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IL NATALE DIVERSO DE LO SCHIACCIANOCI DI MAX VOLPINI

  L’albero di Natale c’è, il sogno resiste, la danza liberatoria e leggera è protagonista, più mondi si incontrano e si scontrano in un ambiente scuro ma ravvivato da mille colori. E’ “Lo Schiaccianoci” del coreografo  Massimiliano Volpini, balletto simbolo della tradizione natalizia, in scena al Teatro Vascello di Roma dal 18 al 31 dicembre,con la compagnia  Balletto di Roma. Una nuova versione ( produzione 2018) ribaltata, portata ai tempi nostri, affondata nelle nostre  problematiche attuali tra muri, mondi dei derelitti, forze oscure, voglia di scoprire nuove realtà, sguardo al futuro. Una operazione non facile considerando quanto sia  magica   e sognante la versione tradizionale, la cui prima storica è andata in scena a San Pietroburgo il 18 dicembre del  1892.   Nel primo atto, la protagonista Clara varca il muro trovandosi a contatto con una comunità di senzatetto che passano le loro giornate difendendosi dai nemici  e accontentandosi di quello che trovano. Qui Clara e il suo giovane amico affronteranno con questa nuova parte di umanità  difficoltà e scontri  con l’esercito dei topi laddove la  battaglia dei topi, uno di momenti clou del balletto, diventa un cruento scontro di strada . Nella seconda parte Clara, fuori pericolo, scopre un altro mondo fatto di sogni e magie, e qui il balletto recupera parte della tradizione con le danze del mondo, ballo spagnolo, arabo ecc, e il famoso valzer  che riunisce un po’ tutti gli attori della storia. Ma sarà solo un momento...   Scoperta, sorpresa, paura, amore   e sogno sono gli elementi principali sottolineati dal coreografo e portati in scena dai giovani danzatori della  compagnia Balletto di Roma, direttrice artistica Francesca Mangini, con eleganza, energia e leggerezza al tempo stesso;  ricercati   e originali i costumi di Erika Carretta, scenografia essenziale tra cartoni, carrelli e giochi di luce,  il tutto  sull’onda delle splendide  musiche di CajkovskIj.   Questa opera, che ha voluto indagare anche sul senso delle festività di oggi- come si legge nella brochure di presentazione- "fa pensare che in tutti noi si possa sempre nascondere  una piacevole sorpresa e che è importante coltivare i sogni custoditi  in fondo ai cassetti perchè potrebbero rivelarsi meravigliosi progetti di vita nuova “.La tappa romana si conclude il 31 dicembre con uno speciale Capodanno per festeggiaree il 2019 tutti insieme. e.i. www.massimilianovolpini.com www.ballettodiroma.com www.teatrovascello.it       Balletto di Roma LO SCHIACCIANOCI ideazione e coreografia Massimiliano Volpini musiche Pëtr Il'ič Čajkovskij scene e costumi Erika Carretta lighting design Emanuele De Maria con i danzatori del Balletto di Roma   Speciale Capodanno: € 75,00 prezzo per capodanno posto unico   Comprensivo di spettacolo Lo Schiaccianoci   e a seguire ore 23.00 : polenta con sugo rosso o bianco (a scelta) crudités di Natale (finocchi, olive, arance e semi di melograno) Pane, pizza scrocchiarella, cubetti di parmigiano, cubetti di salumi e mortadella frutta di stagione, acqua, vino rosso   e per la mezzanotte: panettone/pandoro, torrone e dolcetti spumante acqua, coca-cola e aranciata e come da tradizione un assaggio di lenticchie       info 065898031 – 065881021  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. TEATRO VASCELLO   Via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma   Tel. 06.5881021/06.5898031   www.teatrovascello.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.     Spettacoli: dal 18 al 31 dicembre 2018, dal martedì al sabato h21,00 domenica h18,00, riposo 24-25 dicembre 2018   Orari biglietteria   lunedì h.10-17 (ad eccezione dei giorni in cui è prevista la rappresentazione fino alle ore 21.30); dal martedì al -sabato h.10-21.30; domenica h. 14-19       Il Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un'ottima visibilità da ogni postazione.  

