“Danza, scrivi e visita Danzainfiera”: il racconto "Nuevo Gasometro", terzo classificato

Dall'iniziativa di  Ballare Viaggiando "Danza, scrivi e visita Danzainfiera", realizzata in collaborazione con Danzainfiera (Firenze, 21-24 febbraio), ecco il racconto  di Giuseppe Focone "Nuevo Gasometro" classificatosi  al terzo posto ex aequo con l'  altro racconto qui pubblicato.  Il fascino di Buenos Aires,  tango, pallone, amore,  e gli interrogativi di un uomo che vuol  essere fedele alle proprie  passioni...

‘Stasera, proprio questa sera’. Le mani in tasca, lo sguardo assente, la sigaretta in bocca e quelle quattro parole che proprio non riusciva a levarsi dalla testa, ‘stasera, proprio questa sera’. Camminava controcorrente Ramon e non se n’era neanche accorto, tanto la sua mente viaggiava lontano da li, dalle case a schiera del barrio del Boedo, con le mura dei palazzi di un color panna sbiadito ed il rincorrersi di voci, suoni e colori tipici dei quartieri più popolari di Buenos Aires. Camminava controcorrente Ramon, perché per tutti, tranne che per lui, quella non era una giornata ma era la giornata, l’appuntamento dell’anno, la serata da consegnare agli almanacchi come i novanta minuti della storia, le ore da raccontare ai nipoti come le più folli della storia del club e del Boedo. ‘Stasera, proprio questa sera’ , continuava a mugugnare Ramon tra sè e sè, mentre l’autobus numero dieci tardava ad arrivare, quasi volesse salvarlo da un destino beffardo ma puntuale come un orologio svizzero.

D’altronde Sol era stata chiara, arcigna, inesorabile nel suo diktat, quasi spietata secondo Ramon: ‘o stasera vieni o tra noi è finita’, e quella frase riecheggiava da una settimana nella sua mente confusa, nel suo cuore ferito e messo alle strette tra i due suoi grandi amori. La moglie o l’amante? La sua Sol, tenera, caliente, adorabile e paziente oltre ogni limite, anche se stavolta il limite era stato superato da tempo. O il suo San Lorenzo, la passione di una vita, i suoi sogni da bambino di 35 anni, quelle undici maglie rossoblu che, nonostante sconfitte, disfatte e delusioni, facevano schizzare il suo cuore ogni maledetta domenica? Mai Ramon avrebbe voluto fare una scelta simile, ma il suo doppio innamoramento sarebbe stato destinato prima o poi ad uno scontro frontale. E quel momento era arrivato.

‘Stasera, proprio questa sera’, continuava a pensare mentre con l’autobus semivuoto risaliva Avenida 9 de Julio diretto verso i vicoli di San Telmo. Intanto    tutta la città era impegnata a fare il cammino inverso, perché per una volta, forse per la prima volta, le anime di Buenos Aires non sarebbero state Palermo Vieja e Recoleta, né tanto meno Puerto Madero e Piazza Italia ma proprio il poetico e vetusto barrio del Boedo. ‘E’ solo una partita, solo una stupida partita’. Ramon cercava di autoconvincersi, di allontanare la malinconia e di pensare positivo: “D’altronde anche il tango è famoso in tutto il mondo, siamo pur sempre argentini, dobbiamo essere fieri delle nostre tradizioni, portare avanti e far conoscere la nostra cultura in tutto il mondo. Sai che ti dico Ramon, ma si chissenefrega della partita, quante ne avrai viste? A migliaia, no? Allora una più una meno, che vuoi che sia? Che poi diciamocela tutta, per come stiamo giocando sarà un’altra sconfitta. Sicuro, sicuro un’altra sconfitta, quindi una bella serata di tango è proprio quello che ci vuole. E poi Ramon lo sai, stavolta Sol ha veramente ragione, povera ragazza, con questa scusa che si gioca solo una volta a settimana, che il San Lorenzo lotta per la salvezza, che ‘si va bene ti amo però sai c’è lo stadio’, è costretta a stare sempre sola, a viversi la sua passione per il ballo senza poterla condividere con me, insomma questa volta ha ragione lei”.

