La Scala " casa del Balletto". La programmazione della stagione 26/27 tra sfide artistiche e stilistiche

 

La seconda Stagione di Balletto alla Scala  firmata da Frédéric Olivieri   fa della continuità la propria forza e il vero propulsore per nuove sfide artistiche e stilistiche.  Tornano importanti titoli del repertorio, per coinvolgere l’intera Compagnia, fare tesoro della maturazione acquisita dagli artisti già cimentatisi nei ruoli, ma anche per offrire chances alle nuove generazioni, del Corpo di Ballo e quelle che sempre più accorrono in Teatro.   La nuova Stagione propone sette programmi, ma nove titoli, essendo una serata a dittico e una a trittico; cinque le riprese, di cui tre a serata intera, e quattro nuovi ingressi, tra cui, vero momento clou nella nuova programmazione, l’acclamata rivisitazione di Giselle firmata da Akram Khan: nata nel 2016 come produzione esclusiva dell’English National Ballet, viene ora affidata agli artisti del Balletto della Scala. E sarà una prima nazionale, non essendo mai stata rappresentata prima d’ora nel nostro Paese.

Dal grande repertorio, torna ad allietare le feste Lo schiaccianoci di Rudolf Nureyev, che apre la Stagione: titolo ideale e sempre atteso, da giovani, famiglie, e da tutti coloro che amano la danza e vogliono condividere questo momento di magia. Per la Compagnia significa riportare in scena uno dei principali balletti di Nureyev, con scene e costumi bellissimi, e che, con un importante numero di ruoli e di recite ˗ 14 più la consueta Anteprima Giovani ˗ potrà offrire a tutti grandi opportunità.

Il secondo titolo dal repertorio, Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine, tornerà nel mese di luglio a dieci anni dalle precedenti rappresentazioni. Fiore all’occhiello delle programmazioni del Maestro Olivieri, che nel suo primo mandato segnò una fase importante di collaborazione creativa con il Balanchine Trust, con l’autorizzazione a creare per la prima volta nuove scene e nuovi costumi, firmati da Luisa Spinatelli. Uno straordinario successo per un balletto bellissimo e intelligente, che racconta una storia mantenendo le qualità specifiche balanchiniane, con molti e diversificati ruoli, per mettere in evidenza e alla prova numerosi artisti. Come nello Schiaccianoci, anche nel Sogno si evidenzia l’importante connubio tra formazione e professionalità, tra Scuola e Compagnia; grandi balletti, in cui anche gli allievi della Scuola di Ballo saranno impegnati in maniera significativa.

Questo vale anche per il terzo lavoro di ripresa, Paquita di Pierre Lacotte, nel mese di novembre. Recentissimo ingresso nel repertorio, il grande successo di due anni fa ha portato alla riproposta di un lavoro esemplare dello stile di Lacotte, la tipica attitudine a creare movimenti difficili, variazioni, grandi momenti corali per tutta la Compagnia, virtuosismo e grande difficoltà tecnica per i protagonisti e, come nella tradizione dei grandi balletti, una storia coerente e splendide scene e costumi.

Per la sua importanza nella storia della danza del Novecento e nella storia del balletto alla Scala, non poteva mancare nel centenario della sua nascita un omaggio a Maurice Béjart, coreografo immenso, universale, che ha rivoluzionato il mondo della danza, l’idea stessa dell’interpretazione, legata al teatro e a una visione globale. Per questo omaggio, nel mese di settembre, torneranno in scena due tra i balletti più iconici, L’uccello di fuoco e Boléro, con Roberto Bolle protagonista in diverse recite, accanto a un titolo mai visto finora alla Scala, Serait-ce la mort?, un balletto molto forte, interpretativo, molto speciale per Béjart stesso. Con una musica bellissima, e una cantante in scena, sarà una esperienza teatrale e allo stesso tempo intima per la nostra platea e per il nostro Teatro.

