“ LO CUNTO DE LA VECCHIA VERGINE”, BASILE, NELLA VERSIONE MAGICA DI LONGOBARDI

Un’avventura ricca di magia e  di incanto nell’ascoltare una favola antica- ma anche moderna- attraversando sale altrettanto magiche, partecipare alle vicende raccontate tra giochi di luci e musica popolare, costumi  ricchi di colore, ilarità degli attori, situazioni grottesche. E’ quanto si vive in questa full immersion nel mondo delle favole popolari di Giambattista Basile, con la  versione teatrale di Vincenzo Longobardi “ Lo cunto de la Vecchia Vergine “ andata in scena al Teatro Di Documenti di Roma dal 12 al 14 aprile scorso

Un’avventura ricca di magia e  di incanto nell’ascoltare una favola antica... ma anche moderna. Lo spettacolo “ Lo cunto de la Vecchia Vergine “ di Vincenzo Longobardi, autore, attore e regista, andata in scena al Teatro Di Documenti di Roma dal 12 al 14 aprile scorso, ha proposto un Teatro favola che indaga sui sentimenti umani- in questo caso  il desiderio di bellezza e ricchezza e l’invidia  ne  sono i protagonisti  - attraverso personaggi esilaranti,  spirito napoletano verace , risate ma anche spunti di riflessione, con l’accompagnamento di musiche e danze tradizionali della Campania, dalla tamurriata alla montemaranese con tamburelli, castagnette, e chitarra a sottolineare i momenti della storia.


Una storia, che vede attori maschi che intepretano personaggi femminili rifacendosi in parte  alla tradizione del teatro greco, e donne che interpretano personaggi maschili  regalando uno spirito grottesco e verosimile a tutta la vicenda. Ed ecco che lo spettatore, alla quale viene regalato il piacere della narrazione ritornando un po' all'infanzia,   viene condotto  in    un viaggio di parole, battute, risate e sonorità campane passando  attraverso  più sale e più situazioni : uno spettacolo itinerante che passa dai battibecchi delle vecchie e bruttissime sorelle ,chiuse  nel loro fondo,   al desiderio “ al buio” del giovane principe, dalla “ truffa” perpetrata ai danni  del principe  alla fastosa  cerimonia di nozze,  dalla scoperta nella prima notte d’amore dell’imbroglio e  bruttezza e senilità della sposa  all’incantesimo che porterà una nuova bellezza e al trionfo della felicità fino allo scoppio di invidia della brutta sorella che morirà " scotennata" per conquistare una nuova e impossibile bellezza.


Una nuova vita a una  vecchia favola di  Giambattista Basile, letterato e scrittore italiano di epoca barocca, nato nel 1566 a Giugliano in Campania , primo a utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare,  tratta dalla raccolta, in dialetto napoletano,  di cinquanta fiabe di origine popolare, raccontate nel corso di cinque giornate (da cui il titolo postumo de Il Pentamerone), dove si ritrovano  anche   personaggi mitici delle favole più note  come Cenerentola o Gatto con gli Stivali   che ispirarono   scrittori come Perrault.

“Giochi di luci, videoproiezioni e suoni conducono il pubblico nei meandri del Teatro di Documenti, ambientazione unica e magica, proprio come quella che si respira nel testo originale di Giambattista Basile-le parole di Longobardi, che continua:   "Il riscontro dello spettacolo è stato davvero ottimo, siamo riusciti a coinvolgere il pubblico e devo dire che tutto è cominciato come   un azzardo, una sfida, che ha avuito un lieto fine. La scoperta del Teatro di Documenti mi ha permesso inoltre  di pensare ad una versione itinerante del racconto della Vecchia scorticata, connotando di ulteriori significati mistici e misterici il testo che già in origine ne era fortemente intriso.  Speriamo di poter replicare e di realizzare lavori di questo genere che guardano a dei classici della tradizione sempre molto attuali. Nei testi di Basile, e che abbiamo voluto rappresentare, si trovano le tracce di  un'antica cultura popolare- rituali, detti e modi di dire, immagini, metafore-un linguaggio molto schietto, che in certe parti ho voluto modernizzare per facilitare la comprensione, e una morale che viene esposta chiaramente dallo stesso scrittore in  ogni suo racconto.  La messa in scena porta vizi e virtù a schierarsi gli uni contro le altre, impegnati in uno scontro violento   animato tra le affascinanti sale di questo teatro" .


E nel caso della Vecchia Vergine (la  scorticata) l’avvertimento è quello di stare  lontani dal desiderio estremo di bellezza,  rassegnarsi al passare del tempo ed evitare  sentimenti di invidia che possono portare alla morte. Eleganti e ben cadenzati gli interventi musicali, di danza e canto, del gruppo che ha regalato al pubblico un coinvolgimento  finale.

Vincenzo Longobardi, nato a Gragnano (NA), è un grande appassionato di teatro e di antropologia. Autore di pubblicazioni a carattere storico, antropologico nonché di numerosi testi teatrali,  è  regista innovativo di particolare talento.Tra le sue ultime opere teatrali “ La Famiglia Esposito".

Ester Ippolito

Foto  di  Claudio Poggi

Foto di Elio Ippolito by Ballareviaggiando.it

I protagonisti

Vincenzo Longobardi, Maila Barchiesi, Donatella Busini, Silvia Casadei, Masaria Colucci, Rosario Gargiulo, Rosa Inserra, Carmela Rossi, Mauro Toscanelli, Stefania Venettoni. Per la parte musicale e danza Sandro Pasquali , Grazia Barbero, Giampiero Masala, Raffaella Moschella, Aldo Ancona, Bianca Maria Salvati.

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