La cubana Ana Carla Maza, cantante e violoncellista di alto livello, ha regalato al pubblico italiano un concerto entusiasmante al Parco della Musica di Roma ( 28 marzo), una delle tappe del suo tour mondiale per la presentazione del suo ultimo progetto discografico Alamar. Un viaggio nei ritmi potenti dell' America Latina , tanta passione e una energia straripante, un' artista padrona del palcoscenico e del suo violoncello che danza con lei. Dal cha cha al merengue, dalla salsa alla cumbia, dalla bossa nova al jazz e al tango spericolato di Piazzolla. Accanto a emozioni, racconti di vita, visioni di Cuba in un momento di grande difficoltà, amore e nostalgia.
Radici cubane , il retaggio musicale dell'Isla Grande che ha plasmato l'anima, passione, energia, cuore, talento e studio. Bellezza e freschezza, spontaneità. E un violoncello che palpita con lei. E' questo il biglietto da visita di Ana Carla Maza , violoncellista cubana , cantante , compositrice e produttrice, che ha tenuto un bellissimo concerto al Parco della Musica di Roma (28 marzo) , per presentare il suo nuovo progetto discografico Alamar: un dialogo tra voce e violoncello, un respiro musicale che spazia in tutta l' America latina, un linguaggio musicale etnico ma anche contemporaneo, un insieme di note tristi ma anche note piene di speranza e amore, brani cantati in spagnolo, francese ,portoghese e inglese. E i ritmi infiniti che sanno di mondo latino... cha cha, bolero, salsa, cumbia bossa nova ,jazz, tango, bachata....
Tradizioni, culture e lingue , tanta musica e tanta energia in scena , e anche tanta storia personale che si traducono in racconti al pubblico tra un brano e l'altro. Come la storia di Alamar, da cui origina il nome del nuovo album, quartiere di Cuba dove l'artista è nata e cresciuta , prima di andare a studiare musica classica in Francia e iniziare un suo percorso internazionale portando ovunque il ritmo del suo paese e di tutta l'America Latina , miscelando la sua musica con le tonalità classiche e aprendosi al mondo. Il quartiere di Alemar ha accolto molti esuli cileni con l'avvento di Pinochet: Ana Carla è figlia di madre cubana e padre cileno. Ha conosciuto la tristezza dell'esilio ma ha vissuto anche la pienezza della musica , la musica di Cuba che è ovunque. "E tutta la mia famiglia canta e suona, e insieme facciamo sempre musica". E Cuba è sempre presente, oggi ancor più di ieri con le sue difficoltà attuali. E poi la nostalgia che si riflette nella musica : quando sei in Europa hai nostalgia di Cuba e quando sei a Cuba hai nostalgia dell'Europa. Ma Ana Carla crede nell'amore e invita ad avere fiducia.
Amore e passione hanno prodotto uno spettacolo intenso , dove il canto si è intrecciato ai virtuosismi del violoncello di cui l'artista è completamente padrona . Un'artista che sa condividere la sua musica, sa creare empatia , e che a conclusione ha interagito con il pubblico entusiasta continuando a ballare e cantare. Ana Carla è stata affiancata sul palco dalla pianista Mily Pérez, e da Jay Kalo, batterista e percussionista di grande estro.
Nata a L’Avana nel 1995, nel quartiere di Alamar all’interno del “Edificio de los Chilenos” sito simbolico dell’esilio cileno dopo il 1973 che aveva accolto più di 180 bambini e famiglie, Ana Carla è cresciuta in un’ambiente fortemente influenzato dalla memoria, dalla resilienza e dalla musica. Figlia di madre cubana e padre cileno in esilio, porta con sé una duplice eredità culturale, trasformandola in una musica di comunicazione, coraggio e riconciliazione.Nonostante le ombre dell’esilio, Ana Carla Maza emana gioia e generosità sul palco, e una rara abilità a trasformare le ferite del passato in bellezza musicale. In ALAMAR, tesse insieme l’eco di Violeta Parra con la forza dei maestri cubani Beny Moré, Bola de Nieve, Celina González, Omara Portuondo per creare un linguaggio musicale che è allo stesso tempo contemporaneo e universale.
Ester Paparozzi Ippolito
Credit foto 1 Oreana Nunez