Russia e Ucraina, tradizione e spettacolo

In Russia e Ucraina, popoli sparsi su un vastissimo territorio  sono riusciti a salvaguardare un ricco patrimonio di danze tradizionali attraverso la creazione di grandi  spettacoli. Mescolando sapientemente tecnica e folklore, la danza russa è entrata per sempre nell’immaginario collettivo, come la piazza Rossa di Mosca e l’Hermitage di San Pietroburgo. Ma anche città meno famose custodiscono grandi tesori…

di Livia Rocco

Tradizionale e classico, ‘popolo’ e ‘accademia’: da questa commistione nascono spesso i balli più interessanti. La Russia è un brillante esempio - tra i più conosciuti -  di questa magica miscela. Come è avvenuto per il canto, con i celeberrimi cori,  anche la danza ha contribuito fortemente a rappresentare l’identità del Paese a livello internazionale. Quella delle danze russe è un’immagine forte nel panorama mondiale: potente, quasi acrobatica, ma anche elegante e vivace. Movimenti di difficile esecuzione, che richiedono un costante allenamento, rendono uniche queste danze tradizionali, strettamente connesse alla danza accademica. Nel balletto classico, infatti, si ritrovano alcuni passi presenti in nuce nelle danze russe e ucraine: è il segno che queste danze hanno fornito la ‘materia prima’ per sviluppare la tecnica classica.

Nel balletto dell’Armata Russa una sintesi delle danze popolari

Come retaggio del regime sovietico, la diffusione e la ‘spettacolarizzazione’ delle danze folkloriche russe è affidata a gruppi ‘istituzionali’, primo fra tutti l’Armata Russa. Questa formazione, nata per intrattenere le forze armate con coro, orchestra e balletto, oggi è composta da circa 100 artisti che portano in giro per il mondo uno spettacolo affascinante e composito.

Il balletto folkloristico dell'Armata Russa esegue danze popolari di tutte le repubbliche dell'ex URSS: balli tradizionali, danze dei cosacchi, ricostruzioni di combattimenti tra Ussari. Il repertorio riflette la pluralità del patrimonio culturale russo, attraverso coreografie arricchite da costumi colorati, virtuosismi ed evoluzioni spettacolari della tradizione popolare, accompagnate da melodie e strumenti tipici come la balalaika.

La troika e l’hopak

La troika è una delle danze più famose e caratteristiche del folklore russo. Per imitare la tipica slitta o carretto trainato da tre cavalli – la troika, appunto - i tre ballerini – di base un uomo tra due donne – si tengono per le braccia e danzano in varie combinazioni che riproducono il passo dei cavalli. Si creano così schermaglie amorose e miniature, mentre i gruppi di tre formano un grande cerchio, che prevede l’alternarsi di ‘passeggiate’ e ‘balli’. I ballerini tenendosi per mano alzano le braccia e le ballerine a turno si infilano nel varco tra il ballerino e la sua compagna, e passando dietro la schiena del ballerino tornano nella posizione di partenza. Al ripetersi di ogni sequenza, il cavaliere corre avanti lungo il cerchio e riprende la passeggiata con la coppia di dame che lo precede.

Nota in tutto il mondo come danza dei cosacchi è l’hopak (o gopak), considerato il ballo nazionale ucraino. Il nome deriva dal verbo hopati, che significa ‘saltare’: ecco perché quando saltiamo eslamiamo ‘hop’! Danza maschile molto energica, veniva praticata come già all’inizio del XVI secolo e ha tra sue varianti l’hopak marziale (boyovy hopak). Nell’hopak viene usato tutto il corpo: chi lo pratica deve essere robusto, abile nel maneggiare armi e oggetti, e deve anche saper cantare. Pur avendo un’origine popolare, questa danza ricorda le arti marziali e in Ucraina viene tramandata in scuole che creano veri e propri atleti. La tradizione delle danze cosacche e del folklore ucraino è affidata al Balletto statale.

Tipiche delle danze russe e ucraine sono, per gli uomini, le lunghe casacche decorate e i pantaloni larghi infilati negli stivali, accompagnati da pugnali e sciabole. Le donne sfoggiano una grande varietà di colori, con vesti ricamate, gonne ampie, copricapo e foulard delle tinte più vivaci.

Non solo Mosca e San Pietroburgo

Quando si pensa alla Russia, la mente va subito all’ immensità di Mosca e di San Pietroburgo; proprio la città fondata dallo zar Pietro il Grande è la terra d’origine degli artisti dell’Armata Russa, che nei loro spettacoli fanno conoscere a tutto il mondo il folclore nazionale. Chi ha visitato l’antica capitale dell’impero russo in primavera, non dimentica lo spettacolo del mar Baltico e del grande fiume Neva durante il disgelo, quando il ghiaccio comincia a spaccarsi formando tante piccole isole…Indimenticabile anche l’enorme Palazzo d’Inverno con il suo prezioso museo dell’Ermitage.

Ma molte altre suggestioni – non meno forti di quelle offerte dalla Piazza Rossa di Mosca e dal fantastico Cremlino della capitale, tutto da vedere – sono disseminate all’interno di questa sconfinata nazione. Anche nei centri meno grandi e popolosi non mancano chiese dalle cupole dorate o dipinte, monasteri e fortezze.

I ‘monumenti bianchi’ di Vladimir e Suzdal, per esempio, fanno parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Di epoca medievale le Cattedrali della Dormizione e di San Demetrio, nonché la Porta d’Oro a Vladimir; a Suzdal, invece, risalgono al 1222 e al XVI secolo il Cremlino con la cattedrale della Natività e il Monastero di Sant’Eutimio, circondato da mura enormi con ben venti torri.

Anche la città di Novgorod vanta un imponente Cremlino (antica cittadella fortificata), monasteri come quello di San Giorgio, e un originale museo all’aperto dedicato alla cultura russa, dove spiccano le ricostruzioni delle case contadine in legno (Izbe).

Chiese, monasteri e case sono spesso circondati da prati e alberi, in una pianura che si estende a perdita d’occhio: lo spazio non manca e…per ballare serve spazio!

Stampa