Parco Letterario Carlo Levi, il rito antico del Carnevale di Aliano

Raccontare l’Italia attraverso i luoghi, la storia e le tradizioni che hanno influenzato alcuni dei più importanti autori italiani  è tra gli obiettivi de I Parchi Letterari®, realizzati in collaborazione della Società Dante Alighieri (Palazzo Firenze, Roma). E tra gli eventi più suggestivi legati al Carnevale c’è quello di Aliano che prenderà vita dall’8 febbraio fino al 17  (8,15 e 17 le giornate in festa) nel sito  del  Parco Carlo Levi di Aliano (Matera) dedicato all’autore di  ” Cristo  si è fermato  a Eboli”, e luogo che negli anni  è divenuto sempre più luogo di vita e di ispirazione dello scrittore.

Il Carnevale di Aliano è  legato ad antiche tradizioni, alla musica popolare  suonata con strumenti tipici  come la cupa cupa e la fisarmonica , a opere di artigianato come le caratteristiche maschere colorate, ed è  uno dei riti della tradizione lucana più antichi e suggestivi, un evento  che coinvolge per la forza e il sentimento profuso  proprio dagli   abitanti di Aliano. Per  la prima volta quest’anno,  domenica mattina 8 febbraio, le maschere di Aliano, di Tricarico e di Teana, accompagnati da gruppi folk, sfileranno tra i suggestivi calanchi tra Aliano e Alianello, per rivivere nel paesaggio lunare argilloso tipico della Val D’Agri le atmosfere quasi spiritiche del Carnevale di un tempo...

Le tipiche  maschere di Aliano costruite con le sapienti mani degli artigiani  -  sono  uniche, non è possibile trovarne altrove a testimonianza di una tradizione che qui  si è conservata- e  i coloratissimi cappelli che cercano di smorzare le maschere che a volte appaiono minacciose,  sfilano per le strade del paese accompagnate dalla musica facendo rivivere   una festa  di antichi origini, con probabili elementi apotropaici di esorcismo verso il male. Le maschere più caratteristiche sono cornute, demoniache o spettrali e gruppi di giovani percorrono il paese armati di ciuccigno, una sorta di manganello flessibile, indossando  i classici mutandoni invernali ("i cauzenitt") cingendosi trasversalmente con un nastro di cuoio da cui pendono numerosi campanelli di bronzo e finimenti di muli e cavalli. Una fascia di crine circonda la vita, mentre il capo è coperto da una grossa maschera composta di argilla e cartapesta, sormontata da un gran numero di penne di gallo, dalla cui parte frontale spuntano corna assai pronunciate e lunghi nasi pendenti  raffigurano creature diaboliche e grottesche.    In occasione del Carnevale, anche la  cucina contadina alianese esprime le proprie   ricette secolari con le   Frzzue che  vengono cosparse di formaggio pecorino e rafano, pianta invernale, e conditi con ragù di cotica e carne di maiale.

“Venivano a grandi salti, e urlavano come animali inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida. Erano le maschere contadine. Portavano in mano delle pelli di pecora secche arrotolate come bastoni, e le bandivano minacciosi, e battevano con esse sulla schiena e sul capo tutti quelli che non si scansavano in tempo ...”

Carlo Levi, Cristo si è fermato ad Eboli

 

 

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