DELEDDA 100, in Sardegna la prima nazionale (5 agosto) di "Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa" di Mvula Sungani

Il 2026 segna una ricorrenza di straordinaria importanza per la cultura italiana, per la Sardegna e per la storia dell’emancipazione femminile: il centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento nel 1926. Per celebrare questo storico anniversario, mercoledì 5 agosto, presso Piazza Is Ballus, a San Giovanni di Sinis – Cabras (OR),  va in scena la prima nazionale di "Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa", nell’ambito della rassegna I Giganti dell’Arte 2026 – Penisola del Sinis. Protagonisti dello spettacolo  l'étoile Emanuela Bianchini, che firma anche la struttura coreografica definitiva dell'opera, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parola è affidata alla grande attrice sarda Lia Careddu, mentre la musica dal vivo vede protagoniste le voci di due interpreti come Flo e Serena Pisa, accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, autore anche della direzione musicale, da Erasmo Petringa al violoncello e al basso, autore degli arrangiamenti per archi, dal polistrumentista Francesco Di Cristofaro, al pianoforte, fisarmonica e flauti, e da Marco Caligiuri alla batteria, percussioni ed elettronica, con la partecipazione del Quintetto d'Archi.

Lo spettacolo rappresenta il cuore artistico delle celebrazioni di “Deledda 100”, proponendo una rilettura contemporanea della figura della scrittrice sarda attraverso il dialogo ideale con Eleonora Duse. Un’opera multidisciplinare , da un'idea  del regista e coreografo Mvula Sungani, che intreccia danza, musica dal vivo e parola per raccontare due donne che, pur provenendo da esperienze artistiche differenti, hanno saputo cambiare profondamente la cultura italiana con la forza del loro talento, del loro lavoro e della loro libertà.

DELEDDA E DUSE – La rivoluzione silenziosa. Un viaggio tra danza, musica e parola

Pur appartenendo a mondi espressivi differenti, Grazia Deledda ed Eleonora Duse condividono un percorso umano e artistico sorprendentemente affine. La prima, scrittrice autodidatta profondamente legata alla Sardegna, seppe trasformare la propria terra in un universo narrativo capace di parlare al mondo intero; la seconda rivoluzionò il linguaggio della recitazione con un’interpretazione moderna, essenziale e profondamente interiore. In un’epoca nella quale il ruolo della donna era ancora fortemente limitato, entrambe riuscirono ad affermarsi come artiste e intellettuali, conquistando un’autorevolezza destinata a lasciare un segno nella cultura italiana ed europea e anticipando, con la loro stessa vita, una moderna idea di autonomia, libertà e parità.

Il punto di incontro tra queste due figure è Cenere, il celebre romanzo di Grazia Deledda che nel 1916 diventa film muto interpretato da Eleonora Duse nella sua unica esperienza cinematografica. Un’opera simbolica che unisce letteratura, teatro e cinema, parola e immagine, Nord e Sud, trasformandosi nel cuore poetico dello spettacolo. Da qui prende avvio un dialogo artistico che attraversa il tempo e restituisce al pubblico due donne che hanno cambiato il proprio Paese senza clamore, ma con una straordinaria capacità di incidere nella coscienza collettiva.

La figura di Grazia Deledda emerge così nella sua piena modernità. Prima donna italiana insignita del Premio Nobel per la Letteratura, assegnatole nel 1926, fu anche la prima donna candidata al Parlamento italiano nel 1909, quando il suffragio politico era ancora riservato agli uomini. Ottenne 34 voti, dei quali 31 contestati: un episodio apparentemente marginale che oggi assume il valore di un gesto simbolico, testimonianza del coraggio con cui seppe sfidare le convenzioni del proprio tempo e aprire una strada verso una nuova consapevolezza del ruolo delle donne nella società.

