- Nel libro la danza viene constestualizzata e riportata  a quei  momenti in cui diventava protagonista ( eventi rituali e privati, battesimi, matrimoni, Carnevale, fine dei raccolti....). si punta a descrivere elementi di postura dei danzatori che recano tracce del lavoro contadino, la compostezza della donna, l’uso del fazzoletto che oggi sui palchi è un grande scialle, il vigore e la forza che mostra l’uomo ....Qual è il messaggio?

Tarantino- Il mio obiettivo è quello di riposizionare la vera dimensione della pizzica pizzica,nella sua versione di ballo di coppia. Ognuno ha la libertà di fare quello che vuole, c’è spazio per tutti ma di base ci deve essere consapevolezza di quello che si sta facendo , onestà intellettuale. Quando si fa qualcosa di diverso o lontano dalla pizzica tradizionale, o se ne stravolge il senso, bisognerebbe avere il coraggio di dirlo, perchè il rischio è smarrirsi. Il problema non è solo il palco, dove ancora a volte si assiste alla esibizione del rito del tarantismo, ma anche l’insegnamento. Ed è da tempo che penso proprio a un progetto di formazione degli insegnanti di danza tradizionale, che si moltiplicano, indicando alcuni binari. 

B&V- Quali le criticità più serie del mondo coreutico della pizzica ?

Tarantino- A monte della confusione che stiamo vivendo c’è sicuramente una scarsa attenzione alla danza , alla sua essenza, che si è prolungata negli anni. Mentre sulla musica popolare ci sono state riflessioni e dibattiti, la percezione della danza è rimasta ferma al concetto di calamita, richiamo per il pubblico come conferma il grosso successo della ballerina solista , dove la dimensione estetica supera il valore e significato della danza. Non c’è mai stato un vero pensiero. I veri traini della danza sono stati la dimensione festivaliera , oggi più che mai,  la dimensione internazionale , che va anche bene basta che si ricordi che questa danza è un elemento culturale importantissimo del territorio salentino,  promozione e marketing turistico. Ricordo con grande piacere l’edizione de La Notte della taranta 2010 di Ludovico Einaudi, alla quale ho partecipato anch’io, in cui sono stati evidenziati in più palchi i volti diversi di questa danza, dal tradizionale alla ballerina solista al teatro danza alla danza scherma. Oggi a Melpignano c’è anche un concertatore della danza , un corpo di ballo. Lo spettacolo va bene ma ci potrebbe anche essere una parte legata alla tradizione , frutto di un confronto corretto con addetti la lavori e studiosi.   E  non sarebbe male anche riflettere  sull’abito ,per rimanere più legati al tradizionale ed evitare “travestimenti”. Come scrivo nel libro le donne “ nelle occasioni festive e vita quotidiana portavano gonne scure lunghe fino ai piedi, con una o più sottogonne, e spesso annodavano sulla vita un grembiule.....le donne si recavano in campagna con un foulard sulla testa che le proteggeva dal sole. Quando inziava la danza spesso lo scioglievano e lo usavano come un accessorio....”

B&V- Cosa attira  coloro che si avvicinano allo studio e pratica della pizzica?

Tarantino- Ne parlo nel libro perchè sono sempre stata curiosa nel comprendere le ragioni di questo avvicinamento. Per molti c'è attrazione nei confronti della musica che li spinge a danzare, altri sono rimasti colpiti da qualche esibizione , altri ancora maturano qusto desiderio dopo una vacanza in Salento. Netta è la prevalenza femminile.  Nei miei corsi illustro subito la mia proposta didattica  legata al restauro della pizzica pizzica tradizionale. Interessante è  vedere  i danzatori al termine dei corsi. Si avverte una forte senso di liberazione e benessere  e una nuova attenzione  verso le culture tradizionali. 

 

B&V-Ma qual è il percorso di Franca Tarantino, qual è la sua storia legata a questa danza?

Tarantino- Una storia di amore e di passione , di ricerca di identità e origini. Posso definire l’incontro con la pizzica “una folgorazione”, un momento di grande emozione .Era il 1990 e mi trovavo a una festa a Carpignano Salentino (Festa te lo mieru) .: gli uomini un po’ alticci danzavano da una parte, le donne e le bambine da un’altra. Rimasi così colpita che da lì partì la spinta per saperne di più e cominciò la mia ricerca , in famiglia, all’inizio un po’ ritrosa a ricordare e raccontare, e fuori, sul campo attraverso interviste agli anziani raccogliendo ricordi e frammenti che portavano pian piano alla ricostruzione di un mosaico che aveva il sapore di un mondo arcaico e passato. Questa mia attività si andava a intrecciare con la mia attività di psicoterapeuta familiare e di restauratrice. Tra il 93 e il 98 una serie di restauri di quadri mi portarono proprio a Galatina, proprio vicino alla Cappella di San Paolo. Come racconto sempre nel libro," avevo sentito parlare fin da bambina del tarantismo e del suo rito con timore, come quando si ascoltano cose che non si capiscono bene”. Questo periodo fu un’occasione per vivere un territorio ricco di cultura , per  familiarizzare con gli studi di de Martino, per avvicinarmi sempre più alla cultura popolare e alla condizione della donna, e anche alla danza. La rinascita della musica salentina con gli Officina Zoè dava un ulteriore nutrimento alla mia ricerca. All’inizio la mia danza è però stata privata, dentro casa, perchè dava sollievo alla mia tristezza. A seguire ci fu il mio periodo romano, anni 2000, dove dopo una prima fase di sradicamento e solitudine ho fatto incontri importanti con salentini che risiedevano a Roma , e condividendo questa passione per la musica e danza popolare, ho ritrovato radici e appartenenza. Da qui tanti gli incontri importanti per il mio percorso artistico e professionale  come Davide Conte, Vincenzo Santoro, gli studi con Pino Gala ,l'apprezzamento per Placida Staro e Noretta Nori. Tutto questo mi   ha convinto sempre di più della necessità di una operazione di verità e correttezza.