Eppure nonostante questo tentativo di apprezzabile trainig autogeno, c’era qualcosa che Ramon non riusciva proprio a mandar giù: “Però io dico – rifletteva – ma con tante serate, stasera proprio questa sera? Il San Lorenzo si gioca in casa la vita contro il Newells, è in gioco il nostro orgoglio e lei che fa? Pensa bene di esordire al Teatro Popular di San Telmo con il suo spettacolo, ma dico io ma si può?  Proprio oggi?”. Mentre i suoi pensieri lo avvolgevano una voce forte e severa fece scuotere il suo corpo: ‘Fine della corsa’. E Ramon si risvegliò, si alzò in piedi e scese i gradini del pulmann. In un attimo si sentì sollevato, il caldo abbraccio dei vicoli di San Telmo gli fecero per un attimo dimenticare le sue ansie, lo sguardo sereno degli artigiani ed il volto sorridente degli avventori allontanarono le sue paturnie. Ed eccolo il teatro, non quello dei suoi sogni che si trovava nel cuore del Boedo, ma il Popular dove Sol con la sua compagnia esordiva con lo spettacolo Tango Latino, una prima agognata dalla ragazza per tanto tempo, mesi di sudore, di allenamenti , di prove, di passi che finalmente trovavano concretezza. Per la prima volta, forse, si sentiva realizzata, felice, entusiasta e mai avrebbe perdonato Ramon, se lui avesse scelto di non esserci.

No, questa sera no, lui doveva esserci. E Ramon c’era, in prima fila, con il cuore diviso a metà ma con gli occhi tutti per lei, concentrati, catalizzati dai movimenti sensuali di Sol, dai suoi capelli biondi ed i suoi occhi castani, bella, bellissima come non mai, sicura, quasi divina, una musa sul palcoscenico. “E’ la donna della mia vita – pensava Ramon – si non ci sono dubbi, solo per lei potevo rinunciare ad una partita del mio adorato Ciclon”. E tutto intorno un frenetico ma poetico susseguirsi di ballerine, di coreografie, di applausi e di emozioni, il tempo che passava veloce e la frenesia di Ramon che si scioglieva quando le occhiate di Sol mandavano messaggi inequivocabili di amore incondizionato. Lei sapeva quanto era stato difficile per lui, era quasi dispiaciuta ma aveva avuto bisogno di capire quanto Ramon era pazzo di lei, fino a dove sarebbe stato disposto ad arrivare pur di volerla, quanto lei era davvero importante. Ora lo avevo capito, il resto non contava più, erano fatti l’uno per l’altro, il tango per lei, il San Lorenzo, per lui, due lati della stessa medaglia, lo stesso modo di vivere la vita in maniera intensa, totale senza compromessi.

Ed ora che l’aveva capito Ramon poteva andare, doveva andare, doveva correre a sostenere il suo San Lorenzo nell’ultima decisiva battaglia, aiutarlo a conquistare i tre punti che avrebbero scongiurato la prima struggente retrocessione della squadra. Ramon capì tutto dalla sua espressione e volò via, cominciò a correre a perdifiato attraversando Buenos Aires come un automa, una corsa sfrenata e inutile, ormai era tardi, non ce l’avrebbe mai fatta ad arrivare al Nuevo Gasometro, ma a lui non importava. Voleva sentirsi vicino alla squadra, avvicinarsi allo stadio per cogliere gli umori della gente che come lui amava e soffriva per il Ciclon, respirare quell’aria di tensione e di speranza che erano per lui la quintessenza della sua stessa esistenza. Anche se ora qualcosa era cambiato, ora sentiva che lei c’era, era al suo fianco, Sol c’era e non lo guardava più come un immaturo, come un peter pan prigioniero di una fede ma lo capiva, perché in fin dei conti la loro passione era la stessa, tango o calcio, che differenza c’è se a muovere tutto è la genuinità dei sentimenti. Correva Ramon mentre le luci di Baires lo accompagnavano e gli applausi scroscianti del Teatro Popular si mischiavano con quelli del Nuevo Gasometro. ‘Stasera, proprio questa sera’, pensò di nuovo, guardando la luna piena che abbracciava la città...‘stasera proprio stasera…che sera indimenticabile’.

Giuseppe Focone

Foto Tango  Cappellari e Biffani

Al terzo classificato  dell'iniziativa " Danza, scrivi e vista Danzainfiera" è stato  destinato come omaggio il libro di Isa  Grassano "In viaggio con le amiche",  edizioni Newton 101 …idee di viaggi e tour in Italia e all'estero dal sapore pink .. .  e in libertà, complici anche musica e danza.


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