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L'UNESCO CHIAMA E LA POLKA CHINATA RISPONDE

 

Bologna e il suo folk, e le sue tradizioni, sotto i riflettori. La Polka chinata, danza assolutamente bolognese, un ballo alla “ filuzzi” e che si danza tra uomini, tra frulloni e momenti acrobatici,  tenuta viva  in primis  dai danzatori  Antonio Clemente e Loris Brini,    varca i nostri confini , prende la strada della Grecia e partecipa ,in rappresentanza dell’Italia, danze di genere ,  al 51°  Congresso Mondiale di Ricerca della Danza, Atene  (51st World Congress on Dance Research, CID Unesco),4-8 luglio . Antonio e Loris porteranno in pista , alla presenza di un pregiato parterre del mondo della danza a livello internazionale, le piroette della polka chinata , e presenteranno alla commissione  storia  e  caratteristiche  di questa danza.Ma c’è di più : la polka chinata  è candidata  a diventare  patrimonio Immateriale Unesco

di Ester Ippolito

 

 

Bologna e il suo folk, e le sue tradizioni, sotto i riflettori. La Polka chinata , danza assolutamente bolognese, un ballo alla “ filuzzi”   che si danza tra uomini, tra frulloni e momenti acrobatici,  tenuta viva  in primis  dai danzatori  Antonio Clemente e Loris Brini, varca i nostri confini , prende la strada di Atene e partecipa ,in rappresentanza dell’Italia, danze di genere ,  al  51° World Congress on Dance Research  ( CID  Unesco),  4-8 luglio . Antonio e Loris porteranno in pista , alla presenza di un pregiato parterre del mondo della danza a livello internazionale, le piroette della polka chinata , e presenteranno alla commissione  storia  e  caratteristiche  di questa danza. Ma c’è di più : la polka chinata, danza che appartiene strettamente  alla tradizione italiana e che vanta anche una buona bibliografia, è candidata  a diventare  Patrimonio Immateriale Unesco.

 

“ Siamo davvero emozionati, come non mai- esordisce Antonio Clemente che con Loris Brini hanno iniziato questa avventura  molti anni fa, 30,    portando  in giro questa disciplina,  spiegandone    il valore e la cultura che rappresenta, partecipando a eventi e spettacoli televisivi. “ L’emozione è davvero forte- riprende Antonio- un sentimento così non l’abbiamo mai provato neanche in televisione. Danzeremo la nostra Polka chinata  ad Atene , nella cornice dell’Acropoli , in  una scenografia davvero unica, rappresentando l’Italia per la danza di genere e di carattere. Per l’occasione  la scelta delle musiche che accompagneranno la nostra esibizione non poteva che cadere  su brani di un artista che ha inventato  il liscio ,ovvero Leonildo Marcheselli, con  due cavalli di battaglia come la Polka brillante e Corsa al Mare. La nostra performance si svilupperà in sette parti”.


Siamo arrivati a questo importante traguardo –continua Antonio-grazie  all’impegno di Fabrizio Silvestri, che segue in modo professionale il mondo della danza  e che nel 2017  ha creato  una   onlus in ricordo di   Stefano Francia , maestro, coreografo e dirigente nazionale di Danza ( presidente ANMB , Associazione Nazionale Maestri di Ballo), con lo scopo di sostenere, promuovere e divulgare l’arte in tutte le sue forme.  Grazie a lui  siamo stati  nominati a marzo scorso Council Member presso International Dance Council CID ,   e quella di Atene sarà la prima uscita pubblica sotto l’ egida Unesco.   E’ sempre Stefano Silvestri che ha verificato nelle caratteristiche della Polka chinata i requisiti per candidarsi   per il riconoscimento di Patrimonio immateriale Unesco, una  pratica che si sta avviando adesso, che richiederà  certamente del tempo. Questo riconoscimento sarà un grande dono per noi e per la città di Bologna”. ( Nella foto Antonio e Loris sono con gli eredi (i figli) di Leonildo Marcheselli:   Marco Marcheselli, organetto,  e Paolo Marcheselli, chitarra)

Ma la  Polka chinata ha eredi ?

La Polka chinata è spettacolare,  dà emozioni ,offre un bellissimo colpo d’occhio mixando energia ed  armonia,  ma riserva molte difficoltà, il percorso per raggiungere dei risultati è molto lungo- circa 6 anni-   e pochi davvero oggi hanno questa pazienza- spiega Antonio Clemente." Noi la balliamo da circa 30 anni.  Oggi siamo in quattro a praticare questo genere, io e Loris, e due nostri allievi di venti anni, Alessandro Poli e Alessandro Lenzi, che hanno iniziato giovanissimi.  A parte questo,   riscontriamo anche  un  scarsa propensione nei giovanissimi ad avvicinarsi al folk. Inoltre, nonostante siamo negli anni 2000,   il fatto che si balli tra due uomini non facilita  il dare seguito a questa tradizione .E pensare che , su questo fronte, 50 anni fa era più facile....  “ .

