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MANUELA ADAMO E LA SUA DANZA. ANIMA,TERRA E TRADIZIONE

A colloquio con  la danzatrice Manuela Adamo, romana di nascita ma di famiglia campana,compagna di vita, di lavoro e di arte del ballerino e coreografo aragonese Miguel Angel Berna. Gli spettacoli di danza della Compagnia sono  legati al territorio , alle tradizioni, all'incontro di più culture  che si intrecciano e si rincorrono nei  suoni e nei passi di danza, raccontando sentimenti umani. Alla base delle creazioni coreutiche un approfondito lavoro di ricerca culturale e antropologica. Dopo il successo  in Italia di Cardia nel 2017, e negli anni precedenti di Mediterraneo  e Bailando ..Mi Tierra, arriva ad aprile a Roma, Teatro Olimpico, un nuovo lavoro della Compagnia dedicato a Luis Buñuel e alla terra d'Aragona."Un omaggio alla memoria della terra, una terra che Luis Buñuel portò sempre nel cuore-le parole di Manuela Adamo

di Ester Ippolito

 

 

In scena non c’è  solo una danza , una coreografia studiata, una perfezione estetica,  una emozione che passa attraverso i passi , le movenze ,o i ritmi che si intrecciano. Nelle performance di Manuela Adamo e  di Miguel  Angel Berna , virtuoso dello jota, danza tradizionale spagnola,  e delle nacchere,  c’è da sempre molto di più. C’è  il sabor della  propria terra, fonte di cultura e di tradizioni , con i suoi colori  e suoni; ci sono le radici   personali ,  ci sono i sentimenti più semplici e più complessi, c’è l’incontro, e il rincorrersi  di culture diverse , la scoperta di affinità e convergenze. C’è il frutto della ricerca , curiosità storica e antropologica. E   di questo parliamo  con la danzatrice  Manuela Adamo, nata a Roma ma di famiglia campana , interessata da anni alla rielaborazione  delle danze tradizionali del sud, studiosa del tarantismo  spagnolo e italiano, compagna di vita , di lavoro e di arte  di Miguel Angel Berna , ballerino e coreografo spagnolo di Saragozza.  La compagnia di   Miguel Angel Berna  e Manuela Adamo ha portato molti dei suoi spettacoli in Italia, tutti caratterizzati dal vento della contaminazione tra culture e condivisioni culturali  con momenti  di grande spessore e intensità : da  Bailando ...Mi Tierra,  a Mediterraneo e Cardia. E per la primavera 2018 è in programma un altro coinvolgente spettacolo dedicato a Luis Bunuel, aragonese di tutto rispetto,dal 13 aprile al Teatro Olimpico di Roma nell'ambito della  ottava edizione  del  Festival Internazionale della Danza di Roma 2018 (Filarmonica Romana).

B&V- Quale è stata la scintilla  iniziale che ha spinto lei e Miguel Angel  Berna  a indagare su convergenze e affinità tra danze tradizionali  spagnole, in primis  jota , e altre culture, dall’Aragona al nostro sud fino ad altri paesi del Mediterraneo?

 

Manuela Adamo- Uno degli obiettivi artistici della nostra compagnia è sempre stato quello di mettere in relazione la jota con altre danze e culture. Abbiamo realizzato spettacoli negli ultimi 18 anni che hanno visto la jota come protagonista insieme al flamenco, altre danze tradizionali spagnole sino ad arrivare al nostro Sud.

 

B&V- Immaginiamo sia   un processo di ricerca  permanente , con  ancora molta strada da percorrere...

 

Manuela Adamo- Si, certo! Per un artista la strada da percorrere deve essere interminabile, è  proprio su quella strada che nascono le ispirazioni e si trovano spunti per continuare a creare.

 

B&V-  Come procede il vostro   lavoro di ricerca  e poi il trasferimento  del messaggio  nella creatività ,nella danza, nella coreografia  ?

 

Manuela Adamo- Nella compagnia, io e Miguel Angel abbiamo ruoli molto diversi. Io mi occupo della ricerca, di scrivere gli spettacoli , dei costumi, della produzione. Miguel Angel si occupa delle coreografie partendo dalle mie ricerche. Siamo molto affiatati ed attualmente stiamo vivendo un momento molto produttivo da questo punto di vista.