L’opera DELEDDA E DUSE – La rivoluzione silenziosa nasce da un’idea del regista e coreografo Mvula Sungani, concepita durante la pandemia in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita della scrittrice nuorese. Un progetto  profondamente personale, dedicato alla memoria della madre, sarda originaria di Nuoro, e della nonna, entrambe figure che hanno ispirato una riflessione sulla forza silenziosa delle donne e sulla loro capacità di trasformare il dolore in dignità, libertà e futuro. La prima versione dello spettacolo, prevista nel 2021, non poté andare in scena a causa della pandemia. Oggi quell’idea trova finalmente compimento in una nuova produzione, ripresa e rielaborata dall’étoile Emanuela Bianchini, che ne firma la struttura coreografica definitiva.

 "Nel silenzio, dove la parola si dissolve, il suono si fa memoria e il gesto prende forma, nascono emozioni e visioni. Questo spettacolo è nato anche per Vanna e Lucia, mia madre e mia nonna, due donne sarde che, come Olì e la stessa Deledda, hanno saputo resistere al proprio tempo, difendere la propria libertà e trasformare il dolore in forza- le parole di Mvula Sungani.  Da questa visione prende forma lo spettacolo  che restituisce la storia di Grazia Deledda non come quella di un’icona del passato, ma come quella di una donna capace di parlare ancora al nostro presente. Attraverso la vicenda di Olì, protagonista di Cenere, emerge una riflessione universale sul sacrificio, sulla maternità, sulla responsabilità e sulla dignità umana. Il rapporto con il figlio Anania diventa il filo conduttore di una narrazione che supera il tempo storico e invita a interrogarsi sul significato dell’amore, della cura e della capacità di riconoscere il dolore dell’altro.

La scena si sviluppa come uno spazio sospeso, dove danza, musica e parola si fondono in un unico linguaggio espressivo. Nel silenzio, come nel cinema muto, ogni gesto diventa racconto, ogni movimento custodisce una memoria, ogni presenza si trasforma in emozione. È la cifra poetica della physical dance di Mvula Sungani, nella quale il corpo non accompagna la narrazione ma la genera, traducendo in movimento i sentimenti, i conflitti e le tensioni interiori dei personaggi.

Accanto alla danza, la musica dal vivo assume un ruolo centrale nella costruzione drammaturgica. Lo spettacolo attraversa alcune tra le pagine più significative della canzone d'autore italiana – da Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André, Franco Battiato e Renato Zero, insieme ai canti della tradizione popolare – proposte attraverso nuovi arrangiamenti che intrecciano sonorità acustiche ed elettroniche. Le canzoni diventano parte integrante della narrazione, non come semplice accompagnamento musicale, ma come patrimonio poetico capace di dialogare con l'universo di Grazia Deledda e con i temi che attraversano la sua opera. La scelta musicale nasce dalla volontà di raccontare, anche attraverso le parole dei grandi cantautori italiani, il rapporto tra madri e figli, osservato da uno sguardo maschile che si interroga sulla propria fragilità, sulla responsabilità e sulla capacità di riconoscere il valore della cura. È il percorso che attraversa Anania, il figlio di Olì in Cenere, quando comprende che l'amore non coincide con il desiderio o con l'affermazione di sé, ma nasce dal riconoscimento dell'altro e dalla consapevolezza del suo dolore.

Letteratura, musica e danza si intrecciano così in un racconto che supera la vicenda individuale per parlare dell'essere umano, della memoria e della possibilità di cambiamento. L'immaginario di Grazia Deledda dialoga con il presente attraverso un linguaggio scenico essenziale e fortemente evocativo. I danzatori diventano proiezioni viventi della memoria, traducendo in movimento emozioni, conflitti e paesaggi interiori, mentre la musica dal vivo accompagna ogni quadro scenico, costruendo un ponte continuo tra passato e contemporaneità.

Biglietti da 28,75 euro Prevendita online: https://boxofficesardegna.it/it/deledda-e-duse-la-rivoluzione-silenziosa?occurrence=131&event=125 

A cura di Fondazione Mont’e Prama, costituita dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cabras, in collaborazione con l’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, organismo associativo riconosciuto che riunisce 130 enti pubblici sardi, e con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio.

Le coreografie sono firmate da Emanuela Bianchini e Mvula Sungani; ideazione e regia sono di Mvula Sungani. Luci, scene e costumi sono realizzati da MSPD Studios.

Foto Produzione  Mvula Sungani Physical Dance 

 

Stampa