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A SANTO DOMINGO IL CARNEVALE PIU'ANTICO DEL NUOVO MONDO

 

Non è solo il paese della danza e della musica caraibica con il suo esplosivo Merengue, ma vanta anche il carnevale più antico delle Americhe, perchè è proprio qui, sull'isola di Hispaniola (oggi divisa tra Haiti e Repubblica dominicana) che il 5 dicembre 1492 approdarono le caravelle di Cristoforo Colombo, dando inizio alla colonizzazione spagnola. Attraverso le sue maschere, il Carnevale della Repubblica dominicana racconta la storia del paese. Le parate si svolgono ogni domenica di febbraio in diverse località, per poi concludersi con la grande sfilata della capitale, Santo Domingo, la prima domenica di marzo



di Livia Rocco

 



Santo Domingo è la patria del Merengue, riconosciuto dall'Unesco Patrimonio immateriale dell'Umanità nel 2016. Anche la Bachata, il Son e ritmi più tradizionali fanno parte del patrimonio musicale di questo splendido paese caraibico che occupa una parte dell'isola Hispaniola. Il Carnevale rappresenta per i dominicani un'occasione unica per ballare, suonare ed esprimere la propria identità nazionale: una sintesi  tra le culture dei nativi Indiani Taíno, dei colonizzatori spagnoli e degli schiavi africani.

Quello della Repubblica Dominicana è il  Carnevale più antico del continente americano (1520), e celebra anche l’indipendenza del paese. Si tratta della più significativa, vivace, colorata e gioiosa espressione della cultura popolare a cui partecipa da protagonista l’intera popolazione. Le parate si svolgono ogni domenica di febbraio fino ai primi di marzo in molti centri del paese, tra cui La Vega, Santiago, Santo Domingo, ma anche Punta Cana e la Romana, con costumi colorati e maschere uniche. Ogni città è caratterizzata da personaggi tipici, come i Taimáscaros di Puerto Plata, i Guloyas di San Pedro de Marcorís, i Diablos Cojuelos di Santiago, Los Pintao di Barahona, che confluiscono tutti nella grande sfilata di chiusura sul lungomare della capitale Santo Domingo, la prima domenica di marzo.

Ogni maschera ha una precisa identità, che svela aspetti importanti della storia dell'isola. Il  Diablo Cojuelo, per esempio, è la maschera che guida le sfilate, tipica di Santiago (de los caballeros), la seconda città della Repubblica dominicana. Sfila con un mantello molto colorato ornato da piccoli specchi, sonagli, nastri e campanacci, come caricatura dei cavalieri medievali spagnoli. Questo strano 'diavolo' ha il volto coperto da una grande ed elaborata maschera con grandi corna, anch'essa di colori vivaci e, con una frusta in mano, sfila lungo il percorso della parata colpendo da dietro, a sorpresa, gli spettatori distratti.

Tipici di Puerto Plata sono i Taimáscaros , una variante dei 'diablo cojuelo', interessante perchè fonde tre diverse influnze culturali; la maschera rappresenta gli dei venerati dai nativi Taino, gli abiti rappresentano l'eredità spagnola, mentre i fazzoletti simboleggiano le divinità africane.

Impossibile non notare i Guloyas di San Pedro de Marcorís, con i loro costumi stravaganti e gli alti cappelli piumati, che rappresentano i discendenti degli africani provenienti dalle vicine isole caraibiche anglofone, che emigrarono a Santo Domingo ai primi del '900 per lavorare nell'industria dello zucchero. La loro musica e danza unica, di forte influenza africana, è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio immateriale dell'umanità nel 2005.

Da Barahona arrivano i Pintaos, con i corpi dipinti di vari colori dalla testa ai piedi, ma coperti solo da un pezzetto di stoffa. Rappresentano i Cimarroni (Maroons), schiavi fuggiti che trovarono rifugio nella zona montana di Bahoruco nel sedicesimo secolo.

Lungo le strade ballano anche i Tiznaos, conosciuti anche come  Los Africanos, personaggi con volti e corpi dipinti di nero per rappresentare proprio gli schiavi africani.



Oltre il Carnevale



Ma a Santo Domingo musica e danza sono protagoniste di eventi e rassegne per tutto l'anno! Ogni domenica sera, per esempio, nella capitale Santo Domingo, tra le antiche rovine del Monastero di San Francesco si esibiscono i Bonyé, un gruppo di musicisti che portano tra le strade il ritmo nazionale del Merengue, della Bachata e del Son. E ogni venerdì e sabato sera sempre in area coloniale, nella suggestiva Plaza de España, si svolge l’evento Santo Domingo de Fiestaappuntamento, dedicato alle danze del folklore dominicano a cura del Balletto Folklorico, accompagnato da un trio di chitarre.

Sempre nella capitale, ogni anno tra luglio e agosto si tiene il Festival del Merengue, che per l’occasione si anima con esibizioni folkloriche in costume, mercatini di artigianato, feste ed eventi dedicati alla gastronomia locale. Il ritmo travolgente del merengue diventa il protagonista incontrastato per 4 giorni e 4 notti di grande festa, in cui la città si trasforma in un’autentica pista da ballo a cielo aperto.



Santo Domingo città coloniale, spiagge bellissime e aree protette

 

La Ciudad Colonial, la zona coloniale della capitale Santo Domingo, primo insediamento europeo in America e Patrimonio UNESCO dal 1990, attira migliaia di turisti. Il quartiere storico è attraversato da un labirinto di stradine pedonali su cui si affacciano veri e propri gioielli dell’architettura, risalenti ai secoli XVI-XX, tra cui la cattedrale più antica del “continente nuovo”, costruita nella prima metà del '500.

Sull'isola, Punta Cana e La Romana sono tra le destinazioni turistiche più conosciute, ma non si possono assolutamente perdere Boca Chica, con il suo litorale di sabbia bianca protetto dalla barriera corallina, Samanà, che conserva una natura incontaminata, Puerto Plata con le bellissime spiagge e l'oasi tropicale tutelata dall'Unesco.

 

(info: godominicanrepublic.com)

 

 
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