FEDERTURISMO, ITALIA E TURISMO INTERNAZIONALE

Convegno mirato alle prospettive turistiche del Bel Paese in sede Federturismo  ( 6 dicembre) , Roma, alla presenza del ministro Politiche agricole e Turismo  Gian  Marco  Centinaio ,  di Giorgio Palmucci, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che sta per varcare la soglia  dell'Enit con il ruolo di presidente ( nominato dal ministro stesso) e dal presidente Federturismo Confindustria Gianfranco  Battisti, e altri protagonisti del settore.

Punto di partenza dei ragionamenti e interventi  alcuni numeri: gli arrivi turistici internazionali, nei primi nove mesi del 2018, hanno raggiunto quota un miliardo 83 milioni, 56 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2017. L’Europa, dopo l’Asia, ha trainato l’accelerazione (+7% complessivi) e l’Italia, quinta destinazione mondiale, con 62 milioni di arrivi internazionali, si posiziona con un +6%  tra i primi paesi  per crescita di entrate. La panoramica fornita da Alessandra Priante, che da molti anni è il punto di riferimento delle relazioni internazionali istituzionali del turismo, rappresentando l’Italia nei principali enti multilaterali del turismo (come UNWTO, OCSE, Europa) ha voluto restituire  una visione critica dell’uso dei numeri nel turismo, mettendo in evidenza come i dati macroeconomici sono quelli sicuramente più rilevanti per comprendere le direzioni strategiche sia nazionali che locali e che tali dati nel turismo hanno una rilevanza solo se considerati a livello comparativo, più che per altri settori. I confronti internazionali- basati  su dati e caratteristiche territoriali-  suggeriscono di riflettere e prendere consapevolezza che il mondo è cambiato e grandi Paesi  quali la Cina, generatori di importanti flussi turistici, sono diventati protagonisti del mercato del turismo.  E lo stesso successo di Paesi come la Spagna e il Portogallo è il risultato di un percorso di convergenza tra la politica e il sistema economico che mette al centro l’industria del turismo quale motore di sviluppo. Per ottenere cambiamenti significativi occorre elaborare una politica economica industriale per il settore che persegua il miglioramento della produttività, l’incremento degli investimenti, la promozione e lo sviluppo dei territori. “Un’adeguata politica di penetrazione turistica nei mercati strategici - ha sottolineato    Gianfranco  Battistideve essere uno dei capitoli più importanti della strategia complessiva che occorre disegnare e seguire per accrescere la presenza italiana in quei mercati così come la realizzazione di un grande piano di accessibilità del Paese che avrebbe ovvie ricadute sulla competitività delle nostre imprese e sul turismo.”

Se il segno più registrato dall'Italia  è segnale di incoraggiamento per più categorie, non basta al ministro Centinaio partito all'attacco  su promozione mirata, programmazione, nuovo e attivo ruolo dell'Enit , professioni turistiche, tassa di soggiorno  e altro.

Il quinto posto tra le destinazioni mondiali ci sta stretto – le parole del    Sen. Gian Marco Centinaio" Abbiamo delle potenzialità incredibili rimaste inespresse. Stiamo già lavorando sul turismo di ritorno, ma dobbiamo fare di più. Riduciamo le frammentazioni esistenti, puntiamo sulla digitalizzazione e investiamo nelle strutture e infrastrutture. Ripensiamo il turismo italiano attraverso uno sviluppo integrato, che tenga conto della trasformazione industriale e dell’espansione dei servizi. L'obiettivo è implementare tecnologia e innovazione legati alla tradizione perché, se manca la tradizione, non sai più dove stai andando. In altre parole, facciamo sistema e crediamo davvero nella forza del brand Italia.”

 


Stampa