BELEN MAYA, STAGE DI FLAMENCO A ROMA, IALS, A GENNAIO

  In occasione del Festival di Flamenco 2019, che si svolgerà a Roma negli spazi del Parco della Musica dal 10 al 20 gennaio, Algeciras Flamenco, associazione culturale e gruppo di musica e danza flamenca, presenta uno stage d'eccezione con la danzatrice   Belèn Maya, tra le protagoniste di questa edizione del Festival romano. La balaidora sarà infatti in scena   all'Auditorium Parco della Musica venerdì 11 gennaio con lo spettacolo "Dejà vu". Belén Maya García, tra le ballerine di flamenco più innovatrici del panorama spagnolo, nasce per caso a New York nel 1966 durante uno dei tour dei suoi genitori, i ballerini Mario Maya e Carmen Mora . L’artista inizia a danzare   sin dalla tenera età  ( danza classica, indù e contemporanea in Italia, Germania e Inghilterra), entra  nel Balletto Nazionale Spagnolo e   si unìsce poi  alla compagnia di Mario Maya, suo padre. Fonda  una  propria compagnia, con la quale va  in  tour internazionali    fino a diventare parte dell'Andalusia Dance Company .Nel 1997, crea una compagnia con la cantante catalana Mayte Martín , con la quale condivide lo spettacolo dell’Auditoium, e  procede in una carreira di grande successo tra spettacoli di valore e riconoscimenti, mettendo il luce la tradizione e la modernità della danza flamenca.   Lo stage, una occasione imperdibile,  si svolgerà presso lo IALS (Roma, via Fracassini 60)  sabato 12 e domenica 13 gennaio con i seguenti orari: sabato,15.30-16.30 Bata de Cola,17.00-18.30 Guajira (Intermedio),18.30-20.00 Seguiriya (Avanzato). La domenica 10.00-11.00 Bata de Cola ;11.30-13.00 Guajira (Intermedio);13.00-14.30 Seguiriya (Avanzato).La prenotazione è  obbligatoria (posti limitati).Sono previsti sconti per gruppi superiori a  6 persone e insegnanti.   Informazioni e prenotazioni  stage Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

IN QUESTO NUMERO...

