Tornano gli anni 60, un invito a ballare... anche con Let it Boat

"Finché vedrai
sventolar bandiera gialla
tu saprai che qui si balla
ed il tempo volerà...” (Bandiera Gialla, Gianni Pettenati)

Ballare e divertirsi con il revival  degli anni 60, dal twist al surf dall’ hully - gully allo shake ...un’occasione di divertimento  imperdibile per tutte le età  da cogliere nei locali, nelle piazze   d’estate e in eventi  dedicati. Tra questi anche la minicrociera Let it Boat in programma a maggio (12-15 maggio)  da Civitavecchia a Barcellona in collaborazione con  Grimaldi  Lines

andiera Gialla, versione italiana di The pied piper incisa lo st

di Ester Ippolito

Indimenticabile twist, allegro hully gully, scatenato shake….Negli anni 60, insieme al boom della musica leggera, nazionale o di importazione, ci fu un ricco fiorire di  balli, di varia tradizione e origine, che hanno cominciato a tenere  banco nelle  feste, nelle rotonde sul mare, nelle spiagge, in alternativa allo statico ballo del mattone. Nuovi ritmi che hanno “ scoppiato” la coppia invitando alla libertà di movimento. Tante ancora oggi le possibilità per rinnovare questa esperienza, nei locali, nelle piazze d’estate e in eventi dedicati. Tra questi in programma  la minicrociera Let it Boat dedicata agli anni 60, in programma dal 12 al 15 maggio  da Civitavecchia a Barcellona in collaborazione con Grimaldi Lines, firmata Elly Travel e MitinItaly (cfr sezione Viaggi),  un appuntamento di cui www.ballareviaggiando.it è media partner. Una proposta, di cui presto si saprà molto di più, e che vede protagonisti la musica e i balli, i miti dell’epoca, a cominciare dai Beatles,  e le emozioni legate a quel decennio. Un long week end “a caccia degli anni 60” da Roma a Barcellona, attraversando il Mare Nostrum a bordo della Cruise Roma, che prenderà il via da Piazza Cavour per arrivare alla Sagrada Famiglia di Barcellona, in un’appassionante caccia al tesoro fra i luoghi più magici delle due città, sbarcando nella capitale catalana con un suggestivo corteo di auto storiche.

Dal rock and roll e cha cha cha …

Alcuni balli hanno segnato un’epoca, altri sono caduti nel dimenticatoio dopo aver fatto divertire per una sola stagione. Da ricordare che a capo del fermento degli anni 60 c’è sempre il padre rock and roll che ha spopolato negli anni 50, anzi la sua data di nascita è fissata nel 1954 con la canzone di Bill Haley e il suo gruppo (The Comets) "Rock around the clock", inserita nella colonna sonora del film "Il seme della violenza" (1955). Il gioco è fatto, i giovani stravedono per questo ritmo, Elvis Presley diventa un mito e la sua influenza arriva anche da noi contagiando Little Tony, Bobby Solo, Celentano. Alla fine degli anni 50, salgono alla ribalta anche i ritmi latino americani, dal mambo al cha cha cha: indimenticabile la coppia Xavier Cugart-Abbe Lane e tra le varie canzoni di moda “ Il Cha cha cha della segretaria”( Michele Gramazio).Nell'estate del 1962 dobbiamo a Edoardo Vianello il cha cha cha di “Pinne fucile e occhiali”.

Il trionfo del twist, hully gully e surf

Il twist, dall'inglese “ torcersi ” o “ dimenarsi”,  di origine americana e derivazione del  rock'n'roll, la cui nota caratteristica è la torsione del ginocchio, fu lanciato  nel 1961 da  Chubbi Checker con "The twist" e "Let's twist again". “Ballare  il twist è come spegnere una sigaretta con i piedi - spiegò il cantante. Mitici i successi internazionali che si ispirarono al twist, a cominciare dai Beatles con “Please please me" e "Twist and shout", e "Speedy Gonzales" cantata da Pat Boone. In Italia le canzoni più popolari furono “ Stai lontana  da me “ di Adriano Celentano, “Tintarella di luna”, e “Una zebra a pois” di Mina, "Guarda come dondolo" di Edoardo Vianello, e "St. TropezTwist”, e  ancora Speedy Gonzales nella versione italiana, cantata con grande successo da Peppino Di Capri. Accanto al twist trionfò a casa nostra il ritmo dell’l'hully-gully, di origine sudamericana, portato alla popolarità da alcuni celebri brani di Edoardo Vianello: “ Hully Gully in dieci”, “ Abbronzatissima” (1963), e soprattutto “ I Watussi”, boom dell'estate 1964 e che ancora oggi rimane l’inno di questo ballo, un  richiamo  irresistibile, una parola d’ordine alla quale si risponde alzandosi e mettendosi tutti in fila  a ballare...  L'hully gully fu, in fondo, uno dei primi balli di gruppo. Negli stessi anni, dalla California, si diffuse il surf ( dal surfing delle onde dell'oceano,uno sport polinesiano in grande diffusione in America), un ritmo che si legò  a livello internazionale  alle musiche dei Beach Boys. I protagonisti del surf italiano sono stati invece  nel 1964 Rita Pavone, con “Datemi un martello“, Catherine Spaak con “L'esercito del surf”, e tanti altri, tra cui ancora Edoardo Vianello con "Tremarella".

Arriva lo shake

Il '66  fu infine l'anno  dello  shake, uno scuotimento in libertà, senza passi codicizzati,  il padre  di quello che poi, con innumerevoli varianti, diventerà il  ballo da discoteca. Davvero ognuno per sè. In Italia, a Roma, il Piper ne  è stato il luogo sacro.  Fra le  canzoni italiane più note del periodo , “I ragazzi dello shake”, cantata da Gianni Morandi, e  il famoso “geghegè”, lanciato da Rita Pavone nel 1966 nella trasmissione Studio Uno. Una icona dell’epoca fu la canzone Bandiera Gialla di Gianni Pettenati del 1966 (Alberto Testa - Nisa - S.Duboff - A.Kernfeld), versione italiana di "The pied piper", incisa lo stesso anno da Patty Pravo (brano marchio del PIper di Roma), una espressione piena della voglia di ballare e di libertà. Al centro ci sono i giovani e le loro aspirazioni come indicava la felice trasmissione radiofonica Bandiera Gialla ,in onda sul secondo programma dal 16 ottobre 1965 al 9 maggio 1970, inventata da Boncompagni ed Arbore. Frutto tardivo  degli anni 60, quando generazioni di giovani  cominciavano ad avere meno attenzione per il ballo ed erano attratti da nuovi fermenti, fu  il “ Ballo di Simone”, brano cantato nel 1968 da Giuliano e i Notturni,  traduzione italiana di "Simon Says", del gruppo americano Fruitgum Co. Un ritmo travolgente  che  ebbe comunque un grande successo e  che ancora oggi trascina in pista ballerini di varie età.

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