 

B&V-  Tempo fa, in riferimento in particolare a Cardia (Teatro Olimpico, Roma ,aprile 2017),spettacolo che ha portato  in scena un triangolo culturale    tra   Aragona,  Salento e Turchia, tra  memoria popolare   e  coincidenze   nei gesti,  danze e musiche,   Lei ha citato la centralità del rito che oggi manca nel nostro quotidiano  ...Nel ritrovare questa forza , quanto può aiutare   la danza  e la consapevolezza  delle proprie radici?

 

Manuela Adamo-La danza e la consapevolezza delle proprie radici passano per un percorso personale.

 

B&V-  Che ricordi ha dell'  esperienza alla Notte della Taranta  nel 2013   ?Vi ha offerto nuove ispirazioni?

 

Manuela Adamo- Ci sono ricordi significativi ed altri irrilevanti. Abbiamo incontrato professionisti con i quali in seguito abbiamo instaurato bellissimi rapporti umani e lavorativi. Abbiamo anche invitato parte dell organico de “ La Notte della Taranta” a Saragozza. Purtroppo la manifestazione  è´tanto rappresentativa quanto espressione di decadenza coreutica del nostro paese, per questo motivo non ha suscitato in noi nuove ispirazioni ma spunti di riflessione.

 

B&V-  Come   presenterebbe  al pubblico romano il prossimo spettacolo dedicato a Luis Bunuel, Berna & Bunuel, Tierra Y Alma, che sarà in scena al Teatro Olimpico  dal 13 aprile ?

Manuela Adamo- Lo spettacolo che presenteremo a Roma è composto da due parti. La prima    è un omaggio a Luis Buñuel. Un itinerario simbolico dove si alternano visioni, pensieri e inquietudini del grande regista aragonese. Un viaggio onírico nel quale prendono vita le realtà  interiori, dove la morte, la terra, il simbolo, gli oggetti e il desiderio tracciano un cammino frammentato ,che   si trova solo  nella profondità  dell inconscio. Un omaggio alla memoria della terra, una terra che Luis Buñuel portò sempre nel cuore. I tamburi, il suono delle campane che ritroviamo in alcune scene dei suoi film, sono  testimoni dei vincoli infrangibili che lo univano alla sua identità´. La seconda parte, “ Suite spagnola”, è un medley dei brani piu´emblematici della nostra compagnia,con qualche sorpresa….

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Manuela Adamo, nata a Roma da una famiglia di origine campana, studia danza classica con Stefania Minardo e Luciana Proietti, prime ballerine del Teatro dell’Opera di Roma e successivamente prosegue i suoi studi presso la I.A.L.S di Roma in danza moderna e jazz. Nel 1998 si trasferisce in Spagna e comincia la sua carriera professionale accanto a Miguel Ángel Berna, massimo rappresentante della jota e della sua rielaborazione. Nella Compagnia di Berna si occupa della produzione di tutti i suoi spettacoli, nei quali ha anche il ruolo di ballerina. Si occuoa da anni della rielaborazione delle danze tradizionali del sud Italia; nell’ambito del tarantismo spagnolo e italiano si dedica allo studio dei vincoli coreutici esistenti fra la jota e la tarantella, soprattutto nella pizzica e nella tarantella del Gargano. Nel 2016 ha partecipato al film La Jota di Carlos Saura come ballerina in due brani del film.

 

Miguel Ángel Berna, ballerino e coreografo spagnolo nato a Saragozza, ha mosso i primi passi nella danza come ballerino della jota aragonese, ballo tradizionale che ha successivamente integrato con l’apprendimento del balletto classico, della danza contemporanea e del flamenco. Fondatore nel 1990 della Compagnia che porta il suo nome, creatore di spettacoli in cui dimostra di saper contaminare con passionalità ritmi, melodie e temi di diverse culture, tra le sue opere più importanti vanno citate Madrid en danza (1999), Rasmia (1999), Percusión percusión (2000), Solombra (2001), Tierra de dragón (2003), Mudéjar (2004), Encuentros (2005), Amares (2007), Goya (2008), Flamenco se escribe con Jota (2009), La pasión (2010), Berna se escribe con Jota (2010), Bailando mi tierra... Mudéjar (2012), Mediterraneo (2013), La Jota e la Taranta (2014) e Cardía (2016). Nel 2016 si è occupato di tutta la coreografia dell ultimo film di Carlos Saura La Jota partecipando anche come ballerino solista.


 

 
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