On line il nuovo  numero targato  dicembre  2018 - gennaio 2019 di ballareviaggiando.it che ci conduce tra suoni e ritmi del mondo attraverso un viaggio dai tanti colori. Si comincia in Home Page ripercorrendo i  paesi musicali  illustrati  nella trasmissione  Ballareviaggiando su RadioDanza, frutto di una collaborazione tra la nostra rivista web e "la radio che balla". Dal Brasile all'Argentina, dall'Egitto alla Russia, alla scoperta di stili di ballo e curiosità con l'intervento di ospiti esperti. Le trasmissioni riprenderanno a gennaio 2019.   B&V alza, poi,  il sipario sulla nuova edizione di Danzainfiera a Firenze, in programma dal 21 al 24 febbraio 2019 alla Fortezza da Basso di Firenze, che porta il vento della danza nel capoluogo toscano, in tutte le sue sfaccettature, generi e stili, e tante storie. E un grande evento, a dicembre,  da ricordare, i festeggiamenti con un grande spettacolo a Napoli, dei venti anni di Taranta Power con Eugenio Bennato. In Paesindanza focus Serbia: in questa terra, oggi  destinazione turistica di notevole interesse, l'integrità culturale punta molto sui balli e sulle musiche popolari, oltre che sulla capitale Belgrado e sulle testimonianze dei fasti della Roma imperiale. Protagonista delle danze tradizionali è il Kolo, che grazie alla sua vivacità è sempre tra i vincitori dei festival internazionali di balli popolari. Per Protagonisti l'incontro con Melissa Mattiussi, danzaterapeuta e danzatrice professionista, che ha  trasformato la sua passione per la danza in una mission: riportare a sorridere Corpo-Mente-Spirito delle Donne di ogni età con il  suo metodo MEL SYSTEM (Movimento - Energia - Leggerezza). Dalla danza classica  all'hip-hop e break dance, dal teatro danza al  flamenco, dall'ideazione  del   percorso di Gipsy Fusion Dance,  dalla danzaterapia,  filosofie orientali quali Buddismo e Zen alla  scelta vegana, questo il percorso di Melissa. Manfredi Gelmetti,   ballerino di flamenco, attore e regista, ci racconta la genesi del suo spettacolo "Callas Te Quiero- La Lirica incontra il Flamenco", che ha  debuttato in prima nazionale lunedì 10 dicembre  al Teatro Quirino di Roma. Un progetto artistico intenso  e originale che nasce  dal profondo amore per la lirica di Manfredi Gelmetti e dalla capacità dell'artista di leggere l'universo femminile attraverso le arti. In Eventi il primo appuntamento dell'anno  con il Festival di Danza Spagnola e flamenco, al Parco della musica di Roma , dal 10 al 20 gennaio : una grande  vetrina per mostrare  la sfaccettata attualità della danza spagnola sperimentale e del flamenco in tutte le sue varianti. Ai primi dell'anno entra nel vivo  anche la stagione  de La Filarmonica romana con oltre 50 appuntamenti con grandi solisti, talentiemergenti, e  danza  naturalmente. Momento clou la IX edizione del Festival Internazionale della Danza di Roma, in collaborazione con il Teatro Olimpico. Tante le novità in calendario, fra cui spicca la prima mondiale di “Alice” dei Momix.   Per Musica e Danze Popolari, Nemi, borgo incantato nel cuore dei Castelli Romani,  ha  incontrato  il Natale – 8, 9 e 16 dicembre- creando una atmosfera di gioia, festa e musica  tra  i suoni delle zampogne,  le  danze popolari, visite guidate fra i vicoli fra note e racconti, musica e balli per tutti in attesa delle festività. L’evento,  promosso dal Comune di Nemi, è organizzato dall' Associazione Culturale Il Flauto Magico,  presidente la danzatrice e docente Ials Francesca Trenta, in collaborazione con Terra Nemorense,   I Passi della  Tradizione&   MeRitmiri Meridione Ritmi e Riti. Nemi in Folk torna a primavera.    E con l'anno nuovo appuntamento al Parco della Musica  con Chiarastella , 4-5 gennaio, un progetto originale di Ambrogio Sparagna, una edizione dal titolo " Come in strada così in cielo"  che presenta delle novità e sorprese rispetto alle passate edizioni. Al via dal 17 novembre fino a giugno 2019 il Festival TarantaLove a Roma, presso il  Pianeta  Sonoro:   "il meglio del Salento"   con i protagonisti attuali della musica popolare con la   direzione artistica Davide Conte.
Nella rubrica Viaggi tematici legati al ballo, dal 4 all'11 luglio 2019 un tour organizzato da Terra di Danza con due tappe estremamente interessanti: Tallinn, Estonia, per assistere  al Folk Dance Estonian Festival,  4-7 luglio, con la partecipazione di 8000 danzatori,  più  una tappa a San Pietroburgo, la Venezia del nord, con possibilità di assistere  a uno spettacolo di danze russe a teatrValitutda tutto  l'anno  inoltre, la proposta dell'operatore Estland per  un tour in Armenia tra spiritualità e tradizioni, tra danze popolari e musica antica.  E a Tahiti, il Manava Beach Resort & Spa Moorea  propone  serate dedicate alla musica e danza tradizionale polinesiana, molto antica e legata  a riti primordiali che simbolizzano l'unione con la madre terra. Un arricchimento  importante della vacanza. Per Scuole segnaliamo il Sabato in danza de Il Tappeto Volante di Padova: una rassegna di danze popolari etniche attraverso dei pomeriggi dedicati a seminari introduttivi   ad alcune delle danze del mondo più affascinanti: dalla danza indiana alla danza nomade, dalle danze del  nostro sud  alla danza egiziana... Per Musica e Parole, il ricco Natale  del Parco della Musica  di Roma, con una programmazione variegata per tutti i gusti, e la visita di Mogol alla casa museo di Ardea del maestro Franco Califano: un omaggio  in forma di poesia per l'artista scomparso. E fino al  6 gennaio, per chi ama il musical, "Aggiungi un posto a tavola"  al teatro Brancaccio di Roma , una delle più amate commedie musicali italiane che Alessandro Longobardi ha riportato sulle scena in tutto il suo splendore. Con Gianluca Guidi e un cast eccezionale. E ancora tante  news su stage, eventi , festival e  spettacoli,    la ricca sezione Video, curata da Elio Ippolito, e notizie di turismo ( Turismopiù) in attesa di novità per il 2019.... Iniziative: ricordiamo   gli appuntamenti  su richiesta di ballareviaggiando Academy, lezioni di danze popolari italiane per turisti italiani e stranieri di passaggio nella capitale, e congressisti, con la docente, danzatrice e ricercatrice   Francesca Trenta.  Incontri   in locali romani con stage più aperitivo. Per informazioni  e richieste scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ------------------------------- BallareViaggiando è su facebook (Pagina) e su Twitter. Sul gruppo Ballare Viaggiando FB è possibile condividere eventi di danza e musica. I SERVIZI OFFERTI DA BALLAREVIAGGIANDO.IT  ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) ° Si realizzano videoclip e promo  a prezzi competitivi (concerti, spettacoli, saggi fine anno eccetera) °Si realizzano lavori grafici, locandine, folder ecc °Servizio Ufficio Stampa, Servizio Newsletter promozione eventi ° Inserzioni banner per raggiungere un target interessato al tema della danza, musica e del viaggio