Una bella storia....

La storia della polka chinata è  molto interessante  e vale senz'altro la pena approfondire  le sue origini.   “Questa disciplina – ancora Antonio- rappresenta    il riscatto e la rinascita di Bologna  dai lutti, dalle miserie, dalla fame e dagli stenti degli anni immediatamente successivi alla conclusione della II guerra mondiale.   Esiste tra l’altro  una analogia incredibile tra la storia del nostro liscio bolognese ed il   tango argentino.   A  causa dell’immigrazione prettamente maschile  dall’ Europa verso l’Argentina , questi  erano costretti a ballare tra loro. Addirittura gli anziani mi hanno raccontato che anche a Bologna esisteva agli inizi del '900 un particolarissimo 'tango alla filuzzi' ballato tra uomini ed eseguito anch'esso facendo il frullone chinato”.

La polka chinata si afferma nell'immediato dopoguerra (1945), quando tutto doveva ricominciare  ma  a Bologna non veniva meno la voglia di ballare e ascoltare la musica.  " Mancavano   però le donne   che ancora non potevano permettersi di lasciare le case a causa sia della complicata gestione familiare, sia di una mancante emancipazione femminile giunta solo successivamente”. Così gli uomini si misero a ballare  tra di loro portando delle variazioni alle danze allora in voga: da  qui la polka chinata, che ha scelto nel tempo come luogo di esibizioni, gare e  spettacoli il cuore di Bologna.

La polka chinata è un ballo appartenente  alla famiglia delle danze alla “Filuzzi”, un  modo di ballare tipico della città di Bologna  che comprende  tre stili di liscio, frutto della contaminazione dei nuovi balli di provenienza centro-europea:  valzer, mazurka, polka (classica uomo/donna e chinata uomo/uomo). L’origine del nome Filuzzi , che si rintraccia fin dai primi anni del 900,  sembra derivare   dall’ abitudine dei ballerini  di andare in balera, fare un ballo e poi “ filarsela” verso un’altra balera in cerca di altri balli e compagnia.


Saggi e romanzi

L'originalità della Polka chinata ha stimolato ricercatori e scrittori. Il    libro, a firma di Tiziano Fusella “ Quando la polka si ballava chinata", edizione Bacchilega,  ne ripercorre,  attraverso foto e racconti, la storia, gli aspetti leggendari, le curiosità  e i piccoli segreti, ricordando  i  protagonisti  sia per quanto riguarda la musica sia il ballo, e  riportando alla  luce questa forte tradizione.  Sempre  di   Fusella, ricordiamo  il romanzo “Fino all’ultimo passo”, che  ambientato nella Bologna del dopoguerra  ruota intorno  alla polka chinata e ai suoi protagonisti  che vivono   una grande  storia di amore  nel mondo del liscio emiliano e del ballo alla filuzzi   , tra frulloni e velocità e competizioni.   La storia del ballerino  Brando, le gare, l’amore rappresentano una ulteriore spinta a  mantenere viva questa tradizione che sta varcando orizzonti impensabili.

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I Congressi del CID sono la più grande adunanza di specialisti di danza di tutto il mondo, la migliore opportunità per mostrare il proprio lavoro ad un vasto pubblico di praticanti, insegnanti di danza, coreografi, ricercatori ed organizzatori. La partecipazione media ai congressi e’ di 400 professionisti, da 40 paesi diversi. Indirizzato in particolar modo ai professionisti, il Congresso è una conferenza scientifica.  Sono rappresentate tutte le forme di danza, rigorosamente senza alcun profitto. Da non confondere con festivals, workshops, conferenze aperte, seminari.  Sotto il patrocinio di: Ministero della Cultura, Ministero dell’Educazione, Municipio, Commissione Nazionale per l' UNESCO. Il programma prevede: presentazione e discussione di rapporti di ricerca originali;lezioni di danza, letture-dimostrazioni, video proiezioni, discussioni; esibizioni di compagnie di danza; mostra e vendita di libri, dischi, immagini, costumi, accessori ecc.;visite a posti di speciale interesse, come scuole di danza, musei, siti ecc.; serate dove i partecipanti possono danzare. Il  Congresso 2018   è organizzato dalle Sezioni del CID di Atene e del Pireo, insieme al Teatro Nazionale di Danza Dora Stratou. Si svolge sotto gli auspici del Ministero della Cultura, la Commissione Nazionale dell’UNESCO e la Municipalita’ della citta’ di Atene.http://2018congressathens.cid-world.org/



 

 
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