 

Ester Ippolito

Il video  "Ricerca e restauro della pizzica pizzica"

https://www.youtube.com/watch?v=uAg9YyXppQ0

 

Grazie all’esplodere della moda della pizzica ...è evidente una maggiore attenzione al recupero del patromonio immateriale locale. Non sempre tuttavia l’insegnamento rispetta criteri filologici e non è infrequente osservare esibizioni che cedono al gusto della spettacolarizzazione o peggio alla simulazione del rito del tarantismo, sotto lo sguardo compiaciuto degli astanti che dimostrano di ignorare gli aspetti più intimii e dolorosi della storia di una comunità. Dunque, ora che i nostri vecchi ci hanno lasciato, mi sembra anora più importante mantenere viva la loro testimonianza e il ricordo di un ballo antico ma sempre capace di far divertire e riflettere”.   F. Tarantino, Il Ballo della Pizzica Pizzica, Itinerarti. In collaborazione con Vincenzo Santoro.

Il libro , presentato presso il Cip di Roma nelle scorse settimane, sarà nuovamente presentato a Lecce il 27  dicembre con la partecipazione delle danzatrici Maristella Martella, Moana Casciaro e Serena D’Amato.

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Franca Tarantino -Membro dell’International Dance Council - CID, psicoterapeuta e danzaMovimentoTerapeuta, ricercatrice e studiosa di cultura popolare, in particolare delle Danze Tradizionali del Sud Italia. Inizialmente spinta dalla riscoperta delle sue radici, sviluppa il suo percorso con l’approfondimento degli aspetti etno-coreutici e terapeutici, che alcune danze del Sud Italia ancora oggi conservano. Il bagaglio di esperienze che nel tempo ha costruito, si è sviluppato vivendo le atmosfere delle feste popolari, osservando ed ascoltando gli anziani. In seguito, approfondisce e perfeziona le sue conoscenze attraverso la partecipazione a stage-seminari e laboratori. Svolge laboratori di DanzaMovimentoTerapia nelle scuole pubbliche ed in ambito clinico. Insegna Danze Tradizionali del Sud Italia (pizzica pizzica e tarantelle del sud) in tutta Italia nell’ambito di Folk festival, nelle scuole pubbliche e presso il Centro di Iniziativa Popolare con Sud in Ballo. Nel 2009-2010 ha collaborato al progetto Taranta nella Rete “La pizzica-pizzica: tra oblio e rinnovamento” del Comune di Melpignano (Le) con Anna Cinzia Villani e Vincenzo Santoro. Ha fatto parte del corpo di danza della Notte della Taranta 2010, con il maestro concertatore Ludovico Einaudi. Ha danzato con alcuni gruppi di musica popolare fra cui : Uccio Aloisi Group (Salento), Antonio Infantino ed i Tarantolati di Tricarico (Lucania), Nuova Compagnia di Canto Popolare e Tony Esposito (Napoli), Encardia (Grecia), Menta Fresca Danza (Caserta) Ivano Fortuna (Taranto), Uaragniaun (Alta Murgia Altamura), I Tamburi del Vesuvio, Orchestra Italica di Tamburi a Cornice, Scantu de Core, Malicanti, Tre Meno un Quarto, Italia Migrante e con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma). Nel 2017 fonda la Compagnia di Danze Etniche Istòs. Nel 2019 pubblica “Il ballo della pizzica pizzica” di Franca Tarantino e Vincenzo Santoro edizioni ItinerArti, Alessano (Le). 

Vincenzo Santoro-  Studioso e saggista, è impegnato da molti anni nell’organizzazione di iniziative ed eventi sulle musiche e culture popolari del Mezzogiorno. Le sue pubblicazioni più importanti in questo campo sono: Il ritmo meridiano. La pizzica e le identità danzanti del Salento (con Sergio Torsello), Edizioni Aramirè 2002; Uccio Aloisi. I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare (con Sergio Torsello e Roberto Raheli), Edizioni Aramirè 2004; Il Salento di Giovanna Marini (con Roberto Raheli), cd doppio, Edizioni Aramirè 2004; Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina, Squilibri 2009; Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento, libro e cd audio, Squilibri 2010; Odino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l’Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975), libro e dvd, Squilibri 2017. Rito e passione. Conversazioni intorno alla musica popolare salentina, Itinerarti 2019. Attualmente è responsabile del Dipartimento Cultura e Turismo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.  


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