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VENTI ANNI DI TARANTA POWER, GRANDE FESTA A NAPOLI IL PRIMO DICEMBRE 2018

Grande festa a Napoli il primo dicembre in Piazza del Plebiscito  con Eugenio Bennato per festeggiare il primo  ventennale di Taranta Power, mettendo al centro il ritmo del sud e la tarantella, con un live che vede la partecipazione  dei principali gruppi che negli ultimi decenni hanno interpretato, custodito e tramandato il linguaggio fisico della musica popolare. Direzione artistica Eugenio Bennato. In collaborazione con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Dalle 18,000, ingresso gratuito

 

Venti anni di ritmo e di impegno , venti anni  per riportare alla luce  il battito del sud, venti anni per coinvolgere più generazioni in questa onda  popolare che unisce il  sud italiano a tutto il Mediterraneo.  Venti anni di Taranta Power, movimento fondato nel 1998 da Eugenio Bennato che, sulla scia di uno straordinario rinnovato interesse del grosso pubblico giovanile per il ritmo della taranta rituale, ha proposto nuove strade di creatività artistica segnando  una frattura con il passato modo d’intendere la musica popolare in Italia. Questi venti anni, e questa " rivoluzione culturale", saranno festeggiati il primo dicembre prossimo, a Napoli in Piazza del Plebiscito con un grande concerto live , sotto la direzione artistica di Eugenio Bennato, con la partecipazione dei principali gruppi musicali che in questi ultimi anni  hanno interpretato, custodito e tramandato il linguaggio fisico della musica popolare. Ed ecco che , con il patrocinio   del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e dell'Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, "il primo dicembre la Taranta si impossesserà di Napoli, con tutta la sua energia prorompente. Il ritmo indiavolato, la musica dei briganti, la forza dei canti popolari....tamburelli, castagnette, balli..all'inseguimento del battito del sud..".

Il ritmo che scaccia i demoni sarà il grande protagonista della festa popolare di piazza del Plebiscito. "... la taranta nascosta fra le foglie secche delle piantagioni o fra le crepe della terra arida colpisce a tradimento, soprattutto le donne, scalze nel lavoro dei campi, e il veleno risale nelle arterie e si impossessa delle membra, e una persona tranquilla diventa tarantata, e allora invoca il battito del tamburello o l’ipnosi di una melodia ostinata per poter instradare le sue convulsioni e il suo malessere nell’esercizio liberatorio della tarantella".

"L’evento che segna la nascita ufficiale del movimento Taranta Power – ricorda  Bennato – è storico. Eravamo a Lecce, era il 3 ottobre del 1998. Accanto a me in palcoscenico c’erano i massimi esponenti della musica di taranta di tutte le regioni del Sud: per il Gargano, i Cantori di Carpino (già allora ultraottantenni) guidati dal mitico Sacco Andrea e da Antonio Maccarone e Antonio Piccininno, e poi l’insuperato Matteo Salvatore; per il Salento, i maestri della pizzica Alla Bua e Aramirè; per la Sicilia, Alfio Antico; Antonio Infantino e i Tarantolati di Tricarico per la Basilicata, e il gruppo Tactus per la Calabria. A quel debutto, seguì un tour che coinvolse con grande successo i più importanti centri sociali del Nord: il Leoncavallo a Milano, la Flog a Firenze, il Pedro a Padova, il Livello 57 a Bologna, il Faro a Roma. L’emozione e l’esperienza di questi intensi e straordinari vent’anni sono quelli di una vera rivoluzione culturale, che comincia anzitutto dai più giovani. Dappertutto, nascono festival e rassegne, si aprono scuole di taranta, e nei circuiti internazionali la musica etnica italiana si afferma per la prima volta come patrimonio stabile nel panorama della world music. Una nuova classe di artisti, oggi, è viva e proiettata nel domani con l’eredità e gli insegnamenti dei maestri della tradizione" . “Negli ultimi venti anni – ancora Eugenio Bennato – abbiamo vissuto e viaggiato al ritmo della taranta, portando il linguaggio del Sud Italia in ogni città del pianeta. Basti pensare al  nostro ulimo tour primavera-estate appena terminato: dal Portogallo al Maghreb (Tunisia, Algeria), fino all’Opera House del Cairo".