Il debutto nazionale, a marzo, della Giselle di Akram Khan si collega alle esperienze di collaborazione che nella Stagione ‛25/‛26 hanno portato alla Scala i lavori di Ohad Naharin e Pina Bausch. Collaborazioni che non possono nascere se non da reciproca fiducia e accoglienza. La versione integrale infatti segue il debutto del coreografo al Gala Fracci del 2026, dove il suo iconico pas de deux da Giselle è stato interpretato da Camilla Cerulli e Marco Agostino. Akram Khan ha visto e ha capito l’energia, la qualità, la verità e la sintonia tra i ballerini e nei suoi confronti, e di tutto il Teatro, e ha concesso il suo capolavoro. E sarà un lavoro importante per gli artisti, di immersione nel suo linguaggio coreografico viscerale, radicato nel Kathak e nella danza contemporanea, con workshop e lezioni di danza classica calibrate per entrare nel senso, nel respiro, nell’anima stessa del suo movimento.

Doppia novità per la Scala tra maggio e giugno, nel Dittico Dawson/Morau dedicato a due artisti contemporanei di primissimo livello. Con The Four Seasons ancora una volta si esalta la qualità artistica, tecnica, musicale e visiva dei balletti di Dawson, un  lavoro perfetto per la Compagnia scaligera, che sa interpretare il suo stile e la sua prospettiva che porta all’oggi la struttura classica. Marcos Morau è l’opposto, nel dare una visione teatrale completa di ogni momento musicale. Tra gli autori attualmente più corteggiati e più ammirati, colpisce al cuore in ogni suo lavoro e non lascia mai indifferenti. Per la prima volta alla Scala, prosegue la linea artistica delle recenti programmazioni nel mostrare la genialità di coreografi contemporanei di cambiamento, di rottura.

Étude, recentissima creazione per l’Opera di Parigi, è un lavoro che coinvolge il teatro anche come spazio, e infatti l’allestimento verrà rifatto ad hoc per la Scala. Uno spazio di vita e di luce, che ogni artista segue e che ogni artista riceve. Toccando il senso profondo e personale di una vita artistica che in un attimo cambia, finisce o si rivolge altrove, porta a una riflessione sul passato. E un pensiero sul futuro.

A questa programmazione si aggiunge anche per il 2027 il Gala Fracci. Alla sua sesta edizione, prosegue con doverosa continuità questo appuntamento, inaugurato da Manuel Legris, per mantenere vivi il ricordo e i momenti emblematici di una carriera incredibile, la visione, le produzioni che questa straordinaria artista ha fatto, quelle che avrebbe voluto fare, con alcune trasversalità, comunque collegate al suo repertorio. Un omaggio che è anche internazionale, grazie ai guest che ogni anno celebrano alla Scala questo appuntamento, assieme a tutto il Corpo di Ballo e gli Allievi della Scuola, che saranno anche impegnati nel tradizionale appuntamento scaligero a loro destinato.

La nuova Stagione porterà per il Balletto scaligero anche l’inizio di una nuova collaborazione produttiva, nel segno di una linea artistica contemporanea, che unirà il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e il Piccolo Teatro, in occasione delle celebrazioni degli ottant’anni dalla sua fondazione. Per 8 recite, dal 17 al 21 marzo, gli artisti scaligeri saranno per la prima volta interpreti sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Mont Ventoux, creazione di Mattia Russo e Antonio de Rosa per il Collettivo Kor’sia, ispirata dall’opera di Francesco Petrarca Ascesa al monte ventoso. La produzione, vincitrice del prestigioso premio Fedora - Van Cleef & Arpels 2023 e del MAX Award for Performing Arts come Best Dance Show 2024, è stata coreografata in collaborazione con gli interpreti: sarà dunque una nuova sfida anche per i danzatori scaligeri entrare in un nuovo mondo artistico dal segno davvero originale. Per dare il giusto risalto alle importanti musiche dei balletti della Stagione è imprescindibile il contributo dei direttori d’orchestra: anche questa Stagione ci permette di proseguire il rapporto di collaborazione e fiducia instaurato con diverse bacchette - tornano Kevin Rhodes, Simon Hewett e Paul Connelly, ma anche di instaurare nuove collaborazioni, con altri direttori che ben conoscono il mondo del balletto, come Andrea Quinn e José Salazar.

www.teatroallascala.org

Credit foto  teatro Alla Scala 

Foto 1- La Scala, Lo Schiaccianoci, Brescia e Amisano 

Foto 2- Englidh Natiobal Ballet dancers as Wilis Akram Khan's Giselle

Foto 3- Carla Fracci, Giselle 1964, Erio Piccagliani 


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