Il programma del live  è molto ricco e coinvolgente . Tra i partecipanti dalla Sicilia Alfio Antico e  Mario Incudine; dalla Puglia  Mimmo Epifani; dal Salento Officina Zoè; dal Gargano Rione Junno; dalla Calabria  Phaleg Trio, Mujura; dalla Campania  Marcello Colasurdo Paranza,   Daniele Sepe, Erasmo Petringa,   Achille e i solisti di Montemarano per la Tammurriata di Montemarano, Suoni Antichi - I bottari di Macerata Campania, Il Tesoro di San Gennaro. Dal Marocco  Ezzaime El Alaoui Mohammed; dalla Tunisia  M'Barka Ben Taleb; dal Mozambico  Zena Chabane.

Le Voci del Sud

Omaggio a Carlo D’Angiò - Pagina ufficiale (Campania)

Omaggio ai Maestri di Carpino (Gargano)

Omaggio ad Antonio Infantino (Basilicata)

dalla Basilicata il poeta Carmine Donnola

Previsti stage di danze popolari  prima del concerto: 

TARANTELLA CALABRESE a cura di Francesca Trenta

PIZZICA a cura di Maristella Martella

TARANTELLA DEL GARGANO a cura di Sonia Totaro e Carmela Taronna

TAMMURRIATA a cura di Angela Esposito e Dario Mogavero

TARANTELLA DI MONTEMARANO a cura della scuola di Tarantella Montemaranese

Ospiti speciali

le Donne del Sud

Arisa (Basilicata)

Dolcenera (Salento)

Pietra Montecorvino (Campania)

 

la band di Eugenio Bennato

Ezzaime El Alaoui Mohammed voce, darbouka, viola

Sonia Totaro voce, ballo

Mujura basso, chitarra acustica, voce

Ezio Lambiase chitarra elettrica, chitarra classica

Francesca Del Duca voce, batteria, percussioni

 

 

 

Eugenio Bennato (Napoli 1948) fonda negli anni Settanta la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il primo e più importante gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell’Italia del Sud. La NCCP si affida alla direzione musicale di Roberto De Simone, e viene scoperta da Eduardo De Filippo che la accoglie nel suo storico teatro napoletano, il San Ferdinando, e nel 1972 la presenta al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Parte da lì un prestigioso giro nei massimi teatri italiani e all’estero (Francia, Inghilterra, Germania, Jugoslavia, URSS, Argentina; fra gli altri).Eugenio, nel 1976, fonda con Carlo D’Angiò Musicanova e inizia un’attività autonoma di compositore con costante riferimento allo stile popolare. Realizza numerosi LP di successo, fra cui “Brigante se more” (1979), contenente brani sul brigantaggio meridionale ancora oggi estremamente popolari tra il pubblico giovanile. Nel 1998 fonda il movimento “Taranta Power”. Nel 2002 pubblica un nuovo lavoro intitolato “Che il Mediterraneo sia”, che allarga il senso della musica etnica italiana a un orizzonte mediterraneo.  . Significativa è la collaborazione col teatro dell’Opera del Cairo, per un grande “Concerto mediterraneo” (2004). Nel 2008 viene invitato al Festival di Sanremo dove presenta il brano multietnico “Grande Sud”. Nel 2010, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, propone il concerto “Briganti emigranti”. A ottobre 2010  esce il libro “Brigante se more” che racconta la storia della celebre ballata da lui scritta con Carlo D’Angiò nel 1979. Nel 2011 scrive una “Suite per orchestra e voci popolari” eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Teatro di San Carlo. Nello stesso anno esce il disco “Questione meridionale”. La raccolta “Navegantes” è destinato al pubblico sudamericano in occasione di un lungo tour che tocca Venezuela, Argentina, Cile e Brasile. È del 2017 l’ultimo album “Da che Sud è Sud”, che viene presentato in Italia e in un giro di concerti nei teatri più prestigiosi delle capitali nordafricane: Tunisi, Rabat, Algeri e Il Cairo (2018).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In programma Sul palco:

Eugenio Bennato

dalla Sicilia: Alfio Antico, Mario Incudine

dalla Puglia: Mimmo Epifani

dal Salento: officina zoè

dal Gargano: Rione Junno

dalla Calabria: Phaleg Trio, Mujura

dalla Campania: MARCELLO COLASURDO PARANZA, Daniele Sepe, ERASMO PETRINGA, Achille e i solisti di Montemarano per la Tammurriata di Montemarano, Suoni Antichi - I bottari di Macerata Campania, Il Tesoro di San Gennaro

dal Marocco: Ezzaime El Alaoui Mohammed

dalla Tunisia: M'Barka Ben Taleb

dal Mozambico: Zena Chabane

Le Voci del Sud

Omaggio a Carlo D’Angiò - Pagina ufficiale (Campania)

Omaggio ai Maestri di Carpino (Gargano)

Omaggio ad Antonio Infantino (Basilicata)

dalla Basilicata il poeta Carmine Donnola

Stage di Tammurriata, Pizzica, Montemaranese, Tarantella Garganica e Calabrese

 

Ospiti speciali:

le Donne del Sud

Arisa (Basilicata)

Dolcenera (Salento)

Pietra Montecorvino (Campania)

 

 

la band di Eugenio Bennato:

Ezzaime El Alaoui Mohammed voce, darbouka, viola

Sonia Totaro voce, ballo

Mujura basso, chitarra acustica, voce

Ezio Lambiase chitarra elettrica, chitarra classica

Francesca Del Duca voce, batteria, percussioni

 

Evento in collaborazione con OmastEventi

 

 

"L’evento che segna la prima manifestazione ufficiale del movimento TarantaPower è uno storico concerto tenuto a Lecce il 3 ottobre 1998.

 

Sono presenti i massimi esponenti della musica di taranta di tutte le regioni del sud; per il Gargano i Cantori di Carpino, guidati dal mitico Sacco Andrea, e il cantore Matteo Salvatore; per il Salento i maestri della pizzica dei gruppi Alla Bua e Aramirè, per la Sicilia Alfio Antico, Antonio Infantino e i Tarantolati di Tricarico per la Basilicata e il gruppo Tactus per la Calabria.

Segue un tour che coinvolge con grande successo i più importanti centri sociali del nord, dal Leoncavallo di Milano alla Flog di Firenze, al Pedro di Padova, al Livello 57 di Bologna, al Faro di Roma.

 

Il bilancio dei vent’anni trascorsi a partire da quell’avvio straordinario, è quello di una vera rivoluzione culturale nell’ambito di una vasta fascia di giovani. Sorgono dappertutto festival e rassegne, si aprono scuole di taranta in tutta Italia, e per quanto riguarda i circuiti internazionali la musica etnica italiana afferma per la prima volta stabilmente la sua presenza nella world music.

Nasce una nuova generazione di artisti che oggi è viva e presente e proietta creativamente nel futuro gli insegnamenti dei maestri della tradizione.

 

Il termine “taranta” si diffonde con una energia che rischia di sconfinare nella moda, ma ottiene lo straordinario risultato di ribaltare i termini della questione meridionale e diffondere in tutto il mondo l’immagine di un sud nuovo, trasgressivo e propositivo, con i valori della sua antica cultura magica e della sua arte in grado di contrapporsi alla piattezza dell’universo globalizzato."

 

Il ritmo, nelle terre d’Italia del sud, è da sempre legato ad un ballo maledetto, un ballo ghettizzato o proibito, la tarantella, che per vivere o sopravvivere è costretta a dichiararsi stato di necessità fisica, pratica di guarigione da uno stato alterato, sorta di esorcismo in musica per scacciare il demone che invasa e possiede il tarantato.

E la taranta nascosta fra le foglie secche delle piantagioni o fra le crepe della terra arida colpisce a tradimento, soprattutto le donne, scalze nel lavoro dei campi, e il veleno risale nelle arterie e si impossessa delle membra, e una persona tranquilla diventa tarantata, e allora invoca il battito del tamburello o l’ipnosi di una melodia ostinata per poter instradare le sue convulsioni e il suo malessere nell’esercizio liberatorio della tarantella.

Il mito della taranta nasce così proprio nell’era dell’oscurantismo cristiano, quando le divinità pagane, gli dei “falsi e bugiardi”, sono messi a tacere dai nuovi apostoli di una religione più razionale e composta, austera e castigata. Dioniso, Bacco e Apollo, divinità di riti sfrenati del vino, della poesia e dell’eros spariscono nella nuova cultura che rinnegherà l’edonismo classico per il misticismo medievale e San Paolo nella lettera ai Corinzi raccomanda di evitare nei riti tutte quelle manifestazioni troppo inclini all’estasi.

Le donne mediterranee della Magna Grecia si vedono così private di quelle esternazioni che consentivano loro di rivendicare il diritto alla libertà e all’eros e di vincere nella festa e nel rito la subalternità comunque esistente e legata alla loro condizione femminile. E il ballo vietato, e il furore bacchico della musica e del vino proibiti, e l’eros represso fanno sì che la gente del sud cominci a dichiararsi “malata” e ad invocare la necessità di guarigione attraverso la pratica magica della tarantella.

E così dalle feste pubbliche del dio pagano, dalla festa del dio che balla, si passa alla festa nascosta del dio che perdona, rappresentato dal suo apostolo San Paolo protettore dei tarantati nel chiuso dei cortili o nel sagrato della basilica di Galatina che al santo è dedicata e che accoglie ed assiste le vittime della taranta nella fase finale della guarigione.

 

 

BIOGRAFIA.

 

 

 

Eugenio Bennato (Napoli 1948) fonda negli anni Settanta la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il primo e più importante gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell’Italia del Sud. La NCCP si affida alla direzione musicale di Roberto De Simone, e viene scoperta da Eduardo De Filippo che la accoglie nel suo storico teatro napoletano, il San Ferdinando, e nel 1972 la presenta al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Parte da lì un prestigioso giro nei massimi teatri italiani e all’estero (Francia, Inghilterra, Germania, Jugoslavia, URSS, Argentina; fra gli altri).

 

Eugenio, nel 1976, fonda con Carlo D’Angiò MUSICANOVA e inizia un’attività autonoma di compositore con costante riferimento allo stile popolare. Realizza numerosi LP di successo, fra cui “Brigante se more” (1979), contenente brani sul brigantaggio meridionale ancora oggi estremamente popolari tra il pubblico giovanile.

 

Nel 1998 fonda il movimento “Taranta Power” che, sulla scia di uno straordinario rinnovato interesse del grosso pubblico giovanile per il ritmo della taranta rituale, propone nuove strade di creatività artistica e segna una frattura con il passato modo d’intendere la musica popolare in Italia. A partire dal Womad di Peter Gabriel in Australia (2001) la sua nuova musica lo porta a tenere centinaia di concerti in tutti i continenti.

 

Nel 2002 pubblica un nuovo lavoro intitolato “Che il Mediterraneo sia”, che allarga il senso della musica etnica italiana a un orizzonte mediterraneo, e apre alla collaborazione di energie artistiche presenti in Italia per la nuova emigrazione proveniente dai Sud del mondo. Significativa è la collaborazione col teatro dell’Opera del Cairo, per un grande “Concerto mediterraneo” (2004). Nel 2008 viene invitato al Festival di Sanremo dove presenta il brano multietnico “Grande Sud”. Nel 2010, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, propone il concerto “Briganti emigranti”. A ottobre 2010 esce il libro “Brigante se more” che racconta la storia della celebre ballata da lui scritta con Carlo D’Angiò nel 1979. Nel 2011 scrive una “Suite per orchestra e voci popolari” eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Teatro di San Carlo. Nello stesso anno esce il disco “Questione meridionale”. La raccolta “Navegantes” è destinato al pubblico sudamericano in occasione di un lungo tour che tocca Venezuela, Argentina, Cile e Brasile. È del 2017 l’ultimo album “Da che Sud è Sud”, che viene presentato in Italia e in un giro di concerti nei teatri più prestigiosi delle capitali nordafricane: Tunisi, Rabat, Algeri e Il Cairo (2018).-----

 

 

 

Messaggio originale ----------

Da: patrizia claps

 

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